ilva2 rev

Il Precipizio Del Dilemma

Decidemmo per il Pollino. Era il 1987 e noi quattro, io, il mio allora fidanzato, il mio migliore amico e la sua fidanzata che con il tempo sarebbe diventata una sorella per me, di un primo mattino di fine aprile, partimmo.

Una bella gita fuori porta a cercare le ultime chiazze di neve col solo fine di divertirci era il nostro modo sano di trascorrere il tempo assieme e conoscerci meglio.

Francavilla, bivio per Grottaglie, Statale 16 e … inizia la nostra bruttissima discussione.

I fumi di Taranto si intravedono già 15 Km prima ed io a bestemmiare. Beatrice, la mia amica, più grande di me, più matura, più donna di esperienza rispetto ai miei 18 anni, comincia a parlarmi di fame, di lavoro, della gente che deve mandare i figli a scuola e che io non ho vissuto queste cose per capirle. Lei viene da una famiglia di contadini e sa bene che dalla campagna non si può vivere più e che basta una grandinata per decimare le risorse che dovrebbero bastare per un intero anno per far vivere la famiglia. Mi chiama irresponsabile quando le faccio presente che l’Ilva inquina, che l’ambiente è importante, che quei fumi fanno ammalare.

Lei considera ogni mia parola un capriccio fastidioso di qualcuno che ignora la vita ed i sacrifici che occorre compiere per andare avanti. Mi dice che sono brava a parlare e basta, di crescere e affrontare i problemi reali!!!

Passammo una giornata schifosa perché entrambe eravamo convinte che l’altra era in errore e perché per ognuna l’argomento era importante e nessuna intravedeva nell’opinione altrui la possibilità di sbagliarsi, la possibilità del dubbio.

A Beatrice nel 1995 è morta la mamma di cancro. Pochi anni dopo sua sorella è stata operata e curata per un carcinoma. Suo fratello ha avuto lo stesso problema. Beatrice, la persona per cui oggi immolerei la vita, ha avuto 3 interventi devastanti perché il tumore vorrebbe farla passare a migliore vita.

Beatrice mia resiste perché è una donna forte, di una determinazione incredibile ma vive ogni controllo, ogni segnale del corpo come una condanna al purgatorio e ogni volta che torna da Milano mi invia un sms con su scritto “PROROGA OK” a significarmi che le sue figlie l’avranno ancora come madre presente in carne ed ossa.

In questi anni, con gli occhi lucidi, ne abbiamo riparlato ed ho odiato me stessa perché il tempo mi ha dato ragione,  la salute è più importante del lavoro. Che si può anche vivere con lo stesso abito per tutta la stagione e mangiare carne una volta al mese, se va bene. Si può vivere con le provviste di ceci, fagioli, fave e farina. Si può vivere passando più tempo a chiacchierare con tuo figlio che forse oggi non comprenderà che la nintendo o la wii non sono beni essenziali. Si può vivere muovendosi a piedi o a passaggi.

Occorre però consapevolezza e chi oggi, forse ieri, politicamente doveva compiere passi importanti, aveva bisogno di crearla. E la consapevolezza non si crea d’incanto, le persone non comprendono. Le persone hanno bisogno di “lavorare”.

Qualche giorno fa, leggendo la notizia delle intercettazioni di Vendola, ho sofferto fino alle lacrime, le stesse che in questo momento mi scappano e trattengo.

E’ un mondo lontano quelle delle decisioni politiche-economiche che attuano i cambiamenti epocali.

Quel mondo composto da tanti cerchi magici che costituiscono insiemi e sottoinsiemi e che, quando gli elementi in comune cambiano posizionamento, succede il terremoto e tutto il sistema reagisce con il caos. Quel caos che mina il nostro sistema percettivo perché a noi, comuni cittadini, è ancora bloccata la porta principale di accesso all’informazione di ciò che veramente sta accadendo.

