Stop: Bloccate Il Lavoro!

Smarrito ogni significato, guardiamo frastornati alla festa dei lavoratori come a una celebrazione dei nostri padri. Pensiamo a loro, al sudore amaro di fatica e li festeggiamo per il sangue versato. Ci crediamo, senza però comprendere fino in fondo il senso di questo giorno di pausa dal mondo che corre. Più che ignoranza, è il senso di vuoto attorno a creare l’abisso tra noi e loro. La prova è dura: si deve competere con la costruzione e lo spessore della coscienza di un’intera classe sociale, che ha conquistato negli anni i propri diritti assicurando sempre i propri doveri.
Sangue, scontri, morte in piazza e sul luogo di lavoro, per far passare un messaggio chiaro: le loro mani, il loro intelletto, la loro presenza fanno sì che tuttora sia possibile il tuo miracolo personale. Il benessere, il progresso e la tua dignità che poi ha lo stesso peso della loro. A questo hanno portato decenni di lotte, senza mai perplessità né ripensamenti di alcun genere.
Oggi noi immaginiamo un mondo che c’è stato, succhiato fino al midollo e prosciugato delle sue in-finite risorse. È un tempo lontano, così difficile da agguantare nonostante si trovi a un passo da noi. Perché si allontana a passo svelto fino a diventare imprendibile. Tutto diventa memoria di come saremmo potuti essere.
Così pensiamo a loro, i nostri padri, che hanno costruito il futuro in cui ci troviamo a vivere. Per carità nessuna colpa, nessuna responsabilità. Resta solo una miscela esplosiva di rabbia e di terrore. Ecco quel che siamo: incazzati e impauriti.
Non siamo abituati a lottare perché vissuti nell’agio, non siamo addestrati a sognare perché tenuti sott’olio. “Aspettate il vostro turno, datevi da fare, le cose ve le dovete guadagnare, senza sacrifici credete di meritarvi qualcosa????”. Parole vuote e finte, come se non sapessimo come si campa.
Una cosa però lasciatevela dire. Si può davvero ricomporre il presente senza tenere insieme i resti del passato? Chi di loro ha estirpato le nostre radici?
Mancanti i punti di riferimento, ideologici o culturali che siano, si brancola nel passato. Basta aggrapparsi a quelle vicende eroiche, svuotate dal verbo contemporaneo, per continuare a intravedere un piccolo spiraglio. Fin quando poi non facciamo i conti col mondo, meno in mano alle buone norme della polis, più costretto alle cattive regole dei re. Un mondo che nulla ha voluto lasciare intatto, e di tutto continua a sentire la mancanza.
Sappiate che non intendiamo fermarci. Il nostro cammino precario prosegue ostinato sulle macerie fumanti. Seguiamo il puzzo di bruciato, forse senza mai arrivare alla fonte di calore. Ma se la troviamo, allora è bene che cominciate a nascondervi.

Buon Primo Maggio.

Una Crema Al Cioccolato Semplice Ed Onesta – Se Non Ora Quando?

Tre cucchiaini di polvere di cacao, due cucchiaini di zucchero mascobado, un cucchiaino di fecola di patate o maizena. In una pentola. Ripeto l’operazione tre volte. Prendo il cucchiaio di legno e mescolo questi ingredienti, semplici ed onesti. Aggiungo a filo e lentamente quattro tazze (poco meno di mezzo litro insomma) di latte, intero. In una pentola più capiente sobbolle l’acqua. Oggi si cuoce la crema a bagnomaria, delicatamente, affinché non bruci neanche un po’. Mescolo e intanto penso: se non ora, quando?

E ancora, rimestando la crema affinché si componga man mano della giusta consistenza e priva di grumi, esprimo un desiderio. Come la crema: semplice ed onesto.

Semplicemente desidero vedere tanti uomini amici domani, 13 Febbraio, nelle piazze italiane. Uniti con un filo da un gomitolo di lana e protetti da un ombrello colorato, a difendere anche la loro dignità. Perché non venitemi a raccontare che anche la loro dignità di Uomini non è stata offesa negli ultimi tempi. Non venitemi a raccontare che le azioni e le affermazioni del bungabungacavaliere riflettono azioni, affermazioni e pensieri degli uomini che si possan dir Uomini.

