D2D: #wister – Le Emozioni Di Un Incontro

Da aprile di quest’anno sono entrata a far parte del gruppo femminile WISTER (Women for Intelligent and Smart Territories) che riunisce donne che credono sia possibile fare lobby mettendo al centro l’idea di conquistare spazi nella società civile, lavorativa, politica,  attraverso l’utilizzo consapevole della tecnologia  intesa come strumento di avvio di partecipazione e innovazione.
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Cromo

Donna. Meridionale. Classe 1969. Pesci, cuspide aquario (si scrive senza “c”), ascendente gemelli. Madre di un dodicenne , legata fortemente ai costumi familiari che solo il sud riesce a conservare. E’ una dipendente pubblica amante del proprio lavoro. Dirigente sindacale. Scout. Come scopo principale nella vita intende difendere le altre donne, i bambini, i più deboli (umani), l’ambiente ed il concetto di lavoro. Curiosa infinitamente e pronta ad accogliere proposte di percorsi su terreni poco battuti ogni qualvolta si presentano all’orizzonte , salvo poi farsi assalire dai sensi di colpa a causa del tempo che ruba alla sfera affettiva. Amante internauta disillusa. Ha inseguito per anni la visione della democrazia grazie alla tecnologia fino a sbattere il muso e comprendere che il potere rimane sempre nelle mani di pochi. Adora la comunicazione in ogni suo aspetto e cerca di farne uso da autodidatta. Maniaca delle inezie. Molto ignorante ma con infinita voglia di imparare. Alla ricerca di Zion.

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Alza Il Piede – Abbassa Il Gomito

Il bilancio dell’ultimo week end sulle strade pugliesi ci restituisce il colore rosso sangue: 3 giovani donne, un 45enne MORTI ed un uomo di soli 24 anni che ha perso un braccio.
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Cromo

Donna. Meridionale. Classe 1969. Pesci, cuspide aquario (si scrive senza “c”), ascendente gemelli. Madre di un dodicenne , legata fortemente ai costumi familiari che solo il sud riesce a conservare. E’ una dipendente pubblica amante del proprio lavoro. Dirigente sindacale. Scout. Come scopo principale nella vita intende difendere le altre donne, i bambini, i più deboli (umani), l’ambiente ed il concetto di lavoro. Curiosa infinitamente e pronta ad accogliere proposte di percorsi su terreni poco battuti ogni qualvolta si presentano all’orizzonte , salvo poi farsi assalire dai sensi di colpa a causa del tempo che ruba alla sfera affettiva. Amante internauta disillusa. Ha inseguito per anni la visione della democrazia grazie alla tecnologia fino a sbattere il muso e comprendere che il potere rimane sempre nelle mani di pochi. Adora la comunicazione in ogni suo aspetto e cerca di farne uso da autodidatta. Maniaca delle inezie. Molto ignorante ma con infinita voglia di imparare. Alla ricerca di Zion.

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collage

#iononcisto Al Decreto Salva Stalker

Non si fa altro che catturare consensi fingendo di voler difendere i più deboli, i minori, le donne.

Ci si riempe la bocca di sdegno, indignazione verso le decine, centinaia di femminicidi.

La TV ci bombarda di racconti di donne stuprate, violate, violentate, perseguitate e sembra farlo ormai solo per fare audience.

Ieri, 29 luglio 2013, il Senato della Repubblica italiano vota il Decreto Legge svuota Carceri e, chissà come, chissà per quale distrazione,  salva anche gli stalker.

Il Decreto prevede che la custodia cautelare vada applicata ai reati la cui pena prevista è superiore a 5 anni e, guarda caso, per il reato di persecuzione, per gli stalker, la pena va da 6 mesi a 4 anni.

Ma guarda un poco ….

Se è colpa del caldo, cari miei, rinfrescatevi le idee perché noi non ci stiamo a farci ammazzare e per giunta a farci prendere più in giro.

