Argumentum Ad Baculum. Fallacia #6 ./exploit The Media!

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L’argumentum ad baculum, detto anche descrizione di ricorso alla paura, tattica dello spavento e ricorso alla forza, è una fallacia in quanto si basa sulla generazione di un senso di timore nei destinatari, che non può essere considerato una prova valida per un’affermazione.
Tale fallacia è conforme al seguente schema: 

1.  Y viene presentato (un’affermazione che dovrebbe produrre paura).

2.  Quindi l’affermazione X è vera.

È importante distinguere tra una Ragione Razionale a Credere (RRC), che è una prova che supporta l’affermazione oggettivamente e logicamente, e una Ragione Prudenziale a Credere (RPC), che è una motivazione, una ragione per accettare la credenza a causa di qualche fattore esterno, come una paura, una minaccia o un beneficio o danno che possono venire dalla credenza, che è rilevante rispetto a quello che una persona stima, ma non rispetto alla verità o falsità dell’affermazione (ad es. potrebbe essere prudente non bocciare il figlio del capo del dipartimento perché la paura è che ciò potrebbe rendere la vita dura.
In ogni caso, ciò non dà prove all’affermazione che il figlio meriti di venire promosso).
Esempi di ricorso alla paura 

a.  “Sa, professor Smith, ho davvero bisogno di prendere una A in questo corso. Mi piacerebbe fermarmi nelle ore in cui lei è in ufficio più tardi per discutere del mio voto. Sarò nel suo palazzo comunque, a visitare mio padre. Tra l’altro, lui è il suo preside. Ci vediamo.”

b.  “Non penso che un fucile Red Ryder BB sarebbe un bel regalo per te. Sono molto pericolosi e ti caverai un occhio. Ora, non sei d’accordo che devi pensare ad un’altra idea per il regalo?” 

c.  “Devi credere che Dio esista. Dopotutto, se non accetti l’esistenza di Dio, allora ti troverai di fronte agli orrori dell’inferno.”

d.  “Non dovresti dire queste cose contro il multiculturalismo! Se il presidente sentisse quello che stavi dicendo, non avresti mai la cattedra. Così, dovresti imparare ad accettare che è semplicemente sbagliato parlarne male.”

Non Sono Un Bastardo

 

L’asfalto brucia. Non lo sopporto. Sento il vuoto attorno, rapide folate d’aria indifferente. Odori assenti, io che sento tutto.  Anche a un chilometro in linea d’aria alle volte.
Da dove deriva tutta questa impotenza? Libero non lo sono mai stato veramente, ma mi è sempre sembrato di esserlo col cuore. Non posso crederci! È finito tutto quell’amore? Non sono più avvolto. Nemmeno la consapevolezza di essere oggetto, per l’ennesima volta, dell’egoismo. Non ho mai chiesto nulla. Mai. Solo piccole attenzioni, lecito scambio dell’unico vizio che sia mai riuscito a riconoscermi: adorazione a prescindere.
Dalla brutalità antropica.
Dalla noncuranza del vicino.
Dalla razionalizzazione estremizzata dell’amore. Da quell’ammasso di perversione connaturata nella catena molecolare.
Ora il nulla. È buio, avverto il gelo e il mio cuore accelerato schizza fuori dal torace. Ce la farò?
Mi resta solo il tempo di respirare.