Referendum: Informiamoci, Firmiamoli E Andiamo A Votare.

Il Partito Radicale ha proposto 12 referendum nazionali che trattano materie delicate e importanti come la riforma della giustizia, le politiche sulle droghe e sull’immigrazione, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, la destinazione dell’otto per mille e il divorzio breve.
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Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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choosy

Geni Incompresi Nel Paese Delle Banane

 

Premesse:
– in Italia ci sono tanti ragazzi laureati, preparati e che meritano di lavorare;
– il sistema universitario italiano non garantisce la preparazione al mondo del lavoro e, pertanto, il solo titolo di studio non è sufficiente ad occupare un posto;
– in Italia tutti hanno diritto ad un lavoro, ammesso che lo sappiano fare.

Ciò detto, non posso fare a meno di osservare che, dopo il “choosy” della Fornero, questo Paese sembrerebbe popolato per il 90% da “poveri geni incompresi e supertitolati” con diritto al posto di lavoro di livello dirigenziale, un diritto magicamente acquisito per opera e virtù dell’universitario Spirito Santo!
Se così fosse, questo Paese non sarebbe una merda. Se così fosse, questo Paese avrebbe una classe dirigente da far impallidire i marziani!

Se è vero che il sistema Italia non “insegna” a lavorare e non aiuta a inserirsi nel mercato del lavoro, è altrettanto vero che non viviamo una società composta interamente da cloni di Steve Jobs e Bill Gates.

La realtà è un’altra. La realtà è che non tutti sanno lavorare e non tutti sono competitivi nel mercato del lavoro. Intanto, continuiamo a raccontarci la favoletta del bravo studente “che studia e che si deve prendere una LAURA” (cit. Antonio De Curtis).

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In questi giorni sto assistendo alla levata di scudi di tanti ragazzi che protestano legittimamente contro le parole della Fornero sottolineando la loro preparazione, la loro dura gavetta e le aspettative di occupare un posto più gratificante dopo tanti sacrifici. Tutto giusto. Ma questo discorso vale davvero per il 100% dei giovani italiani?

Osservo che su Facebook “sventolano” pezzi di carta (giustamente) ideati e scritti da pochissimi e condivisi da troppi giovani titolati che ostentano la loro presunta dura gavetta a spalare merda nei cessi dei peggiori bar di Pechino, nonostante siano laureati. Tutti a “sporcarsi” le mani per pagare le tasse universitarie senza chiedere soldi a casa. L’immagine è commovente. Peccato che corrisponda ad una realtà decisamente più ridotta di quella che appare. La coscienza di molti “titolati privi di capacità lavorativa”, invece, pare abbia trovato “rifugio” sicuro dietro l’eterna gavetta di qualcun altro e, intanto, attende un posto di lavoro osservando la volta celeste.

Il sistema di istruzione in Italia “sforna” continuamente “nuovi mostri”: sono laureati a 24 anni e convinti di aver diritto ad un posto di alto livello solo perché felici possessori di “pezzo di carta di serie A”. Peccato che questi “illuminati del XX Secolo” (almeno la maggior parte di loro) dimostrino, quotidianamente e proprio sul “terreno di FB”, di non aver ancora capito la differenza tra “é” copula ed “e” congiunzione e nella maggior parte dei casi hanno difficoltà ad esprimere un pensiero che non abbia come caratteristica principale il copia/incolla. Peccato che la maggior parte di loro non legga i giornali, non si informi, non si interessi e non partecipi alla vita politica del Paese e, soprattutto, peccato che non occupi il tempo a imparare un mestiere. Già, loro studiano e non hanno tempo per “essere Italia” e quando “si svegliano” c’è un Paese che chiede loro:”Scusi DOTTORE, cosa ha imparato a fare nella vita? È in grado di fare un lavoro o pretende 2000 euro al mese per imparare a farlo?”

“Ho diritto al lavoro perché mi sono laureato!” – urla al suo Paese il giovane di turno. Ma in realtà non si è ancora posto una serie di domande fondamentali mentre si guarda allo specchio: “Sono in grado di produrre qualcosa? Quanto valgo? Qual è il mio prezzo? Perché “qualcuno” dovrebbe pagarmi uno stipendio? Quale lavoro sono in grado di fare per meritarlo?”.