Mi piacerebbe vedere tante donne e altrettanti uomini, domani. È un desiderio semplice ed onesto il mio, come semplice ed onesta è la cioccolata che è ormai pronta. La cioccolata non mi deluderà, di questo ne son sicura.

il logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito è disponibile a questo link

Tic Tac… È Iniziata La Guerra!!!

Oggetto di cronaca recente è la malsana idea di diffondere l’ora della Mecca come “tempo ufficiale” del nostro martoriato pianeta.

Il feticcio occidentale di Greenwich, secondo la Famiglia Reale Saudita, verrà sostituito da un orologione di 43 metri per 43, tempestato da 2 milioni di led e 21 mila luci che proietteranno, fino a 30 km di distanza, “Allah è Grande”.

Questa mega attrazione, costruita da quei palazzinari dei Bin Laden, è posta sul secondo edificio più alto della Terra e, sovrastando tutto il mondo arabo, guarderà dall’alto in basso il povero Big Ben che scomparirà all’ombra (o alla luce?) della nuova torre.

Lo Swatch formato famiglia (reale) è ubicato alla Mecca ma costruito su un centro commerciale. Di cosa stiamo parlando allora? Di sfarzo architettonico? Di un’idea politica o più semplicemente di un nuovo marchio per attirare nuovi turisti nella città araba?

Che motivo c’è di creare ulteriore contrapposizione tra due mondi che, al di la di ogni estremismo, non riescono a trovare motivo di unione se non nel reciproco odio?

Perché anche la dimensione temporale deve essere fonte di diseguaglianza? Come ci comporteremo quando un tizio per strada ci chiederà l’ora? Gli chiederemo prima la sua fede religiosa e, dopo aver fatto gli opportuni calcoli, gli risponderemo?

La crociata per egemonizzare il mondo è partita con questa opera e verrà scandita dalle sue lancette.

thule

"Non sono queste le circostanze che non si partecipano a chi non si vergogna di appartenere ad una certa "Razza". Io non mi vergogno, anzi mi vanto." Domenico Manzione

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Un Link Speciale Per Te!

Hanno tutti un’immagine photoshoppata, un alfabeto irriconoscibile e una citazione che rimeggia con cuore o amore. Ne ho visti di tutti i colori, sgrammaticati, con orrori di ortografia, mancanti di punteggiatura e firmati dai nick più infausti:  “Camorra and Love”, “Principe Azurro” (il mio non è un refuso), “bambolina napoletana triste” e chi più ne ha, più ne metta!

La banalità usata per indicare una appartenenza a chissà quale categoria: “Uomini e donne”, “sono figo”, “mi stressi”, “ti stimo” e tutta una seria di improperi difficili pure a ripetersi.

Ho visto, attribuita a Jhonny Deep, la frase “Non si desidera ciò che è facile ottenere”. Nulla contro il grande attore, ma povero OVIDIO!!!

Li chiamano “link”.

Non molto tempo fa, erano utilizzati per scopi diversi collegando notizie ed argomenti tra loro omogenei. Insomma, qualcosa di utile.

Ora rappresentano le tue emozioni, i tuoi stati d’animo, i tuoi pensieri.

Ci lamentiamo tanto dell’omologazione, della globalizzazione ma siamo i primi a non voler lasciare un segno e preferiamo affidare ad altri questo compito.

E tu, povero idiota, che hai seguito il link (questo lo è) solo perchè hai visto una bella figliola, sei stato costretto a leggere tutto il mio noioso post fatto di apprezzamenti che – magari – ti riguardano. Ora, da bravo, torna sul tuo profilo e guarda quanto ti sei manifestato omologato e ignorante, condividendo pensieri, tramutati in immondizia da persone che nemmeno conosci.

No, non ti sto disprezzando ma… odi profanum vulgus et arceo.

thule

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Un Italiano All’estero

"Uribe, rampollo di una ricca famiglia di latifondisti, non era certo approdato alla politica per culo, ma per ossessione. Fin da giovane il potere e la ricchezza erano stati i suoi principali obiettivi. Per un italiano non dev’essere difficile immaginarsi un tipo come lui. È un nanerottolo autoritario che nasconde il suo dispotismo dietro un sorriso inquietante, fa battute di pessimo gusto, detesta l’arte, si comporta da seduttore e fa la guerra ai giudici perché sogna un mondo in cui leggi e decreti sono fatti su misura."

