Ai miei studenti.

“Ciao”
“Ciao”
“Sei preso malissimo?” “Tristeeee”
“No”
“Siamo apposto”.

[…]“Come ti chiami?”
“Mi chiamo Francesco, ho 21 anni, vengo da Napoli”.
“Ah.”

[…]“Ma non è che sei un comico?”
“No”
“E che cosa fai qui? In verità ci dirà?”
“Ballo”
“Balliiiii tuu?

“Una sera ho fatto un sogno, che passavo per una piazza piena di artisti diversi che ballavano. Mi sono svegliato e accendendo la televisione c’era la pubblicità di Italians got talents. E allora ho deciso, vabbè. Se va male questa non so se continuo a provarci, a sfondare o se mi do a qualcos’altro”.

[…]“Sei sicuro di essere un ballerino?”
“Lo spero”.
“Puoi anche rinunciare a esibirti. Io te lo dico. Non sei obbligato”.

Tra le risa, i sorrisini che scherniscono di un pubblico che ha già decretato la sua bocciatura.
Perché la forma è tutto nella Società dello Spettacolo.
Ma inizia la musica e lui inizia una danza.
Non è una semplice danza, perché è una danza di liberazione.
Inizia il suo manifesto esistenziale, scandito dai diversi tempi della musica.
Libera la sua essenza.
Quando smette rimane a terra, chiude gli occhi e poi quando li riapre è lì con tutto se stesso.
Umile e consapevole di essere ciò che è.
Per quel pubblico è un’altra persona.
Non più uno sfigato, ma un vincente.
Ma in realtà non è né l’uno né l’altro. È una persona libera, prima di essere una persona di talento.

[…]“Tu mi hai conquistato tante volte, in particolare quando hai risposto a Luciana dicendo “come chiameresti questa danza, e tu hai risposto “non la chiamerei”. C’è dietro della filosofia, del “cazzimm” come direbbero i Napoletani, o ci stai pigliando per il culo”
“Noo No. Ti spiego”
“Spiega”
“Non mi piace definirmi né come persona, né come ballerino. Magari se qualcuno vede questa esibizione può dire quello che faccio. Ma io mi voglio sentire libero domani di poter fare cose completamente diverse. E quindi non mi sento appartenente a nessuna cultura”.
“Mi hai conquistato”.

Ecco cosa è per me l’essenzialità, che dovremmo riscoprire nella nostra società.
Ciao Ciski.

eugenio iorio - jacques bonhomme

Studia le immaginificazioni sul futuro anteriore attraverso il framing e le neuroscienze. É docente di Comunicazione pubblica e di Comunicazione politica presso l’Università di Bari, di Comunicazione e innovazione nella Pubblica Amministrazione presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha lavorato all’immaginario della nuova Puglia e, negli ultimi cinque anni, ha diretto la comunicazione istituzionale della Regione. Ha fondato il Public Camp e il blog collettivo www.ottavopiano.it, laboratorio di ricerca sui media e sugli influencer. Si occupa di comunicazione e marketing politico. É consigliere nazionale della Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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