La Fornero ha sbagliato tempi e modi, il “pulpito” dal quale proviene la predica sarà decisamente poco credibile ma la sostanza del suo “choosy” (al netto di ovvie strumentalizzazioni politiche) dovrebbe essere decisamente condivisibile da parte di chi non è ancora in grado di lavorare.

E non mi venissero a raccontare che studiare equivale al diritto di lavorare.

Studiare serve a crescere e si studia finchè si muore per restare allenati mentalmente e per mantenersi competitivi nel mercato del lavoro.

Lavorare, poi, è un’altra cosa. Peccato che in questo Paese ancora devono insegnarci a farlo.

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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Costruire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentii forte il bisogno di riempire una libreria a casa sua.

Fu come riempirmi.

Fu come riempire lei di me.

Fu il gesto di chi ha sempre sognato di “costruire se stesso” nella vita di un altro.

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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Solo Per Un Attimo


(temporale – pastelli su cartoncino nero – riduc)

Pioveva, pioveva tanto questa notte. Un tuono mi ha chiesto di aprire gli occhi.

Il suo fragore veniva da lontano.

Mi ha svegliato dolcemente, come se a farlo fossero le carezze di mia madre.

Per un solo attimo la serenità mi ha riscaldato.

Ma i ricordi mi hanno raggiunto in fretta, e il freddo, quello che ho dentro, me l’ha strappata via.

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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Lascia Che Io Racconti Ancora Ai Tuoi Sogni

Ho sognato.

Quel sole non andava giù da settimane. Era sempre lì, fermo, all’orizzonte, a lasciarmi vivere lunghe giornate fatte solo di tramonti. Quella casa sapeva di legno, il vento muoveva le bacche viola e l’acqua del lago di Myvatn mi salutava col suo lieve fragore.

Ho sognato.

Avevi un cappellino buffo in testa e, come facevi sempre, ti eri arrotolata accanto a me,  in quel letto vicino al camino per avere la compagnia del fuoco. E ti dondolavi.
Mi guardasti ancora una volta e, come sempre, sorridendo, chiudesti gli occhi poggiando la testa sul mio petto. Ed io ero lì, accanto al fuoco, a guardarti, ad accogliere il tuo sonno.

Ho sognato.

E il tuo volto si coprì di serenità: ti sentivi sicura, ora, eri felice perché sapevi che sarei stato per sempre li, perchè sapevi che sarei stato io, ancora una volta, a raccontare ai tuoi sogni del nostro amore.

 

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

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Basta Con Le Pezze A Colori

Sono solidale con il dimissionario Juergen Stark, capo economista della BCE nonché membro tedesco del comitato esecutivo dell’istituto, e con il suo “duro” atteggiamento politico nei confronti dei Paesi in difficoltà finanziaria come la Grecia e l’Italia.

E smettiamola di dire che i tedeschi sono contro gli italiani, non siamo mica ai mondiali di calcio!

Stark è contrario alla decisione della BCE di acquistare titoli di Stato dei paesi della zona euro in difficoltà e ci conferma, a ragion veduta, che simili procedure non possono diventare una regola (e, in verità i Trattati prevedono attualmente la clausola di non salvataggio) altrimenti si rischia di continuare ad alimentare, sostenere e giustificare meccanismi di gestione della cosa pubblica assolutamente “malati”.

Non a caso, infatti, la BCE ha comprato, dall’8 agosto scorso, titoli di Stato italiani per un valore complessivo di 45 miliardi di euro. Che ne dite? Qualcosa non quadra, vero? E le dimissioni del tedesco sono un suo personale ed estremo segnale di dissenso e devono, invece, rappresentare per noi un allarme evidente: la BCE non può aiutare all’infinito. Occorrono interventi strutturali di rilievo.

