Ridatemi Santoro

La notizia ( se così vogliamo chiamarla ) è che la RAI manda in pre-pensionamento Santoro. E il buon “Michele” ringrazia e si frega le mani. Finisce in bellezza Anno Zero, il giornalista salernitano farà il consulente esterno e le indiscrezioni parlano di circa 10 milioni di euro di buona uscita. Per molti è uno scandalo ma io non ci trovo niente di strano: è perfettamente in linea con le cifre di mercato, soprattutto con quelle della RAI. La verità, secondo me, è che il fazioso Santoro è stato una spina nel fianco ( nel bene e nel male ) per i governi di centro destra e, a parte Bruno Vespa, nessun giornalista dell’area politica opposta è stato incisivo come lui a controbattere. Pare che si occuperà in 2 anni di produrre docufiction: non darà fastidio a nessuno e magari inseguirà le farfalle nei prati per capire di che sesso sono! Premetto che io sono per il pluralismo editoriale perfettamente equilibrato: che ben vengano Santoro, Vespa, Floris e Paragone. Più ce n’è, meglio è. E che ognuno scelga di guardare ciò che vuole.

C’è chi dice che è uno scandalo, c’è chi lo vorrebbe a vita alla RAI con Anno Zero. Io penso che è un bravo giornalista di regime e che se ha dato filo da torcere a chi non la pensava come lui ha fatto bene: è il diritto/dovere di tutti i giornalisti. Tra l’altro oggi in RAI, in quanto a salotti di attualità, si era giunti ad un sostanziale equilibrio politico con l’inizio della trasmissione condotta da Gianluigi Paragone che, per quanto meno incisivo e meno bravo, è pur sempre un giornalista di centro destra. E poi la “terza camera” presieduta dall’intramontabile e bravo Bruno Vespa dove la mettiamo? E’ per questo che non vedo per quale motivo ci si deve preoccupare proprio di Santoro.

E allora? E allora mi chiedo: perchè scandalizzarci per la buona uscita di un giornalista che, per quanto fazioso, ha fatto solo il suo dovere e non per i compensi d’oro percepiti da tutti quelli che lavorano o che hanno lavorato per la RAI?

Rileggiamoli tutti: (fonte: ilgiornale.it )

Roberto Benigni: 6 milioni di euro
Fabio Fazio : 2 milioni
Simona Ventura: 1,8 milioni
Antonella Clerici: 1,5 milioni
Milly Carlucci: 1,2 milioni
Paolo Bonolis: 1 milione
Bruno Vespa: 1,187 milioni
Michele Cucuzza: 0,700 milioni
Michele Santoro: 0,684 milioni
Daria Bignardi: 0,600 milioni
Lamberto Sposini: 0,600 milioni
Massimo Giletti: 0,400 milioni
Caterina Balivo: 0,100 milioni
Veronica Maya:
0,100 milioni

Si Sono Accorti Che Facebook Ha Qualche Problema

Facebook in difficoltà: qualcuno ci crede? In questi giorni sono in tanti a porsi questa domanda. Il motivo? Qualcuno ( leggi: migliaia di persone ) si è accorto (finalmente) che il social network più famoso al mondo ha una caratteristica interessante: manda la tua privacy a farsi un giro in Tibet per sempre ( e questo video è terribilmente convincente)!

Peccato che “quasi” nessuno dei 400 milioni di iscritti, in quasi cinque anni, si è accorto in tempo che, all’atto della registrazione, stava lasciando per sempre tracce indelebili della propria vita privata: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, religione, partito politico di appartenenza, amici, parenti, studi fatti, gusti personali e interi book fotografici!
In ogni caso, sarà difficile pensare ad una migrazione in massa verso altri social network più riservati. Ci stanno provando, però, su MoveOn.org, su FacebookProtest.com o su QuitFacebookDay.com: proteste, avvisi sui pericoli di FB e appelli all’evacuazione di massa! E Twitter si frega le mani: ce lo ricorda ilrasoio.info, rimandandoci sui tweet di #quitfacebookday.
Ma 400 milioni di utenti saranno difficili da spostare. Perchè? Perchè, ironia della sorte, il successo di FB è proprio il suo più grande difetto: la totale mancanza di privacy che consente a tutti di rintracciare qualcuno e di essere rintracciato attraverso i dati personali! E’ questo che ha fatto grande un social network che ha una struttura assolutamente criticabile, poco funzionale, spesso “in affanno” e con mille problemi ancora da affrontare.
E pensare che 20 anni fa, in chat, era assurdo anche solo confessare il proprio nome ! E chi ha usato IRC ne sa qualcosa: non era più comodo un nick, un #canale e tanti amici? E non era più poetico  “sudarsi” la foto di una ragazza dopo un lungo corteggiamento piuttosto che passare in rassegna interi set su Facebook come se fossero “database delle prede eventuali”?