Avrei bisogno di verità ma qui ognuno è disposto a fornirne solo un pezzo perché forse ritiene che non siamo pronti ad ascoltarla o siamo troppo “ignoranti” per comprenderla.

Qualcuno mi racconti la storia reale, è il momento, e qualcuno si prenda la briga di stabilire la linea di demarcazione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Si tratta delle nostre vite, della nostra terra, del futuro dei nostri figli.

Un mio compagno di sindacato, Maurizio, è nella pancia del mostro perché non intende rinunciare al lavoro e alla salute. Sta accettando i dettati del giudice ma pretende, a nome di tutti noi, che si trovi una soluzione. Le stesse soluzioni che altri paesi europei hanno già adottando mettendo insieme produzione, sviluppo e ambiente.

L’Italia è un Paese fertile di idee, siamo creativi, i nostri talenti alzano il PIL dei Paesi stranieri che si nutrono dei nostri migliori cervelli ed è mai possibile che non riusciamo a trovare una soluzione equa, finalmente giusta per tutto il territorio, l’azienda, i lavoratori, i bambini?

Hanno appena emanato il decreto “Salva Ilva” dopo una seduta fiume di 6 ore.  Leggo la notizia, tiro sì un sospiro di sollievo pensando a tutti i lavoratori disperati, ma nel mio cuore sono cosciente che è una mezza decisione. Comprendo che è solo un tentativo di spostare, ancora una volta, nel tempo quella finale, quella che davvero, in maniera organica, preveda la coniugazione di lavoro e salute, di sviluppo e rispetto.

Ma si sa, noi italiani abbiamo la politica che ci meritiamo.

indifferenza

In Ascolto #0

Aspettando l’uscita di mio figlio, origlio davanti alla scuola.

A – Hai saputo di Francesca?

B – No, che le è successo?

A – Lui se ne è andato a vivere con l’amante e lei sta impazzendo.

B – E i ragazzi?

A – Guarda, non so come andrà a finire. Lei sta chiedendo aiuto ovunque perché non credo che lui le passerà qualcosa e lavorando in nero, manco il giudice potrà costringerlo. I ragazzi, credo,  se la passeranno davvero male. Mettici che lei con la testa non ci sta, è andata persino a minacciare di morte la donna dell’ex e si è portata appresso il grande.

Silenzio di due minuti.

B – Ma non è quella che ha avuto la depressione 4 o 5 anni fa?

A – Si, è lei e secondo me ci ricasca e riprenderà ad imbottirsi di psicofarmaci, sempre se non farà qualche fesseria altra…

B – So che siete amiche da diverso tempo, perché non la chiami nel tuo negozio come commessa o come magazziniera, magari riesce a occupare la mente e può mantenere i figli prima che finiscano con i servizi sociali… o peggio ancora …

A – Un problema, sai. E’ venuta già a chiedermi un lavoro, di aiutarla, ma io proprio non posso, le ho risposto che non potevo fare nulla per lei. E comunque non siamo amiche, lo sono solo i nostri figli.

 

Meglio essere violenti, se c'è violenza nel nostro cuore, che indossare il manto della non-violenza per coprire l'impotenza.
(Gandhi, Non violenza in pace e in guerra, 1919)

Lavoro E Dignità A Ovest

Avevamo appuntamento oggi. Si presenta, 52 anni, ha lavorato come precario 3 mesi nella PA ma proveniva da 25 anni nel privato. Si scusa dicendomi che forse le informazioni che cercava poteva anche chiedermele al telefono e si dispiaceva di avermi disturbato.

Lo indirizzo dalla compagna Claudia che fa sportello SOL e lui mi dice “Quello è per i giovani, io ho 52 anni e non ho l’età manco per andarmene in pensione … e le offerte sono solo per i giovani”.
Un’umiltà nel non voler dimostrare la disperazione. Ho cominciato a sparare consigli di ogni tipo consapevole però che non sapevo risolvere il suo problema: vivere oggi dignitosamente grazie solo al proprio lavoro.
Sono arrabbiata con me stessa e con il mondo intero.

afro

Senza Nessun Titolo #2

Ho pochi amici veri, li seleziono empaticamente da quando ho cominciato a comprendere il linguaggio, le sensazioni e le naturali percezioni che superano la superficie. Perché gli amici non vanno scelti, ti capitano sulla strada e li riconosci e solitamente si innesca la reciprocità. E’ miracoloso.

