Web 2 Society – giornata di studi

Partecipa all’evento inviando il tuo contributo, leggi come su http://web2society.it

Ottavopiano.it è parte integrante del Centro Studi Democrazie Digitali e insieme stiamo creando una comunità indipendente di pensiero, di ricerca e di analisi critica della contemporaneità.

Nell’ambito di questo progetto, il Ce.S.De.D. promuove la giornata di studi Web2Society e per l’occasione si rivolge a ricercatori, progettisti e studenti che intendono contribuire a creare un’area di ricerca critica sull’ideologia della comunicazione.

Sono accolti contributi sotto forma di articoli scientifici che propongano saggi di riflessione critica, analisi di approcci metodologici e progettuali, trattazioni di sperimentazioni e casi studio, con la descrizione di prototipi e progetti pilota, a diverse scale del progetto.

La sessione ha come temi specifici:

1 – Ecosistemi di conoscenza e relazione
2 – Design – Comunicazione – Informazione
3 – Agire politico nella società delle reti

La scadenza per l’invio degli abstract è il 3 novembre 2016 ore 23.59.

Gli abstract vanno inoltrati alla mail call4papers@web2society.it .

Nel corso della giornata dell’evento di Web2Society verranno presentati i 10 migliori papers,
delle tre sessioni prese in esame, e saranno illustrati dagli autori nella Sessione di studio.

Partecipa all’evento inviando il tuo contributo, leggi come su http://web2society.it

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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La riforma costituzionale spiegata con obiettività

Comprendere la riforma costituzionale ed esprimere la propria posizione politica andando a votare al prossimo referendum non è facile.

Decidere come votare affidandosi soltanto alle divergenti opinioni dei media, degli esponenti politici, di amici e conoscenti è certamente la strada che richiede meno sforzi cognitivi e meno tempo ma porterà probabilmente alla formazione di un’opinione in larga parte influenzata da quella degli altri.

Documentarsi attingendo a fonti attendibili ed obiettive che spiegano l’intera riforma costituzionale, senza alcun tipo di connotazione politica a riguardo, è possibile ma impegnativo.

Pertanto, a beneficio di quanti avranno tempo e voglia per leggere, riportiamo di seguito i link a 3 dossier elaborati dal Servizio Studi della Camera Dei Deputati che trattano l’argomento in maniera completa.

La democrazia è un processo complesso. Per esercitare il diritto di voto usando strumenti di partecipazione come i referendum non basta mettere una “X” dopo aver letto un articolo di 3 righe o il post di un amico ma ci vuole responsabilità, consapevolezza e, purtroppo, occorre tempo per leggere e comprendere.

 

Estratto da www.camera.it:
Il testo di legge di riforma costituzionale
29/09/2016

La riforma costituzionale è finalizzata al superamento del bicameralismo perfetto e all’introduzione di un bicameralismo differenziato, in cui il Parlamento continua ad articolarsi in Camera dei deputati e Senato della Repubblica ma i due organi hanno composizione diversa e funzioni in gran parte differenti.

Il testo approvato, oltre al superamento dell’attuale sistema bicamerale, prevede, tra l’altro:

  • la revisione del procedimento legislativo, inclusa l’introduzione del c.d. “voto a data certa”;
  • l’introduzione dello statuto delle opposizioni;
  • la facoltà di ricorso preventivo di legittimità costituzionale sulle leggi elettorali di Camera e Senato;
  • alcune modifiche alla disciplina dei referendum;
  • tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare, per la presentazione delle quali viene elevato il numero di firme necessarie;
  • la costituzionalizzazione dei limiti sostanziali alla decretazione d’urgenza;
  • modifiche al sistema di elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici della Corte Costituzionale da parte del Parlamento;
  • la soppressione della previsione costituzionale delle province;
  • la riforma del riparto delle competenze tra Stato e regioni;
  • la soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).

 

1 – Qui il link alla scheda completa sul sito della Camera dei Deputati contenente argomenti relativi ai lavori parlamentari, al referendum, alla legge di riforma costituzionale e alle precedenti riforme.

 

2- Di seguito trovate i link ai singoli DOSSIER di approfondimento.

 

1 – TESTO A FRONTE CON LA COSTITUZIONE VIGENTE: il testo vigente della Costituzione è posto a confronto con quello modificato dal testo di legge costituzionale, come risultante dall’esame parlamentare. Nella seconda colonna, il carattere grassetto evidenzia le modifiche rispetto al testo della Costituzione vigente. È inoltre indicato, accanto all’articolo della Costituzione, l’articolo del testo di legge che dispone la modifica.