#IONONCISTO

Cromo

Donna. Meridionale. Classe 1969. Pesci, cuspide aquario (si scrive senza “c”), ascendente gemelli. Madre di un dodicenne , legata fortemente ai costumi familiari che solo il sud riesce a conservare. E’ una dipendente pubblica amante del proprio lavoro. Dirigente sindacale. Scout. Come scopo principale nella vita intende difendere le altre donne, i bambini, i più deboli (umani), l’ambiente ed il concetto di lavoro. Curiosa infinitamente e pronta ad accogliere proposte di percorsi su terreni poco battuti ogni qualvolta si presentano all’orizzonte , salvo poi farsi assalire dai sensi di colpa a causa del tempo che ruba alla sfera affettiva. Amante internauta disillusa. Ha inseguito per anni la visione della democrazia grazie alla tecnologia fino a sbattere il muso e comprendere che il potere rimane sempre nelle mani di pochi. Adora la comunicazione in ogni suo aspetto e cerca di farne uso da autodidatta. Maniaca delle inezie. Molto ignorante ma con infinita voglia di imparare. Alla ricerca di Zion.

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speranza-amiafiglia

A Mia Figlia #00

Ti ho odiato.

Ti odio ancora.

Volevo una famiglia come tutti i figli del mondo e tu me l’hai negata.

Che dolore immenso tutti i giorni della mia vita.

Pensi abbia dimenticato?

Pensi davvero che oggi basti dirmi che vuoi parlarmi per cancellare la tristezza, lo sconforto, l’avermi fatto sentire in colpa per anni perché pensavo che tu e papà litigavate per colpa mia?

Dove sei stata tutto questo tempo?

Oddio mamma, perché devo ascoltare oggi?

Non te lo meriti.

Mi lasci questa lettera, così, come se la tua assenza durata milioni di attimi possa essere dimenticata.

TI ODIOOOOOOO

Cromo

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galleggiare_REV

Confesso, Mi Piace Giocare.

Ieri, come ormai mi capita da tanto tempo, mi son tenuta aggiornata nelle mie brevi pause caffè-sigaretta sui social network e dal piccolissimo monitor del mio cellulare. Neanche ieri notte ho avuto il tempo di leggere correttamente quello che era accaduto in giornata e così sono andata a rimorchio: nessun Tg, nessun giornale, manco l’ANSA. Mi sono lasciata trasportare dai top tweet e dalle news che i miei contatti pubblicavano sui social.

Ho saputo di Marini così.
Mi giungevano le onde indignate e, pigramente, mi ci sono tuffata e mi son lasciata trasportare a peso morto in superficie. Liberamente, senza riflessione, senza pensare un attimo a metterci la minima energia per contrastarle.
Stamattina ho continuato a mettere ancora da parte il pensiero consapevole e vi devo dire che mi sono divertita in questo ruolo.

Rodotà mi sta un sacco simpatico ed in passato gli ho pure scritto per avere risposte su quesiti legati alla privacy. L’ho intravisto in TV qualche volta. A me sembra un uomo gentilissimo, molto educato, sicuramente un esperto in materie giuridiche e mi ispira affidabilità. Poi, elemento più importante, non sopporta Berlusconi.
Perché non sostenerlo?

Marini, invece, un bell’uomo, lo abbino alla CISL e mi viene il sangue in testa per via degli accordi separati e per la posizione che questo sindacato ha assunto nei confronti della vertenza FIAT. Lo so, lui è stato segretario generale tanti anni fa ma, che ci volete fare, sono fatta così, tengo i preconcetti.

E’ naturale quindi che, nella mia limitata conoscenza di questi due soggetti, io debba protendere per appoggiare l’uomo che empaticamente sento più vicino e che mi dona un senso di tranquillità e che non proteggerebbe mai il mio acerrimo nemico, quello a cui piacciono le bambine e che controlla le tv.

Sono andata avanti per qualche ora a giocare finché non è giunto il solito senso di colpa e ho ricominciato a diventare seria.