Incontro tanta gente, mi relaziono, ricevo confidenze che rimarranno sempre ben custodite ma non sono mai riuscita a raccontarmi completamente se non al numero che posso utilizzare con una delle mie mani.
Per i miei veri amici sono disposta a fare qualunque cosa, ai limiti del legittimo, senza censura.
A differenza delle relazioni amorose, le mie amicizie consentono l’innamoramento eterno o almeno fino ad adesso, nonostante siano passati decenni, sono pronta a dichiararmi infatuata di loro.

Forse perché i limiti degli amici possono essere sopportati, fanno parte della relazione ed è quasi scontato che ci siano periodi in cui, come un elastico, ci si ritrovi attratti verso l’opposto lato, tesi a ricercare altri obiettivi, a dedicarsi ad attività in quel momento importanti ma non condivise.
Passa magari un mese, un anno e poi basta una telefonata, un messaggio in chat per riunire i lembi e riassaporare il calore e l’energia che entrambi produciamo.
Il dolore più grande è quando li vedi soffrire e vorresti sostenerli e proteggerli, fai del tuo meglio ma non lenisci il dolore.
Vorrei riuscire con i miei pensieri positivi a ovattarli e certe volte sono anche convinta di riuscirci non comprendendo però che ogni dolore, delusione, difficoltà deve decantare e che ciò è fisiologico per consentire di diventare più forti.
Da pochi anni ho deciso di aggiungere un nuovo amico in maniera alternativa, dal web. Prima attratta dalle argomentazioni e dal contesto, successivamente per l’umanità, a tratti femminile, che fanno di lui una persona vera.
Il mio nuovo amico ha delle spalle enormi, è molto disciplinato, insegue faticosamente la conoscenza e la condivide; ha i neuroni non grigi ma colorati ,sicuramente perchè condisce i suoi saperi con le emozioni ed i sentimenti. E’ capace di piangere davanti ad una scena commovente.
Non lo sopporto quando parla perchè seleziona troppo il suo pensiero in frame  ma lo so che agisce così per semplificare e farsi meglio capire, però mi fa arrabbiare lo stesso perchè i suoi occhi si perdono. Ha deciso di non vivere mediocremente e ne paga tutte le conseguenze e per esse che vorrei fargli giungere la mia aurea positiva, per proteggerlo dagli eventi negativi, naturali e non.
Ogni tanto sparisce, mi fa preoccupare un mondo perchè nella sua infinita ricerca di conoscenza, rischia a mio parere di mettersi nei guai. Egli un giorno ci restituirà tante verità ed è per questo che spero che oggi riesca a guardare oltre. Vorrei vedesse se stesso proiettato alla stessa maniera in cui lui riesce a leggere la storia di oggi e a prevedere il nostro domani.
Amico mio, beccati questa dichiarazione di amicizia e suggellala, sperando di non aver invaso troppo la tua privacy.
Andrà tutto bene.
: )

twitter topic trend

Influenza Sociale: Come Ottenere Un Topic Trend Su Twitter

Twitter è senza ombra di dubbio uno degli strumenti sul Web che più incarna i temi di attualità. Un news network più di un social network. Ciò che accade quotidianamente nel mondo reale (notizie, emozioni, idee, ecc) viene rimarcato sul mondo digitale attraverso dei memi, frasi di 140 caratteri e il più delle volte anche con link, immagini e video.