Efraim Medina Reyes, scrittore colombiano, scrivendo su Internazionale (n. 848, pag. 39) di Uribe Mockus e delle elezioni presidenziali in Colombia.

E poi ci dicono che sono altri a mettere in cattiva luce l’Italia.

– fonte: Internazionale– via il Rasoio

Le Ripercussioni A Lungo Termine Per La Bp [Aggiornato]

Mentre la falla nel Golfo del Messico sta forse per essere chiusa, già si inizia a fare una prima stima di quanto sarà il conto dei danni che verrà presentato alla BP.

Secondo gli analisti la falla costa alla società petrolifera circa 16 milioni di dollari al giorno, la sua reputazione è ormai ridotta a brandelli ed il valore delle sue azioni ha subito un duro colpo. Un problema? affatto; il colosso britannico macina circa 66 milioni di dollari al giorno e nel 2009 ha guadagnano qualcosa come 14 miliardi di dollari, quindi anche se i costi della bonifica arrivassero a 14 miliardi, la compagnia petrolifera potrebbe lavorare un anno senza profitto ed assorbire il colpo.

Se la potenza economica alle spalle di queste multinazionali le mette al riparo da conseguenze a lungo termine dalle catastrofi causate dalla loro negligenza (secondo un’indagine del Wall Street Journal, infatti, le cause della catastrofe sono da attribuire tutte alla BP ed alla Transocean) solo i governi (in particolare la Casa Bianca) possono mettere un freno ad una loro condotta quantomeno scellerata.

– fonte: Huffington Post | via ilRasoio

Aggiornamento [@ansa:19.03]
Obama ha licenziato Elizabeth Birnbaum, responsabile dell’agenzia per le trivellazioni Mms, perché accusata di essere stata complice della BP per minimizzare la reale entità del flusso di greggio. La decisione dopo la stima dei Servizi geologici: dal pozzo sono usciti tra 12 e 25mila barili al giorno, al 17 maggio tra 130 e 270mila barili complessivi.

Golfo Del Messico, Top Kill: Il Tampone Che Funziona (Forse)

Pare che l’operazione “Top Kill” ( qui il video di come funziona) per chiudere la falla nel Golfo del Messico stia dando risultati incoraggianti. Questo quanto affermato da Thad Allen, Comandante della Guardia Costiera Usa, al Los Angeles Times.

Secondo gli esperti, infatti, il liquido ad alta viscosità iniettato sta reggendo e se continuerà a reggere il passo successivo sarà quello di chiudere definitivamente la perdita di greggio e gas con una colata di cemento.

Ancora prudente la BP che frena gli animi dopo giorni passati a cercare (se possibile) di minimizzare la reale entità della fuoriscita di greggio.

Intanto Obama, che come ha dichiarato il consigliere della Casa Bianca, Rober Axelrod, “è fuori di sé dalla rabbia” con la BP con l’agenzia federale che dovrebbe vigilare sull’industria delle trivellazioni, ha deciso di bloccare le trivellazioni nell’Artico fino al 2011.

– fonte: Rainews24 | via IlRasoio

Facebook E La Ricerca Della Privacy

Viste le continue critiche, critiche che hanno portato anche al lancio del Quit Facebook Day atteso per il prossimo 31 maggio, Il CEO di Facebook Mark Zuckrberg negli ultimi mesi ha lavorato con i suoi ingegneri per migliorare la gestione della privacy offerta dal suo network, tenendo conto soprattutto dei suggerimenti e delle molte critiche arrivate degli utenti.

Il CEO del Socnet per eccellenza ha infatti presentato le nuove funzioni di gestione della privacy che presto saranno messe a disposizione di tutti gli iscritti. I cambiamenti avviati semplificano enormemente la gestione del proprio profilo attivando una opzione unica e globale per la condivisione delle informazioni con tutti, con gli amici o anche con gli amici degli amici (la scelta di opzioni su più livelli dovrebbe comunque rimanere disponibile per una gestione più granulare della privacy).