 

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2 – SINTESI: PRINCIPALI ELEMENTI DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE 

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3 – SCHEDE DI LETTURA

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Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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La Russia stabilizzerà il Medio Oriente

1. Dalla drammatica situazione mediorientale sta emergendo qualcosa che non potrà far altro che bene a tutta l’Area ed al Mondo intero: la presenza storica in Siria della Russia e, quindi, di Cina, Libano ed Iran. Questo fattore da Guerra Fredda ha portato i Paesi Nato ed i Paesi della Lega Araba ad abbassare le pretese di espansione territoriale ed influenza politico-economico-religiosa nei Paesi a maggioranza sciita come la Siria, l’Iraq o lo Yemen. In una sorta di equilibrio bellico oltre il quale non è possibile andare.

2. La mossa di Putin di intervenire in Siria non è assolutamente un atto di beneficenza quanto di protezione dei propri interessi in terra mediorientale. Il Presidente Russo ha colto saggiamente al volo l’opportunità di inserirsi in una guerra impossibile da vincere da parte degli Stati Uniti – creatori essi stessi dell’ISIS assieme ai Paesi Sunniti – ed abbastanza semplice da chiudere da parte di un esercito ben equipaggiato come quello russo. A fronte di un spauracchio come quello dello Stato Islamico tutt’altro che irresistibile. Putin ha tolto le castagne dal fuoco ad Obama ed ai Democrats in quanto la creazione di ISIS, Al Qaeda, Daesh, è fatto antico e vede come responsabili i Servizi Segreti Deviati Statunitensi di matrice Repubblicana. Purtroppo per gli Stati Uniti questa gatta da pelare è talmente grande da non poter essere risolta a breve in quanto il rinnovamento dei vertici della CIA abbisogna di ricambio generazionale. È per questo motivo che Kerry e Lavrov lavorano assieme assiduamente. Non una collaborazione amichevole, ma una collaborazione tesa a migliorare la politica interna di entrambi i Paesi. Obama evita migliaia di morti in campagna elettorale e Putin porta a casa la sua vittoria in funzione della sua prossima. All’interno di queste dinamiche si intersecano fattori di apicale importanza: 1. L’obiettivo comune di togliere potere geopolitico alla Turchia nell’Area, in quanto per Erdogan passa tutto o quasi tutto il gas russo che riscalda gli inverni europei; 2. Secondo obiettivo comune è il depotenziamento dei Paesi Sunniti concorrenti della Russia nel rifornimento del Gas al Vecchio Continente; 3. Far sì che la Siria torni a giocare un ruolo decisivo per gli stessi motivi; 4. Far sì che l’Iran rimpiazzi Emirati Arabi Uniti, Qatar, etc, nella produzione delle solite materie prime;

3. L’intesa russo-americana potrà dare i suoi frutti soltanto con la vittoria di Clinton e di Putin alle prossime Presidenziali. La strategia prevede l’annichilimento dei governanti dei Paesi a maggioranza Sunnita e di Israele. Un asse, questo, creato dal GOP negli anni ’80 e, per molti anni, vincente e dominante in tutto il quadro mediorientale. Sulla stessa lunghezza d’onda va il ‘lavoro’ effettuato in Egitto e, seppur con molte più difficoltà, in Libia. Russia e Democrats attendono al varco Erdogan, Netanyahu ed i Saud. Erdogan non potrà continuare a strumentalizzare la sua appartenenza alla Nato, Netanyahu non potrà continuare a ricevere ogni anno dagli Usa 50 miliardi di dollari per poi usarli contro le amministrazioni DEM, i Saud, famiglia sconfitta da Maometto in quanto pagana, e successivamente convertitasi all’Islam, hanno un potere molto più grande rispetto ai due succitati, ma un’eventuale isolamento da parte di un futuribile Medio Oriente a trazione Sciita con Libano, Siria, Iraq ed Iran in testa, potrebbe perlomeno tagliare le gambe alle loro mire espansionistiche e causare, come già predetto dagli economisti sauditi, una bancarotta pilotata che potrebbe avere ripercussioni sulla politica interna Saudita e sui mercati finanziari mondiali dagli scenari assolutamente imprevedibili.

The DNC wants the dictatorship of neoliberalism

The fraudulent Democratic Primary Election made us discover the dictatorial side of neoliberalism.

During the Primary, in fact, we have seen the media and social media boycott Bernie Sanders and his campaign. CBS, Fox News, CNN, MSNBC, Google, Facebook have literally darkened the Senator and have financially supported Hillary Clinton Candidacy.