In questo mondo caotico di messaggi esistono degli attrattori di ordine che prendono il nome di Temi di Tendenza o Twitter Trends (TT), individuati fra i temi che risultano più popolari in un dato momento e riportati in un box che troviamo in basso a sinistra nel nostro profilo di Twitter, con l’indicazione Tendenze. Qui sono segnalati i 10 temi più caldi in funzione degli hashtag o delle parole che più sono citate nella “Twitter-sfera”.

L’algoritmo dei TT ha la capacità di trovare e restituire sia i trend del globo intero (tenendo quindi un fattore di genericità su quelli che sono gli argomenti più discussi) e sia quelli di una particolare nazione. Per passare da uno stadio all’altro, basterà cliccare su Modifica e scegliere Universale, oppure spuntare la nazione d’interesse (ad esempio Italia) così da ottenere informazioni d’attualità in base alla rilevanza geografica indicata.

A questo proposito è bene chiarire una cosa: le zone geografiche non sono decise manualmente, ma create in modo dinamico in base al volume dei messaggi. Ciò significa che può capitare di non vedere nell’elenco delle tendenze una determinata zona geografica perché Twitter, evidentemente, non sta ricevendo tweet a sufficienza per creare un trend che sia abbastanza significativo in quel momento.

Ma come si diventa Twitter Trend?

Ogni hashtag, quando nasce, ha l’ambizione di diventare un Twitter Trend. Ok, ma come? Innanzi tutto è bene capire quali sono i fattori determinati noti. In questo Twitter stesso ci aiuta dicendoci che i Temi di Tendenza sono temi popolari in quel preciso momento e non temi popolari per un certo tempo o per giorno. Quindi Twitter ricalcola costantemente l’insieme dei tweet che popolano l’intero sistema (dato che ad ogni istante nuovi memi vengono generati) e verifica se ci sono nuovi TT: il tutto, va da se, in un particolare tempo t.

È possibile a questo punto pensare a Twitter come ad un sistema entropico (dove l’entropia viene interpretata come il “grado di disordine” del sistema), in cui i Twitters generano spontaneamente i loro memi, inserendo nuove informazioni all’interno del sistema: informazioni di volta in volta diverse che portano ad un aumento del disordine. In più è possibile che più memi si riferiscano ad uno stesso concetto, ma con declinazioni differenti e quindi con hashtag diversi.

Questo fa capire quanto il disordine possa crescere facilmente. Tuttavia Twitter tende a compiere quasi una selezione naturale, portando gli utenti ad ordinarsi, in un certo tempo Tx, su hashtag simili; questo per entrare in contatto fra loro e condividere i propri memi, comunicando infine sotto lo stesso fattore di ordine comune: l’hashtag.

Sebbene questo modo di ordinarsi sia “naturale” e compiuto dagli utenti per uniformarsi attorno ad un fattore comune di comunicazione, esiste anche un ordinamento “forzato” attuato direttamente Twitter mediante l’algoritmo che individua i Twitter Trends. A dirla tutta, potremmo anche dire che questa azione di individuazione dei TT è funzione della prima, perché se non ci fossero dei flussi di informazioni che perturbano il sistema entropico, accomunando più utenti sotto uno stesso hashtag, non si potrebbe avere l’abbassamento dell’entropia in alcune regioni del sistema stesso e l’individuazione dei TT.

Bene, ma come è possibile rappresentare allora il sistema Twitter? A questo proposito un’interessante analisi è stata svolta dal fisico napoletano Rosario Di Girolamo (qui l’articolo originale), che ha definito Twitter come: “un piano diviso in celle, in cui il contenuto di ogni cella è un meme, ossia un’unita di informazione riconoscibile, una parola ricorrente nelle conversazioni (ad esempio nella figura di seguito gli hashtag “#europei2012”, “#legge194”, “#pessoa”) e l’altezza della perturbazione del piano è in qualche modo collegato a quanto è importante per Twitter quel flusso di messaggi prodotti sul meme”.

twitter vortici sistema trending topic

Il fisico continua spiegando che sul piano (piano solo per il momento, perché si sta semplificando la struttura dell’algoritmo) ogni perturbazione è una superficie a 5 dimensioni così definita:

formula followers

E dove Ф è data da:

formula twitter meme

In questo modo di rappresentare Twitter, la perturbazione è giustamente indicata come l’insieme dei tweet con lo stesso hashtag e quindi, come detto in precedenza, l’insieme delle conversazioni che si raccolgono attorno ad uno stesso hashtag e che vengono rappresentate (nel particolare) come un vortice.

