Guardando Dall’8° Piano In Giù…

Il sole entra dalle finestre che sbirciano su Croke Park.
La luce si infrange nei vetri. Un arcobaleno di colori si proietta sulle pareti della mia camera da letto. Il cuscino è morbido, le coperte calde, l’aria tiepida.
Il sogno, per un attimo, è realtà.
Guardo fuori. Un uccellino blu cinguetta sul ramo dell’albero che accarezza il terrazzo.
E’ ora di alzarsi!
Infilo le pantofole. Da sotto al letto, spunta il musetto di Charlie.
Apro la porta. Il nostro pianerottolo di emozioni è, come sempre, sottosopra!
Mi guardo intorno. Il tavolo è pieno delle birre di Oz. I grafici di Jacques, sono sparsi ovunque… anche stanotte ci sarà stata bisboccia!!!
Sulla bacheca ci sono messaggi di nuovi amici. Un sorriso, sveglia il mio volto assonnato.
La tv è ancora accesa. Sullo schermo, in un incessante loop, i video dei ricordi di un tempo. Mi soffermo a guardarli. In tre minuti, scorre tutta la mia vita. Rinsavisco, è ora di preparare la colazione!
La cucina è nascosta dietro una tenda di piccoli batuffoli di lana.
Latte, cereali, frutti rossi… bene c’è tutto!
Il cucchiaio è nella ciotola, chiudo gli occhi, so che una nuova giornata sta per iniziare, inspiro. L’aria è nei polmoni, si carica di disagi, paure e… dei sogni dell’ultima notte.
Un soffio gelido, mi brina le labbra…
Li riapro e sono di nuovo nel mio ufficio…

thule

"Non sono queste le circostanze che non si partecipano a chi non si vergogna di appartenere ad una certa "Razza". Io non mi vergogno, anzi mi vanto." Domenico Manzione

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Questa È La Notte Dei Desideri

Se hai un desiderio, uno di quelli a cui tieni davvero, non dovresti svelarlo mai. Te lo insegnano da bambino quando, con un po’ di emozione, annodi al tuo polso un braccialetto della fortuna tutto colorato.

Te lo ricordano quando stai lì lì per spegnere le candeline sulla torta di compleanno.

“Esprimi un desiderio!”

Fuuuuuuuu…

Il buio, gli auguri, la speranza.

Questa è la notte dei desideri. Sono tutti lì, con il naso all’insù, pronti, al cader di una piccola stella, ad esprimere il proprio segretissimo desiderio, ognuno in attesa di una nuova speranza.

Non io. Non è una speranza quella che aspetto, ma il lume che nel ciel s’informa per sé .

Ecco, questo è il mio desiderio, raggiungere la forma più alta dell’immaginazione, “l’alta fantasia”.

Decido di svelarlo.

Se scegli di abbandonarti al sogno, non puoi rimanere in alcun modo legato alle sciocche credenze di un’inutile realtà.

Cercando Un Origami Creato Da Un Post-It

Colleziono segnalibri. Ho un Pinocchio d’argento, una rana di gomma, un fiore di feltro, un origami creato da un post-it. Sono sparsi tra le pagine dei libri lasciati in sospeso, dei libri che ho amato e che rileggo con costante frequenza, dei libri che osservo da lontano combattuta tra una sana curiosità ed una ipnotica diffidenza. Mi servono per portare il segno, per ricordare il punto preciso in cui sono nascoste le parole che mi hanno toccato il cuore, per cedere al sonno con la certezza di riuscire a ritrovare in qualsiasi momento quel pensiero abbandonato tra le braccia della stanchezza serale.

Colleziono segnalibri perché mi consentono di lasciare in bilico una riflessione, perché rappresentano l’estensione tra le mie idee e quelle degli autori che amo, un ponte che ricongiunge la strada dell’oblio a quella della ragione.

Colleziono segnalibri e, sebbene stavolta sia indecisa su quale pagina valga la pena ricordare, sono consapevole di quanto sia decisamente inutile resistere alla tentazione di sbirciare il finale.

Parolando

Non riesco a trovare il mio libro preferito. Lo cerco tra gli scaffali della libreria, tra i fogli ammassati come mattoni di una piramide di lavori sospesi, nella rincuorante confusione della mia scrivania. Ne ho bisogno per riordinare i pensieri in questa dislessica serata che mi ha lasciata in mutande, non solo letteralmente.

Mr. Darcy prova ad attirare la mia attenzione tra i volumi ammassati sul mio baule dei ricordi. L’afa mi attanaglia, il MacBook surriscalda le mie ginocchia, ma non ho voglia di riversarmi nell’uggioso paesaggio di una campagna inglese.

Dove sei finito?

Ti avrà portata via con sé Jun, mentre andava lontano? Lo chiedo ad Alex, ma è troppo preso dalla sua Kitty Alexander per prestarmi attenzione. Paloma richiama il mio sguardo: “gli uomini vivono in un mondo dove sono le parole e non le azioni ad avere il potere, dove la massima competenza è il controllo del linguaggio“. Non posso non essere d’accordo, e sebbene Florentino mi osservi stizzito dallo scaffale per la scarsa attenzione prestata al buon vecchio Gabo, un vero Nobel nell’uso delle parole, stasera mi sento una junker, proprio come Richard, e decido di amare ciò che sembra non avere alcun valore agli occhi degli altri.

Provo a scorgere quello stesso sottile sarcasmo tra i discorsi di David e Katie, ma non ci riesco. E’ di Rob che ho bisogno, delle cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, di Dick e Barry, del profumo e dei suoni di Championship Vinyl.

Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura?

Eccoti! Finalmente ti ho trovato, nascosto tra i libri ammucchiati ai piedi del letto. Sorrido e ti domando come sei finito lì in mezzo.

Mi sento come se avessi avuto questo genere di conversazioni tutta la vita. Nessuno di noi è più giovane, ma quel che è appena accaduto avrebbe potuto benissimo accadere quando avevo sedici, o venti, o venticinque anni. Arriviamo all’adolescenza e a quel punto, semplicemente, ci fermiamo; tracciamo allora i nostri confini; poi gli anni passano, ma i confini restano gli stessi“.

Nick Hornby, Altà Fedeltà, Guanda