Mi sono andata a cercare la Costituzione e a rileggere il Titolo II, il Presidente della Repubblica, giusto per rinfrescarmi la memoria e subito, come un lampo, il comma 1 dell’art. 87 mi ha riportato con i piedi per terra: Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.
Mi è bastato solo questo per presumere che stavamo sbagliando collettivamente.
Unità nazionale …. Muble muble muble
Cioè, egli deve rappresentare tutti? Anche i miei nemici?
Ohibò, che cattiva notizia!
Non dico che tutto il resto della rete raggiunge il mio livello di ignoranza o, per essere più gentile, il mio basso livello di conoscenza, ma nessuno ha mai chiesto che prima di esprimere la propria opinione, si dimostrasse il livello di competenza in merito? Non credo, ognuno di noi parla, dice, grida perché oggi va di moda la partecipazione.
Ed ognuno di noi partecipa a modo suo, tanto abbiamo la bocca per parlare e le dita per digitare e chissenefrega se esprimiamo inesattezze. Basta che ci siamo, basta che gli amici sharino e amino le nostre trovate che per molti finiscono per rappresentare la verità.
Quanto caos. Ma a chi serve il caos?
Io non lo so.
Però so che Marini sta in un partito che ha vinto le elezioni e che, in un momento di stallo come questo, non ha ceduto dando la possibilità all’opposta fazione di scegliere un candidato presidente di destra.

Forse sembra un’inezia perché in questa finta e falsa onda di indignazione è più facile farsi portare dalle emozioni e dal sentire viscerale, ma il dato di fatto questo è.
Se poi magari qualcuno mi delucida sulle competenze dei due, Marini e Rodotà, mi fa cosa gradita e così imparo anche qualcosa e magari scopro con cognizione di causa, e non solo con la mia pancia, che Rodotà è il Presidente perfetto per la nostra Repubblica andata a rotoli.
E’ importante che chi è ai vertici ascolti la base, i cittadini, il sentire comune, ma è indispensabile, una volta chiamati a dire la nostra, documentarci perché ne va del nostro futuro, del futuro dei nostri figli.

Cromo

Donna. Meridionale. Classe 1969. Pesci, cuspide aquario (si scrive senza “c”), ascendente gemelli. Madre di un dodicenne , legata fortemente ai costumi familiari che solo il sud riesce a conservare. E’ una dipendente pubblica amante del proprio lavoro. Dirigente sindacale. Scout. Come scopo principale nella vita intende difendere le altre donne, i bambini, i più deboli (umani), l’ambiente ed il concetto di lavoro. Curiosa infinitamente e pronta ad accogliere proposte di percorsi su terreni poco battuti ogni qualvolta si presentano all’orizzonte , salvo poi farsi assalire dai sensi di colpa a causa del tempo che ruba alla sfera affettiva. Amante internauta disillusa. Ha inseguito per anni la visione della democrazia grazie alla tecnologia fino a sbattere il muso e comprendere che il potere rimane sempre nelle mani di pochi. Adora la comunicazione in ogni suo aspetto e cerca di farne uso da autodidatta. Maniaca delle inezie. Molto ignorante ma con infinita voglia di imparare. Alla ricerca di Zion.

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pianoD2

Vi Racconto La Storia Del #pianod

Vi racconto una bella storia, la storia del piano “D”.

L’altra sera ero su twitter e a un certo punto, mentre si twittava su #saggi, esprimendo tutta la nostra arrabbiatura, la nostra indignazione, mi sono trovata catapultata in  #ombresagge a “causa” di   Flavia e immediatamente nel google groupe di #WISTER ed è partito un turbinio incessante, collettivo tutto femminile per le ore a seguire.

Un rimbalzare continuo tra ggroup, tw e fb aggregando e condividendo. E’ andato avanti anche nella giornata di Pasqua e pasquetta e ancora una volta mi sono rallegrata di essere donna e di essere in rete.

Tante donne sconosciute tra loro, probabilmente con idee politiche differenti e con competenze le più distanti le une dalle altre, tenute assieme da nodi di interconnessione rappresentate dalle persone stesse. Donne unite con un obiettivo in comune e con quella delicatezza che non trovi in altri luoghi; donne intelligenti, preparate, creative e rispettose. Il gruppo elaborava l’idea ma nel frattempo non voleva togliere visibilità alle altre, ad altri soggetti più rappresentativi e nel contempo fremente di scatenare l’ira di dio sulla questione dei saggi di Napolitano.

Nessuna necessità di mediazione, come invece accade quando i protagonismi sono tanti.