Il vortice nasce, cresce e ingloba gli altri hashtag paralleli a quello centrale, creando un solo flusso di conversazione con al centro l’hashtag designato ad essere TT. Di conseguenza a vincere un posto nella Top Ten dei Trending Topic sono i memi che temporaneamente hanno un ɸ più alto.

Questione di tweet, follower, ma non solo

A questo punto ci si apre a diverse considerazioni. Perché se da un lato Twitter ci dice che l’algoritmo sui TT identifica temi che sono popolari in quel preciso momento (e non sono temi popolari per un certo tempo o per giorno), è bene ricordare che per influenzare una fetta importante di utenza su Twitter l’hashtag che ambisce a diventare TT deve resistere per diverso tempo.

Quindi l’asserzione per cui i Twitter Trends sono indicativi delle tendenze di un certo istante è vero solo in parte, perché l’essere TT deriva da una storia pregressa di quel meme. È quindi ragionevole pensare che un TT per essere tale ha bisogno di un certo intervallo di tempo Ty in cui cresce e si espande fra le varie reti di Twitter.

L’evolversi di un hashtag può avvenire in due direzioni: una che possiamo definire generale ed una più specifica. Nel primo caso si tratta di memi di interesse comune, quali possono essere le Olimpiadi o gli Europei di calcio. Le tematiche di grande interesse pubblico appaiono quotidianamente nelle file dei Twitter Trends ed entrarne a far parte significa semplicemente alimentare quel flusso, già divenuto vortice, e che continuerà ad espandersi fino a che quella notizia non si sarà estinta, facendo estinguere anche il flusso di tweet e di conseguenza portando fuori dai TT l’hashtag.

Diversamente l’evoluzione più specifica deriva da un comportamento chiuso, o meglio: da una serie di tweet e retweet eseguiti da un gruppo ben coeso di una particolare nicchia, che vuole spingere l’attenzione su un dato argomento. È il caso eclatante dei fan di Justin Bieber, che quasi quotidianamente giocano a far salire l’uno o l’altro titolo di una canzone del loro idolo (trend simili si riscontrano per Lady Gaga, i One Direction, ecc).

In questo caso, come fa notare anche il fisico Di Girolamo, il comportamento del flusso è differente, assume una struttura ad anello e quindi chiusa: il meme che viene portato in TT non è popolare, ma comune alla sola nicchia di riferimento; nicchia però abbastanza influente per portare fra i Twitter Trends quell’hashtag e senza andare a coinvolgere altre persone.

La ricetta giusta

Da queste considerazioni si potrebbe derivare una sorta di ricetta per portare in TT un hashtag. Affinché ciò accada è condizione necessaria che più utenti twittino i loro messaggi con incluso lo stesso hashtag da portare in TT. Questo deve essere eseguito in un certo intervallo di tempo Ty in modo crescente, creando un nuovo vortice che si innalzi sul piano di Twitter e che venga riconosciuto come influente da parte dell’algoritmo dei Twitter Trend. I Twitters dovranno continuare ad alimentare e sorreggere la discussione su Twitter eseguendo tweet (con messaggi differenti) e retweet, con l’unica costante dell’hashtag identificato.

Abbiamo scritto “riconosciuto come influente da parte dell’algoritmo dei Twitter Trend”, ma quando accade questo? Idealmente si potrebbe fissare una sorta di livello minimo, dato dalle dimensioni del flusso del decimo TT (supponendo che sia quello con Ф più basso). In questo caso l’algoritmo di Twitter andrebbe a verificare se i Trend emergenti raggiungono quel livello e se sono in grado di scalzare qualche TT già nella Top Ten.

