Soluzione Alla Crisi? Case Modulari Ed Ecologiche, Vita Agreste, Lavori Saltuari E Internet

Siete ricchi professionisti affermati? Avete una casa di proprietà? Un’attività ben avviata dai vostri genitori? 4 auto nel garage? Allora questo post non fa per voi ma vi pregherei di contattarmi: ho qualche idea per dilapidare il vostro patrimonio con estrema classe. Se, invece, sentite la crisi, se avete notato che ultimamente il vostro portafogli contiene effettivamente e soltanto “fogli”, se vi siete accorti finalmente che il cetriolo del secolo andrà proprio a infilarsi nel vostro real deretano e, soprattutto, se non avete troppe pretese, allora possiamo provare ad individuare qualche buona soluzione per “provare” a vivere decentemente. E, ovviamente, vi invito a consigliare buone alternative.

Premetto che faccio solo dei piccoli passi RI-scoprendo nuove soluzioni di vita non sempre praticabili e, quindi, tutto ciò che leggerete/vedrete sarà criticabile ma, almeno, è un buon inizio per iniziare a discuterne o per farci venire qualche altra buona idea in mente. Partiamo dal presupposto che ci occorre una casa di proprietà a basso costo, cibo ed un lavoro. Non è impossibile, ci possiamo provare.

CASA – Costano troppo? Non è vero. Sto valutando due soluzioni: casa ecologica-modulare ( sono loft DA SOGNO e costano poco ) o casa “molto” fuori città ( leggi: vita da paese ) a basso costo. E sono entrambe meravigliose.

Casa modulare-ecologica – Sono SPLENDIDE, ultracompatte, prefabbricate, ecologiche, con design da urlo e con costi assolutamente accessibili. Un esempio? Una delle mie preferite, un loft modulare che si chiama Loft Cube (ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE QUI). Progettati dal berlinese Werner Aisslinger, i 52 mq del Loft/Cube sono completamente arredati: hanno bagno, cucina e camera da letto, non manca nulla e soprattutto non manca una vista panoramica esclusiva. Perchè? Perchè sono adatti per stare sul terrazzo ( ammesso che ne troviate uno) ma anche a terra. Costo di partenza? 60mila euro. Se pensiamo che un appartamento in città ( Roma?) ci costa, in media, 400mila euro, allora un pensierino possiamo farcelo, non vi pare?

Vita di Paese – Avete mai pensato a comprare una piccola casa in un paese? Certo, non è il massimo direte voi. E io vi rispondo: meglio vivere da “bamboccioni” con mamma e papà? Se sentite il bisogno di trasferirvi, dunque, fate un giro nei paesini di campagna ( lo diceva anche Toto Cotugno ) e godetevi ( se ci riuscite ) le vostre soluzioni bucoliche: case a basso costo, dunque, situate in paeselli pittoreschi e con vita agreste in omaggio. Esempio? Paese: Cervicati in provincia di Cosenza, ai piedi del complesso dei monti della Sila. Tipologia di casa: appartamento di 3 stanze, bagno e cucina. Costo: 20mila euro. Certo, direte voi: e cosa ci vado a fare a Cervicati? Vi rispondo subito: a vivere senza pagare 700-1000 euro al mese di fitto che, moltiplicato per tutta la vita, vi manderà sul lastrico prima ancora di farvi godere della vecchiaia.

CIBO – Io devo stare a dieta e quindi ho pensato che se calcoliamo una media di 15 euro al giorno riusciamo sicuramente a mangiare. Come trovarli? A terra non mi pare di averne visti e non sono abbastanza folkloristico da chiedere l’elemosina. Preferisco lavorare. Proviamoci.

LAVORO – Pensavate davvero che vi avrei trovato un lavoro? No, non sono magico come il nostro Silvietto che nel 2001 si impegnava per “almeno un milione di posti di lavoro in più nei prossimi cinque anni” . Posso fare, però, alcune osservazioni. Se riusciamo a comprare una casa così come descritto sopra ( in fondo un po di sacrificio ci tocca ) possiamo sicuramente affrontare la vita con uno stipendio minimo. Certo, non vivremo da nababbi ma, in qualche modo e nella peggiore delle ipotesi, riusciremo a goderci la vita con lavori saltuari.

E internet? Se riuscite a comprare un loft cube e a posizionarlo in un paesello o su un terrazzo berlinese, internet sarà di aiuto per tutto: vi terrà in contatto col mondo, vi aiuterà con il lavoro ( io lavoro soprattutto con internet ) e darà un tocco di moderno alla vostra nuova vita agreste.

Legambiente Commenta Il Ddl Sulle Intercettazioni

“I grandi scandali ambientali, dal cemento impoverito, alle navi dei veleni e altri traffici di rifiuti, sono stati svelati da intercettazioni telefoniche. Depotenziare questo strumento d’indagine significa fare un immenso regalo alle ecomafie” questo il commento di Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, all’ormai famigerato ddl 1611 sulle intercettazioni, meglio noto come sulle che si appresta ad essere discusso Senato il 31 maggio.

Secondo l’associazione ambientalista, se il ddl dovesse passare così com’è stato presentato dialoghi come “Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga? – E il mare? – Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi, che con quelli il mare andiamo a trovarcelo da un’altra parte” (intercettazione tra due boss in merito a rifiuti tossici da scaricare in mare) o frasi del tipo “Metti meno cemento e più sabbia” (intercettazione tra il boss del reggino Salvo Corsaro ed il suo compare Terenzo D’Aguì sulla costruzione della scuola pubblica Euclide di Bova Marina) non saranno più ascoltati e di conseguenza, molto probabilmente, rimarranno impuniti.

Qualche buon samaritano può quindi gentilmente spiegare all’On. Daniela Santanchè, sottosegretario per l’Attuazione del Programma, che ha spiegato e difeso le sue posizioni sulle intercettazioni “Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? È un abuso… (qui il resto)” che sono questi i motivi perché questo ddl non s’ha da fare?

E poi, sorvolando sul numero risibile di intercettati in Italia, qualcuno mi può cortesemente far notare quali intercettazioni della vita privata di comuni cittadini innocenti, quelli che non c’entrano nulla con appalti, mafia ed altri crimini, quelli che fanno parte dell’Italia perbene, quelli che Governo dovrebbe “difendere” e non offenderne l’intelligenza, sono apparse sui giornali?

– fonte: Legambiente | via ecoblog.it | via ilRasoio