Icelandic Berlusconi: A Man That Is Always Changing Partners, Cheating On His Wife Etc

Io sono e resto di destra sociale (quella di Alemanno-Storace). Ergo, oggi non esiste alcun partito, corrente o spiffero che mi rappresenti seriamente. Cruciani avrebbe detto: “vabbè ma non era necessario dirlo”. Io, invece, lo dico perchè credo sia utile sapere che questa critica non proviene da sinistra. Premesso questo ( così nessuno resta col dubbio ), non potevo non incollarvi questo pezzo di chat tra me ed Hanna, felice della vittoria del suo comico-politico Jon Gnarr, alle elezioni comunali di Reykjavik, in Islanda. Ovviamente, le ho chiesto notizie e impressioni sul fatto. E lei è molto felice. Il loro è un voto di protesta contro la classe politica responsabile della loro attuale crisi (magari accadesse in Italia ). Ma non volevo parlarvi solo di questo, bensì dell’inevitabile accenno al nostro Silvio Berlusconi. E le poche parole che vi incollo saranno sicuramente sufficienti a farvi riflettere sulle gran belle figure che facciamo all’estero. Ecco come Hanna (e molti islandesi) dipinge Berlusconi. E’ chiaro che questo rappresenta solo un singolo esempio ma credo siano in molti a desiderare un premier diverso, con più spessore politico e meno voglia di fare della politica un immenso ed ingannevole spot pubblicitario.

22:52 Oz
hannaaaaa:) your comic won the election day in Reykjavik??:)

22:52 Johanna
yes!!! he won!

22:52 Oz
ehehheeh, nice..have you vote for him?

22:53 Johanna
yes of course

22:54 Oz
fantastic:)

22:59 Johanna
yes very so, and he will probably become the major of Reykjavik!
people are just sending the political groups that have been running this country in to all this trouble, big fat FINGER!

23:00 Oz
yes i read of that on italy’s newspaper

23:00 Johanna
haha really??

23:00 Oz
yes of course..that’s a vote against the bad iceland politic..
i think that here in italy we need that kind of vote…
but we need more time …

23:11 Johanna
When will you be voting?

23:12 Oz
in our city in 2 years
in italy, to try to change Berlusconi, we need other 3 years!!!:)

23:14 Johanna
Berlusconi is a real womens-man right?

23:14 Oz
a womens-man?

23:15 Johanna
a man that is always changing partners, cheating on his wife etc

23:15 Oz
ahhahahahahahahahah oh my god!
that’s what you know about him? ahhahahha
incredible:) it’s not good for italian people:)
anyway yes…he is:)

23:18 Johanna
haha well im not really big news-person, but ask any icelander this is probably the first thing they will say about berlusconi

23:19 Oz
I have no difficulty believing in this:) really:) it’s a big problem in italy

Curcio È Libero!

Frigidaire n. 147“Curcio è libero!”, Frigidaire n. 147. Quel titolo occupò lo spazio dei miei pensieri, finché non contai 7 mila lire all’edicolante che un pò stupito mi consegnò la rivista. Fu quello il mio incontro con una rivista che ho amato clandestinamente e di cui andai a ricercar memoria nelle copie del passato. Curcio è libero!… il 7 aprile 1993, io avevo 18 anni e Frigidaire nelle mani. Tre anni dopo, conobbi Renato.

“Ho imparato la tua lingua per farti pesare i miei silenzi”, questo era Renato nel mio immaginario. Non Renato il comunista, ma Renato il libertario. Renato per cui l’Italia si indignava quando veniva invitato a tener conferenze e presentazioni di libri.