A questa semplificazione è stata anche associata una riduzione del numero di informazioni da avere necessariamante pubbliche per poter utilizzare i servizi del Socnet.

Aspettiamo di avere a regime la nuova funzione così da poterne testare la validità (anche se gli esperti di privacy della EFF hanno già dato un parere negativo).

A mio modesto avviso, comunque, il consiglio di moderare il flusso d’informazioni private che vengono immesse sulla rete rimane sempre valido.

— fonte: ilPost.it | via ilRasoio.info

Legambiente Commenta Il Ddl Sulle Intercettazioni

“I grandi scandali ambientali, dal cemento impoverito, alle navi dei veleni e altri traffici di rifiuti, sono stati svelati da intercettazioni telefoniche. Depotenziare questo strumento d’indagine significa fare un immenso regalo alle ecomafie” questo il commento di Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, all’ormai famigerato ddl 1611 sulle intercettazioni, meglio noto come sulle che si appresta ad essere discusso Senato il 31 maggio.

Secondo l’associazione ambientalista, se il ddl dovesse passare così com’è stato presentato dialoghi come “Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga? – E il mare? – Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi, che con quelli il mare andiamo a trovarcelo da un’altra parte” (intercettazione tra due boss in merito a rifiuti tossici da scaricare in mare) o frasi del tipo “Metti meno cemento e più sabbia” (intercettazione tra il boss del reggino Salvo Corsaro ed il suo compare Terenzo D’Aguì sulla costruzione della scuola pubblica Euclide di Bova Marina) non saranno più ascoltati e di conseguenza, molto probabilmente, rimarranno impuniti.

Qualche buon samaritano può quindi gentilmente spiegare all’On. Daniela Santanchè, sottosegretario per l’Attuazione del Programma, che ha spiegato e difeso le sue posizioni sulle intercettazioni “Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? È un abuso… (qui il resto)” che sono questi i motivi perché questo ddl non s’ha da fare?

E poi, sorvolando sul numero risibile di intercettati in Italia, qualcuno mi può cortesemente far notare quali intercettazioni della vita privata di comuni cittadini innocenti, quelli che non c’entrano nulla con appalti, mafia ed altri crimini, quelli che fanno parte dell’Italia perbene, quelli che Governo dovrebbe “difendere” e non offenderne l’intelligenza, sono apparse sui giornali?

– fonte: Legambiente | via ecoblog.it | via ilRasoio

Condono? No, Si Chiama “accertamento Case Non Censite” E Si Può Fare

Per carità, fate vobis, ormai me ne frego! Ma, almeno, non ci prendiamo per il culo! La nuova manovra finanziaria prevede “l’accatastamento delle case fantasma”, cioè di quelle case non dichiarate al catasto. Per me è “condono edilizio”, o sbaglio? Sono gli immobili sconosciuti al catasto. In buona parte saranno edifici abusivi che andrebbero demoliti, o sono malpensante?

Interessante l’intervento di Legambiente, sempre attenti a denunciare imbrogli e puntualmente destinati a non essere ascoltati: “Meglio sarebbe ripristinare l’Ici, il cui importo annuale equivaleva a quanto si prevede di ottenere con questo condono”.

Ne capirò sicuramente meno di Maurizio Lupi che sentenzia:”L’ipotesi di un condono è fuori dalla realtà”! O di Bonaiuti: «Nessun condono edilizio e niente nuove tasse…casomai si tratta di mettere a catasto quelle due milioni di unità immobiliari». Due milioni di case, box, uffici? Che non erano accatastati? E come mai? Ma, soprattutto, credete voi che 2 milioni di case “sconosciute al catasto” siano regolari e, quindi, adatte ad essere regolarizzate? O credete, piuttosto, che siano quasi tutte abusive? E se sono abusive non andrebbero demolite? E in Campania cosa accadrà? Le ruspe di Stato si fermeranno? O i soliti delinquenti la passeranno liscia?

Ne capirò poco ma io continuo a chiamarlo condono edilizio; nella bozza di decreto legge  lo indicano come “accertamento sulle case non censite”!

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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