Quando è partita la proposta sull’hashtag per lanciare la protesta, sono seguite soltanto decine di mail che quotavano l’una o l’altra proposta e quando si è deciso, nessuna delusione perché la scelta ha lasciato tutte soddisfatte.

 

E’ un modo di lavorare quello delle donne che voi non capirete mai.

Intanto leggetevi l’appello elaborato qua e SOTTOSCRIVETELO

Ci trovate seguendo #www (World Wise Women) #WISTER (Women for Intelligent and Smart TERritories) e chiaramente #PianoD

Cromo

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Crimi E Solo Due Occhi Chiusi.

Questo è il tempo in cui le azioni, i comportamenti, gli atteggiamenti “normali” assumono il carattere dell’eccezionalità.
Stamattina testate giornalistiche riportano l’immagine del capogruppo del Movimento 5 stelle, Crimi, con gli occhi chiusi sullo scranno parlamentare e noi tutti partiamo ad attaccarlo quasi avesse compiuto il peggiore dei mali.
Un uomo seduto per tante ore ad ascoltare, a riflettere, ad esercitare un ruolo che fino al mese scorso era un miraggio, un uomo caricato di mille responsabilità dal mandato ricevuto dai suoi elettori che non vuole tradire, un uomo adesso con l’adrenalina alle stelle, sotto stress, che si appoggia due secondi alla spalliera della poltrona, chiude gli occhi forse per rilassarsi, immediatamente diviene oggetto di scherno da parte dell’Italia intera.
Sembra che tutti abbiamo perso l’orientamento tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, tra ciò che è ridicolo e ciò che è normale, umano.

crimi-dorme-in-aula

Ho l’impressione di essere circondata e anche io pregnata da una percezione alterata del reale, quasi fossi sotto effetto di qualche sostanza stupefacente.
L’acuto protagonismo, le lenti di ingrandimento, il grande fratello, la morbosa curiosità fine a se stessa, rivoltano l’essenza vitale di ognuno di noi, di tutti.
Mi piacerebbe che tornassimo a guardare con gli occhi della ragione, con gli occhi dei pastori che scrutano il cielo e lo leggono per quello che è, vorrei che cominciassimo daccapo a dire che una favola è una favola e non la verità edulcorata.
Papa Francesco che siede tra i fedeli o che paga il suo conto d’albergo, emoziona il popolo mondiale ma se ci rifletti non ha nulla di eccezionale.

papaalbergo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PAPA siede dopo messa

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse per troppo tempo abbiamo vissuto con l’assenza della routine, della quotidianità. Forse per troppo tempo chi occupava ruoli apicali e ben in vista ha dimenticato che era solo un uomo, un uomo come tutti gli altri.

Cromo

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non ho paura

Paura

 

Ti rendi conto, ad un certo punto, che la paura domina tutto. Domina i valori con cui sei cresciuto, i criteri che fino ad oggi hanno battuto il tuo sentiero di vita. I tuoi sensi si alterano e cominci a mettere in discussione il mondo intero.

Leggere sul quotidiano locale che, di sabato sera, tamponano l’auto di un benzinaio sullo stesso tragitto che tu compi ogni giorno, lo minacciano con un fucile a canne mozze una volta che l’uomo è sceso dal proprio veicolo per controllare il danno e lo rapinano dell’incasso della sua giornata lavorativa, colora la tua percezione di sicurezza di nero pece.

Discutiamo e giustifichiamo ogni santo giorno le azioni dei piccoli delinquenti. Diamo colpa ad un sistema di prevenzione carente o quantomeno inadatto che non si pone mai seriamente il problema di recuperare i ragazzini abbandonati a se stessi quando è il momento di farlo, da bambini, da adolescenti.

Giustifichiamo ad oltranza sapendo che la nostra società è malata, ingiusta. Una società che ancora oggi, in Italia, se nasci figlio di un avvocato, di un medico, di un giornalista, sicuramente i games della tua vita avranno difficoltà più lievi rispetto al figlio del poveraccio, della prostituta, del carcerato, del tossicodipendente che di bonus non ne troveranno mai e tante volte si ritroveranno a ripartire, con sempre meno forza, di fronte ai ripetuti “game over” dovuti agli insuccessi. E ripeteranno all’infinito gli stessi errori perché nessuno mostrerà loro che esiste un altro modo per risolvere i problemi e che esiste davvero un altro stile di vita.