Dei segreti delle BR e di quegli anni, non ha mai voluto parlare. Sconfitto, ma consapevole. Io non sono stato mai comunista, né rivoluzionario parolaio. Ero un dirigente della nuova sinistra progressista, che aveva cancellato grazie alla magistratura il riformismo socialista anni ’80. Non sapevo come definirmi, cosa che mi è rimasta come stigma. Un leader universitario moderato, ma più radicale del movimento studentesco nelle battaglie contro i baroni dc. E sugli anni di piombo, senza se e senza ma, volevo la verità se pur disposto a perdonare con amnistia. Era questa la mia eresia, che mi faceva apparire strano e complesso. Quando invitavo Renato ogni anno ai tempi dell’università, l’imbarazzo della organizzazione politica a cui appartenevo era tanto.
Indagavo i dispositivi di controllo e del potere, la coercizione che genera l’Istituzione totale. Qualche tempo dopo mi portò la mia indagine ad amare Foucault e Deleuze, ed avvicinarmi alla sinistra radicale. Un moderato radicale, forse questo ossimoro un pò mi definisce.  Di Renato conservo l’ultima copia in vhs dei ‘Cancelli della memoria’, la custodisco con gelosia.

Curcio è libero!… oggi, e Ciampi dice che non c’è democrazia senza verità. Molti anni fa scrissi “Esiste una sconfitta pari al venire corroso.Tirare un sasso per colpire il nulla. Alzare il calice per brindare il fatuo ardire. Implorare la morte per ascoltarne la risata. Cadere nel presente con l’angoscia che non venga mai la fine”. Questa è per l’Italia, senza la verità.

E aspettando la verità, il 5 giugno tornerò in edicola a chiedere copia del nuovo Frigidaire, sperando ancora nell’amnistia.

Morirei Di Serenità, Con Lo Sguardo Rivolto Al Cielo, Trafitto Da Sensazioni Islandesi

Non ho la più pallida idea del motivo che mi porta a desiderare  quel posto e forse scrivere mi aiuterà a scoprirlo e a capire me stesso. E poi spero sempre che qualcuno mi dia una mano.  E, infatti, come mi suggerisce Bonhomme, una risposta me la regala Deleuze: mi “…manca la resistenza al presente”. La verità è che non ho mai calpestato un solo granello di quella terra. Non so quanto sia freddo portare avanti un passo tra quelle distese innevate, non so che odore possa avere il vento che soffia da quelle parti e non riesco ad immaginare che sapore possa avere l’acqua che sgorga vicino a quel vulcano. Se ci penso bene, non credo di aver capito ancora che colore abbia la sua aurora boreale e non so quanto possa esser meraviglioso, e allo stesso tempo fastidioso, il sole di mezzanotte. E la cosa più bella è che la sogno spesso ma non riesco mai a ricordare nulla di preciso, come al solito. So soltanto che mi sveglio e resto per un pò in un angolo del letto, con le braccia che mi tengono strette le gambe. E mi restano solo sensazioni, sensazioni islandesi.

Ed è nei miei sogni che sento quell’odore di legno. Forse perchè sogno quelle case col tetto colorato che mi trasmettono serenità e calore. Chissà, forse Hanna mi saprà dare una risposta, forse anche lei lo sente nella sua Islanda.

E probabilmente è “colpa” di Hanna se di quei sogni ricordo anche un suono che per lei sarà sicuramente familiare: è quello di una slitta che solca la neve tirata da uno splendido cagnolone. Ti invidio Hanna. Ti invidio quando ti sento chiamare il tuo cane mentre l’altro ti tira sulla slitta e mentre sento quel suono. E spero sempre di poterli vedere, mentre si rotolano nel bianco, stanchi e felici, dopo aver corso per regalarti odore di neve mentre fili via veloce.

Insomma, non l’ho mai vista nè annusata questa benedetta Islanda! Ma il solo pensiero di poter stare lì, sdraiato su un prato, con lo sguardo rivolto al cielo, mi regala serenità.

Ecco perchè mi aiuta scrivere: capisco sempre più me stesso. E capisco che, probabilmente, la serenità è ciò che manca alla mia vita. E chissà, forse è custodita proprio in quei paesaggi, in quelle case di legno, in una corsa in slitta tirata da un cane. Una cosa è certa però: se non distruggo il mio presente non lo scoprirò mai.

E’ proprio vero Bonhomme, amico mio, non sono ancora un bravo “partigiano del mio presente”, non so ancora fargli “resistenza” ma ti assicuro che ci sto provando. E forse un giorno ti scriverò e le mie parole ti racconteranno del bianco d’Islanda e avranno l’odore della serenità.