Altra considerazioni da farsi riguarda l’influenza dei profili che twittano. È pensabile, infatti, che Twitter si protegga dal fenomeno dei TT generati da sistemi di bot, andando a fare delle verifiche veloci sui profili che stanno spingendo l’hashtag. Quali? In primis verificando il numero di follower (pochi follower individuano account civetta). Secondariamente controllando il numero di interazioni fatte dal profilo (se attivo o dormiente).

Ovviamente i controlli potrebbero essere decisamente più numerosi ed accurati, ma data l’idea di immediatezza dei TT non sarebbe troppo logico perdere tempi elevati per ulteriori analisi più complesse.

A questo punto è facile porsi la domanda: “quanto influiscono i profili più pesanti e quindi con un elevato numero di follower?”. In teoria questi profili hanno un doppio vantaggio. Il primo derivato dall’elevato potere di viralità che possono scatenare fra i propri follower. E il secondo più incline all’algoritmo di Twitter, il quale potrebbe associare un peso maggiore ai flussi che includono twitters con un numero elevato di follower.

Tecniche e consigli

Ci sono allora delle cose da fare e da non fare per far arrivare fra i Twitter Trend un hashtag? In realtà si. Eccone alcune:

L’ARGOMENTO DI INTERESSE

Scegliete un topic in cui siete ferrati, così da dare adito ad una serie di botta risposta. Se il vostro messaggio entrerà in circolo, potete star certi che ci saranno molti spunti per cui discutere ed è fondamentale alimentare il dibattito in modo sensato.

REALIZZATE UNA CONNESSIONE EMOTIVA

Spesso i topic sono sterili, senza coinvolgimento e stentano a crescere. È bene, invece, rendere emozionale il proprio meme, cercare quel qualcosa che coinvolga le persone e faccia percepire loro come un vantaggio il partecipare alla conversazione con quell’hashtag. Da qui si capisce la necessità di creare un hashtag che sia da una parte funzionale, ma dall’altra memorabile.

TWEET E RETWEET, MA SENZA ESAGERARE

Iniziate con i vostri tweet e inviate poi un tweet con una domanda relativa al topic da voi scelto, includendo ovviamente l’hashtag che volete portare in TT. Chiedete ai vostri followers di retweettare il tweet, così da innescare un effetto buzz: inizierà a prendere forma il vortice. Ovviamente è bene ricordare che non servirà a molto twittare messaggi a sproposito e con un’elevata frequenza nel tempo, che abbiano semplicemente al loro interno l’hashtag da portare in TT.

Infatti non è tanto la quantità dei tweet inviati che fa la differenza; quanto, invece, il numero di utenti che twittano con quell’hashtag. È inutile, ad esempio, generare un flusso enorme di tweet proveniente da pochi account con una frequenza di tweeting elevata nel breve periodo. È invece più profittevole che vi siano centinaia di utenti che twittano l’hashtag, anche se con una frequenza decisamente più bassa.

CREATE UN GRUPPO

Individuate i profili attinenti al vostro topic che potrebbero essere interessati e con più follower (meglio se nell’ordine delle migliaia) e chiedete loro di aiutarvi a twittare e retwittare l’hashtag da portare in TT. Non abbiate timori e provate a contattare anche grandi personaggi pubblici, radio, TV e influencer della vostra nicchia.

SEGUITE LA DISCUSSIONE

Quando vedete delle persone che twittano il vostro hashtag, retwittate quel tweet, così da mostrare ai vostri follower che altre persone interagiscono con l’hashtag.

RENDETE TUTTO PIU’ PARTECIPATIVO

Evitate l’errore di chiudervi in frasi che potrebbero capire solo in pochi, ma crete degli spunti di dialogo. Fate domande e chiedete il parere di chi vi retwitta su alcune sfumature del tema.