Fai presente ogni giorno a tuo figlio che deve trattare i suoi coetanei, qualsiasi estrazione sociale possiedano, alla stessa maniera.

Rischi di persona, permettendo a tuo figlio di uscire con il figlio della ragazza madre e di un disgraziato che ha avuto la geniale idea di scoparsi due sorelle e di tenere due famiglie. Lo stesso disgraziato che esce ed entra dal carcere e che è esempio di vita per gli altri figli che seguono le sue stesse orme.

Tuo figlio stesso ti dichiara: “Ma’, Pasquale ha problemi seri, è violento quando siamo per strada. Credo sia colpa della sua famiglia”.

Ti intestardisci e gli rispondi che bisogna insegnare, pian piano, a Pasquale che esistono altri modi per sfogare la rabbia, l’aggressività e così lo porti a frequentare, assieme a tuo figlio, le lezioni di rugby.

Intanto ti batte il cuore per la paura perché sai bene che potrebbe essere tuo figlio quello che apprende che esiste anche quell’altro modo per affrontare la vita …

Gli amici cari, gli insegnanti, qualche parente ti fanno presente di aver visto uscire tuo figlio con Pasquale e, quando si riferiscono a lui, riportano il cognome del padre, giusto perché tu capisca e ricordi che razza di madre incosciente tu sia.

Sai di fare la cosa giusta ma, poi arriva sabato sera e quelli con il fucile a canne mozze appena fuori dal paese, così, alle 8 di sera, senza riguardo, spavaldi, ti portano a riflettere davvero se è il caso di voler salvare il mondo mettendo anche a repentaglio il futuro di tuo figlio cercando di salvare quell’amichetto con tante disgrazie non sue.

Parli con le persone a te più vicine, quelle di cui ti fidi, quelle che sono cresciute con i tuoi stessi valori, quelle sempre generose e trovi in loro una paura maggiore della tua. Trovi che hanno cominciato a pensare che siccome lo Stato non le protegge, è arrivato il momento di farsi giustizia da soli. Trovi in loro rancore e non più condivisione: “Gra’, tu insisti con queste storie del divario sociale, che non è colpa loro, ma qua se non ti prendi un’arma e ti difendi da solo, t’ammazzano, ti minacciano, ti rapinano e nessuno fa nulla”.

Ascolti attentamente le parole, il tono, guardi i loro occhi e vedi tutta la paura e ti stupisci. Insisti con le argomentazioni ma comprendi che non otterrai nulla, hanno troppa paura.

E comprendi che davvero non puoi fare molto e che non dipende da te se il mondo va così male.

L’assenza dello Stato comincia da qua.

Da questa percezione di sentirsi sempre in pericolo e dalla certezza della mancanza di protezione e di giustizia. Da questa sensazione di essere da soli a dover affrontare i rischi.

Rifletti ancora e cominci a notare gli impianti di videosorveglianza, le “V” disegnate sulle abitazioni in campagna che stanno a significare la presenza dei vigilanti privati, i furgoni dei trasporti valori, nonché le idee delle persone sull’uso delle armi … e ti chiedi se non sei una incosciente.

Tutti hanno paura e cominci ad averne anche tu e inizi a temere come mai prima e ti senti sola e spaurita.

… ma è un attimo, solo uno … e poi torna il  solito “IO NON HO PAURA!”

Cromo

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mare_del_sud

Sto (A) Sud

Chissà perché in tutte le zone del mondo, chi sta a sud, sta sempre un passo indietro. Forse perché è naturale che il progresso sia in salita e quindi verso su, a nord? Questa coincidenza geografica mi ha sempre turbata.

Ogni luogo ha il suo sud, sempre, e coincide con la localizzazione da sfruttare, da sporcare, da far rimanere povera. Penso all’Italia ma è come se pensassi all’America, all’Europa, al pianeta intero. Se punto il dito sul mappamondo, qualsiasi esso sia, ciò che è posto al suo sud, è sempre peggiore.

E’ mortificante!