Insomma, che l’Italia inizi a salvarsi da sola, che il Governo disponga provvedimenti concreti, seri e che puntino realmente allo sviluppo e al rilancio della nostra economia. Abbiamo seri problemi di credibilità nei confronti dei mercati esteri. Rischiamo grosso.

L’Italia, mio malgrado, è uno di quei paesi che, letteralmente, sopravvive da decenni con un debito pubblico che ormai è divenuto insostenibile. E questo non per demerito dei suoi ignari cittadini ma per colpa grave della classe dirigente e politica.

Le cosiddette “pezze a colori” non risolveranno mai il problema. L’Italia è, purtroppo, un Paese da rifondare a partire dal sistema normativo, passando dalla riforma del fisco e finendo, inevitabilmente, alla modifica del sistema di selezione della classe dirigente e di quella politica.

E, intanto, c’è un Paese come il Belgio che è in netta controtendenza: è senza governo da 450 giorni e, lontana da “baraonde politiche di turno”, il suo deficit pubblico risulta in netto miglioramento, la sua pubblica amministrazione funziona alla perfezione. Evidentemente quel “sistema paese” funziona…

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Ammazza Il Porcellum !

 (La vignetta è opera di Elena Corazza ed Ettore Ruggi d’Aragona)

 

Di cosa si parla?

È in atto la raccolta firme per proporre un referendum che abroghi l’attuale legge elettorale. Quest’ultima, oggi, non consente ai cittadini di scegliere chi votare e chi mandare in Parlamento ma solo di votare per una lista di candidati precompilata dalle segreterie dei singoli partiti.

Perchè firmare?

Perchè contribuirai al raggiungimento delle firme necessarie per indire un referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale.

Dove posso recarmi per firmare?

Puoi recarti presso l’anagrafe del Municipio della tua città e chiedere i moduli di raccolta firme per la petizione costituzionale per abolire la legge elettorale

oppure

presso uno dei gazebo organizzati dall’IDV. Cerca quello più vicino a casa tua cliccando QUI.

(I blogger di ottavopiano.it appartengono ad ideologie politiche completamente diverse tra loro. Li accomuna una sola cosa: il buon senso. Ed è sulla linea del buon senso che contribuiscono volentieri alla raccolta firme per la proposta referendaria che ha organizzato l’Itaia dei Valori.)


 

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

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Dei Reati Contro L’omofobia

Sono eterosessuale. Ho tanti amici omosessuali e li considero semplicemente PERSONE che devono avere gli stessi miei obblighi e gli stessi miei diritti. Meriterebbero, invece, la pubblica gogna tutti coloro che si macchiano di reati a sfondo omofobico e transfobico.

Ciò premesso, il fatto è che la Camera dei Deputati ha approvato, oggi, le questioni pregiudiziali di costituzionalità al testo recante Norme per la tutela delle vittime di reati per motivi di omofobia e transfobia (C. 2802-A).

In Italiano corrente vuol dire che è stato respinto il testo che proponeva l’introduzione nel codice penale di un’aggravante per i reati contro la persona che siano stati commessi per motivi di omofobia e transfobia.

Tradotto: la norma prevedeva che se picchi una persona perchè è gay prendi X anni di pena; se commetti lo stesso reato nei confronti di una persona eterosessuale prendi meno anni di pena.

Credo che tutto ciò sia incostituzionale anche perchè  il reato è lo stesso e non può esistere una discriminazione al contrario nei confronti degli eterosessuali.

Sono convinto, invece, che l’omofobia sia solo un problema culturale del nostro tempo e sono altresì certo che si possa sconfiggere solo accettando “l’altro” come persona e non avendone paura. L’omofobia si combatte con la cultura e non con le leggi, si combatte insegnando alle giovani generazioni che “l’altro”, o il diverso, è fonte di ricchezza dalla quale potersi solo abbeverare.

Sono comunque favorevole alla ricerca di un provvedimento che tenda a tutelare gli omosessuali e a reprimere in qualche modo il barbaro fenomeno dell’omofobia ma mi rendo conto che è davvero difficile introdurre una norma senza discriminare contestualmente gli eterosessuali.

Qualcuno ha buone idee?

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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