IL TEMPO CORRETTO

C’è anche un tempo giusto per twittare un argomento e ci sono due possibili alternative. La prima è quella di attendere momenti di quiete, in cui il calderone dei memi che ambiscono a diventare TT si è calmato e sono quindi presenti pochi flussi di notizie. In questo caso si avranno più possibilità di raggiungere la Top Ten. La seconda possibilità prevede un piccolo studio a priori, attraverso il quale individuare l’orario in cui gli utenti più sensibili al vostro topic (quindi diciamo la vostra nicchia di riferimento) generalmente twittano di più. In questo modo si avrà la certezza di colpire le persone giuste nell’orario giusto.

USCITE DAL CERCHIO

Per far aumentare la risonanza del vostro hashtag potete usare degli strumenti che inneschino il tam tam per voi. Un esempio potrebbe essere quello di lanciare un quiz o un sondaggio. Pensate ad esempio alla politica ed alle primarie: potreste lanciare una poll in cui chiedete di inserire una preferenza fra i candidati. Ovviamente ricordandovi sempre di inserire all’interno del messaggio l’hashtag e ricordando agli utenti di fare altrettanto con le loro risposte.

Twitter Trend: qualcosa sta cambiando

In risposta alle numerose lamentele nate a causa di presunti “sistemi automatici” (con bot e quant’altro) volti a falsare i Twitter Trend o a introdurre tendenze alle quali i più non sono interessanti (come le discussioni fra i fan di Bieber, Lady Gaga &Co), sembra che Twitter sia corsa ai ripari inserendo i Tailored Trend.

I Tailored Trend, noti in Italia sotto il nome di Tendenze Personalizzate, sono un nuovo modo di intendere i TT e nati, come dice la nota diramata da Sara Mauskopf (Product Manager di Twitter), al fine di mostrare temi emergenti che contino di più per gli utenti, con Tendenze misurate in base alla propria posizione e a profili che si stanno seguendo (following) su Twitter.

Per farla breve, quindi, con i Tailored Trend ad essere inseriti nei nostri Twitter Trend (personali) non ci sarebbe una selezione dei temi più discussi su scala Universale o Nazionale, ma un ristretto parterre di hashtag selezionati in funzione della rilevanza geografica e dei nostri influencer.

Come passare a questi Tailored Trend? Basta accedere al profilo e, nella sezione dedicata alle tendenze, cliccare su Modifica. Nella nuova finestra, premete il pulsante in basso a sinistra Ottieni le tendenze personalizzate ed il gioco è fatto.

tendenze personalizzate twitter

Ovviamente sarà possibile in qualsiasi momento tornare alla visione nazionale o globale dei Twitter Trend.

Ma non è ancora tutto. Perché sembra che i magnati di Twitter abbiano fiutato l’importanza di apparire fra i TT, non solo per gli utenti, ma anche e soprattutto per le aziende.

Ed allora ecco nascere le Tendenze sponsorizzate. Dal sito ufficiale leggiamo: “Le Tendenze Sponsorizzate sono un concetto nuovo di promozione che abbiamo iniziato a sperimentare come estensione della piattaforma di Tweet Sponsorizzati. Con le Tendenze Sponsorizzate gli utenti vedono temi appropriati al momento, al contesto cui sono interessati e ad eventi particolari in corso. Questi Temi di Tendenza pagati da inserzionisti appaiono in cima alla lista dei temi di tendenza su Twitter sono chiaramente etichettati come ‘Sponsorizzati’”.

Allora basta pagare per assicurarsi un posto nella Top Ten? Sembra di no. Infatti dal mondo Twitter fanno sapere che “Se un tema non ha già raggiunto un livello minimo di popolarità su Twitter, non potrà essere Sponsorizzato”. Ovviamente quale sia questa soglia, ad ora, non è dato saperlo. Per maggiori informazioni a riguardo basta cliccare qui.