Tanti anni fa ho deciso che volevo vivere proprio a sud del mio Paese, per amore della mia terra, perché volevo e credevo davvero che rimanendo avrei contribuito a rendere migliore. Gli anni passano e, purtroppo, la differenza tra chi sta sopra e chi sotto, rimane, anzi, aumenta.

Scegliere di vivere a Sud significa essere consapevoli che dovrai combattere sempre e comunque con l’arretratezza, che dovrai sforzarti il doppio per ottenere un risultato, che avrai meno occasioni di crescita. Significa che per spostarti velocemente dovrai utilizzare un mezzo privato; che se vorrai far carriera professionale, dovrai rinunciare alla maternità; che se vorrai curarti, dovrai accontentarti e sperare che Dio te la mandi buona; che se avrai rinunciato alle posizioni apicali al lavoro e sarai madre, tuo figlio studierà al nord e per realizzarsi dovrà rimaner lontano; significa tante cose … significa sacrificio.

E non basta l’illusione del cielo azzurro, della temperatura gradevole tutto l’anno e dei bagni al mare da aprile a novembre. No, non basta. E’ insufficiente perché questi tesori sono comunque falsati perché altri se ne sono impossessati, magari “soltanto” invadendo con il cemento le coste o ammorbando acque, aria e sottosuolo con sostanze tossiche i cui effetti sono evidenti nel registro dei tumori (dove questo è stato istituito(!)).

Ci rifletto e mi chiedo se non ho sbagliato a voler rimanere qua, in questo luogo senza soluzioni e mi rattristo. Mi prende il magone perché è come vivere senza speranza e senza poter offrire speranze a coloro che stanno compiendo le stesse scelte.

Ci vorrebbe un altro big bang che rovesciasse tutto dando agli ultimi la possibilità, una volta tanto, di stare sopra.

(eppure la posizione del missionario non mi è mai piaciuta)

Cromo

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ilva2 rev

Il Precipizio Del Dilemma

Decidemmo per il Pollino. Era il 1987 e noi quattro, io, il mio allora fidanzato, il mio migliore amico e la sua fidanzata che con il tempo sarebbe diventata una sorella per me, di un primo mattino di fine aprile, partimmo.

Una bella gita fuori porta a cercare le ultime chiazze di neve col solo fine di divertirci era il nostro modo sano di trascorrere il tempo assieme e conoscerci meglio.

Francavilla, bivio per Grottaglie, Statale 16 e … inizia la nostra bruttissima discussione.

I fumi di Taranto si intravedono già 15 Km prima ed io a bestemmiare. Beatrice, la mia amica, più grande di me, più matura, più donna di esperienza rispetto ai miei 18 anni, comincia a parlarmi di fame, di lavoro, della gente che deve mandare i figli a scuola e che io non ho vissuto queste cose per capirle. Lei viene da una famiglia di contadini e sa bene che dalla campagna non si può vivere più e che basta una grandinata per decimare le risorse che dovrebbero bastare per un intero anno per far vivere la famiglia. Mi chiama irresponsabile quando le faccio presente che l’Ilva inquina, che l’ambiente è importante, che quei fumi fanno ammalare.

Lei considera ogni mia parola un capriccio fastidioso di qualcuno che ignora la vita ed i sacrifici che occorre compiere per andare avanti. Mi dice che sono brava a parlare e basta, di crescere e affrontare i problemi reali!!!

Passammo una giornata schifosa perché entrambe eravamo convinte che l’altra era in errore e perché per ognuna l’argomento era importante e nessuna intravedeva nell’opinione altrui la possibilità di sbagliarsi, la possibilità del dubbio.

A Beatrice nel 1995 è morta la mamma di cancro. Pochi anni dopo sua sorella è stata operata e curata per un carcinoma. Suo fratello ha avuto lo stesso problema. Beatrice, la persona per cui oggi immolerei la vita, ha avuto 3 interventi devastanti perché il tumore vorrebbe farla passare a migliore vita.

Beatrice mia resiste perché è una donna forte, di una determinazione incredibile ma vive ogni controllo, ogni segnale del corpo come una condanna al purgatorio e ogni volta che torna da Milano mi invia un sms con su scritto “PROROGA OK” a significarmi che le sue figlie l’avranno ancora come madre presente in carne ed ossa.

In questi anni, con gli occhi lucidi, ne abbiamo riparlato ed ho odiato me stessa perché il tempo mi ha dato ragione,  la salute è più importante del lavoro. Che si può anche vivere con lo stesso abito per tutta la stagione e mangiare carne una volta al mese, se va bene. Si può vivere con le provviste di ceci, fagioli, fave e farina. Si può vivere passando più tempo a chiacchierare con tuo figlio che forse oggi non comprenderà che la nintendo o la wii non sono beni essenziali. Si può vivere muovendosi a piedi o a passaggi.

Occorre però consapevolezza e chi oggi, forse ieri, politicamente doveva compiere passi importanti, aveva bisogno di crearla. E la consapevolezza non si crea d’incanto, le persone non comprendono. Le persone hanno bisogno di “lavorare”.

Qualche giorno fa, leggendo la notizia delle intercettazioni di Vendola, ho sofferto fino alle lacrime, le stesse che in questo momento mi scappano e trattengo.

E’ un mondo lontano quelle delle decisioni politiche-economiche che attuano i cambiamenti epocali.

Quel mondo composto da tanti cerchi magici che costituiscono insiemi e sottoinsiemi e che, quando gli elementi in comune cambiano posizionamento, succede il terremoto e tutto il sistema reagisce con il caos. Quel caos che mina il nostro sistema percettivo perché a noi, comuni cittadini, è ancora bloccata la porta principale di accesso all’informazione di ciò che veramente sta accadendo.

Avrei bisogno di verità ma qui ognuno è disposto a fornirne solo un pezzo perché forse ritiene che non siamo pronti ad ascoltarla o siamo troppo “ignoranti” per comprenderla.

Qualcuno mi racconti la storia reale, è il momento, e qualcuno si prenda la briga di stabilire la linea di demarcazione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Si tratta delle nostre vite, della nostra terra, del futuro dei nostri figli.

Un mio compagno di sindacato, Maurizio, è nella pancia del mostro perché non intende rinunciare al lavoro e alla salute. Sta accettando i dettati del giudice ma pretende, a nome di tutti noi, che si trovi una soluzione. Le stesse soluzioni che altri paesi europei hanno già adottando mettendo insieme produzione, sviluppo e ambiente.

L’Italia è un Paese fertile di idee, siamo creativi, i nostri talenti alzano il PIL dei Paesi stranieri che si nutrono dei nostri migliori cervelli ed è mai possibile che non riusciamo a trovare una soluzione equa, finalmente giusta per tutto il territorio, l’azienda, i lavoratori, i bambini?

Hanno appena emanato il decreto “Salva Ilva” dopo una seduta fiume di 6 ore.  Leggo la notizia, tiro sì un sospiro di sollievo pensando a tutti i lavoratori disperati, ma nel mio cuore sono cosciente che è una mezza decisione. Comprendo che è solo un tentativo di spostare, ancora una volta, nel tempo quella finale, quella che davvero, in maniera organica, preveda la coniugazione di lavoro e salute, di sviluppo e rispetto.

Ma si sa, noi italiani abbiamo la politica che ci meritiamo.

Cromo

Donna. Meridionale. Classe 1969. Pesci, cuspide aquario (si scrive senza “c”), ascendente gemelli. Madre di un dodicenne , legata fortemente ai costumi familiari che solo il sud riesce a conservare. E’ una dipendente pubblica amante del proprio lavoro. Dirigente sindacale. Scout. Come scopo principale nella vita intende difendere le altre donne, i bambini, i più deboli (umani), l’ambiente ed il concetto di lavoro. Curiosa infinitamente e pronta ad accogliere proposte di percorsi su terreni poco battuti ogni qualvolta si presentano all’orizzonte , salvo poi farsi assalire dai sensi di colpa a causa del tempo che ruba alla sfera affettiva. Amante internauta disillusa. Ha inseguito per anni la visione della democrazia grazie alla tecnologia fino a sbattere il muso e comprendere che il potere rimane sempre nelle mani di pochi. Adora la comunicazione in ogni suo aspetto e cerca di farne uso da autodidatta. Maniaca delle inezie. Molto ignorante ma con infinita voglia di imparare. Alla ricerca di Zion.

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