The 1% doesn’t want to give up a penny of their own wealth and decides who should rule the country through control of the media, social media and search engines.

Neoliberalism is forcing Western Democracies Parties from voting. These parties are all neoliberals and if they come out from the track, are demonized or, worse, obscured.

Under the tyranny of neoliberalism there’s no room for dissent and all this leads to the death of conservatism and progressivism, to the death of the ideologies. All this leads to the death of alternation, to a mock political dichotomy that almost always ends to create a grand coalition governments that are incapable of governing.

American democracy is so proven that the DNC hasn’t been judged by the law and it believes are sufficient apology against Sanders, who, frightened and tried mentally and physically, given the weekly death of former DNC staffers called to testify, has decided to create ‘Our Movement’ in the hope of changing the Democratic Party.

For this reason, the Senator of Vermont, the most voted candidate in the Primary, will have little weight within his Party. And, with the same people in power, it could be a farce even the Presidential Elections, considered that the voting machines are calibrated and biased in favor of Hillary Clinton. For example, Stanford University have conducted a study according to which, where there was voting machines, Clinton had 15 points more there was pen and paper.

The philosopher and linguist Noam Chomsky argues that the US represent a danger for the Planet, former President Jimmy Carter argues that the US is no longer a democracy but an oligarchy. Julian Assange sees the US the only threat to world peace.

In my opinion the Democratic Party has sold his soul to the devil and President Barack Obama is became the President who has done more wars in US history, and at the same time, through the economic and financial policy, has modify the anciente balances between DEM and GOP: Democrats, today, are the highest paid politicians from donors of Wall Street.

The Democratic Party, Barack Obama, Hillary Clinton, have become the party of the powerful, the party of 1%, Wells Fargo, Google, Apple, Facebook, while the GOP of petrodollars, with the oil at very low levels, has been radically downsized.

It’s for this reason that Bernie Sanders has endorsed Hillary Clinton. It’s for this reason that CNN, CBS, MSNBC publish unrealistic surveys. It’s for this reason that Obama hasn’t spoken about the injustice suffered by Sanders and has blocked FBI investigations. It’s for this reason that GOP establishment doesn’t support Trump but Clinton. It’s for this reason that Bushes and Kochs now support Clintons. The actors of neoliberalism are afraid of dissent and support the strongest candidate. They support the candidate who has conquered the votes of independents: Hillary Clinton.

All this happens while the American people doesn’t know what happens. Why they are dying DNC staffers? Why Hillary Clinton isn’t in jail or indicted? Why in recent years they have made the war on the Talibans, Al-Qaeda, ISIS? Who created these terrorist cells? With what purpose they fight? Is there by any chance a religious war? And why, not long ago, Hillary Clinton has proposed as the final solution to the war in the Middle East, the recognition of the Islamic State? Why Clinton wants to attack Shiite Iran and not the Sunnis as Saudi Arabia, Qatar, Turkey, United Arab Emirates? Because larger Clinton foreign donors are the Sunni countries in the Middle East and North Africa. The same countries that give protection to the terrorism.

It’s for this reason that Clinton will win the presidential elections. Because Wall Street Journal, Washington Post, New York Times, are in his hands. Because in the US there’s no press freedom. Because broadcasters are controlled. Because Social media has algorithms that favor Clinton. And the same thing they do Google’s algorithms. The USA are a neoliberal dictatorship. As National Socialist Germany during the Great Depression.

Le coup de théâtre di John McCain

In questi giorni si decidono le sorti del Partito Repubblicano: al suo interno è in atto una guerra fratricida che vede come protagonisti i diversi establishment del Good Old Party. Le diverse fazioni son sempre le stesse: la famiglia Koch che ha foraggiato le campagne elettorali di Rubio e Cruz, la famiglia Bush che ha sostenuto Jeb, i conservatori più moderati autofinanziati da Kasich, e la mina vagante Trump che – pur apparendo antisistema ed antiestablishment – è il vero e proprio cavallo di Troia degli impresentabili. Donald Trump, infatti, è il prodotto dei disastri della Trickle-Down Economy. Egli è stato creato ad arte dai saggi del partito in modo tale da rendere il partito nuovamente appetibile. Il modo in cui vorrebbero riuscirci è quello di rimodernare il GOP, abbassando le pretese anarco-capitalistiche, scomparendo dalla scena, svoltando assieme alle forze della estrema destra europea su posizioni più sociali. Purtroppo per Trump e, soprattutto per chi lo manovra, l’impresa è ardua per più di un motivo:

1. Il Partito Repubblicano, stando ai sondaggi, si aggira attorno al 21%;

2. Gli iscritti al Partito Democratico superano di 6 percentuali gli iscritti del Partito Repubblicano;

3. Gli Indipendenti rappresentano il 45% dell’elettorato, ma stando agli ultimi sondaggi voterebbero solo ed esclusivamente Bernie Sanders – qualora si presentasse – alle Elezioni Presidenziali o Stein del Green Party o Johnson dei Libertarian;

4. L’establishment del Partito Repubblicano ha perso potere economico negli ultimi otto anni ed a nulla servono i sondaggi fake Rasmussen e la sovraesposizione mediatica data a Trump da parte di Murdoch, gonfiata fino all’esondazione dai broadcasters più vicini ai Democrats, se non addirittura dichiaratamente Liberal;

5. È facile intuire che snaturare un partito glorioso come quello Repubblicano per farlo diventare un giocattolo famigliare in stile Front National, è cosa assai ardua. Infatti le anime del partito più centriste stanno dando e daranno battaglia affinché non venga deturpato ulteriormente il brand del partito dell’elefante;

6. Trump non ha ancora la forza del Nominato ed è pronto a subentrargli – qualora le cose non quadrassero – Mitt Romney: politico moderato, sconfitto non di molto da parte di Barack Obama nel 2012 che, in questo momento, con Clinton nei guai per vicende più che note, potrebbe risultare perfetto per strappare ai DEM proprio quei moderati che la ex Segretaria di Stato aveva mobilitato alle Primarie.

La prima gatta da pelare per il rossiccio dal riporto fatto ad arte e per le lobby economicamente più influenti, è la proposta fatta da molte anime del partito di reintrodurre il famigerato Glass-Steagall Act. Dietro questa mossa a sorpresa c’è il veterano John McCain, che in questi ultimi mesi si è speso duramente al Congresso assieme alla Warren ed a Sanders per quella che oggi sembra essere una necessità basilare per la finanza statunitense e mondiale.

Come reagirà Trump? Quasi certamente accetterà la sfida, cosciente del fatto che da parte dei DEM la cosa verrà recepita. Qualora non lo facesse aprirebbe la strada a nuovi scenari e perderebbe quei pochi non iscritti al Partito Repubblicano che oggi hanno intenzione di votarlo.

Riuscirà il buon John McCain a smascherare fin dal primo giorno l’istrionico milionario newyorchese? Riuscirà ad evitare un deriva populista e, per giunta, a fare del partito un partito popolare di stampo europeo? E, infine, riuscirà assieme a Bernie Sanders a ridare un significante ed un significato alla destra ed alla sinistra americana?

Che i due vecchietti possano vincerla.

Improvvisati

La misura del degrado di questa società è data anche dal sempre più alto ed imbarazzante numero di soggetti che, con presunzione, si candidano ad amministrare la cosa pubblica senza possedere né esperienza né spessore politico e culturale.

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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Italia, Paese di protestanti

“Voglio schiacciatori che risolvono una palla alzata male, non voglio schiacciatori che parlano di palle alzate male! Non ne parliamo, risolviamo!”.

Lo diceva uno dei più grandi allenatori di pallavolo del mondo, Julio Velasco.

Sarà banale ma credo che questo insegnamento sia utile a tutti.

Le parole di Velasco sono perfette per descrivere cittadini e politici di oggi: fatte le dovute eccezioni, quello italiano è diventato un popolo che si limita a parlare degli errori degli altri.

Sono “moralizzatori-inquisitori-protestanti-incazzati” senza alcuna capacità di ragionare, argomentare o risolvere concretamente i problemi, senza più capacità di saper individuare “il bene” che c’è in questo Paese e senza nemmeno più la voglia di costruirci sopra.

Urlare incazzati la propria rabbia è facile e gratificante. Lavorare per costruire partendo dalle persone serie e dalle cose positive che esistono, tralasciando per sempre le proteste, è troppo impegnativo.

Questo Paese mi annoia.

Ettore Ruggi d'Aragona - Oz

Ettore è un giornalista. Attualmente lavora alla Camera dei Deputati e si occupa di attività parlamentari. È fondatore di Ottavopiano.it.

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Domenica Pomeriggio

La domenica pomeriggio era un frammento in bianco e nero.
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eugenio iorio - jacques bonhomme

Studia le immaginificazioni sul futuro anteriore attraverso il framing e le neuroscienze. É docente di Comunicazione pubblica e di Comunicazione politica presso l’Università di Bari, di Comunicazione e innovazione nella Pubblica Amministrazione presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha lavorato all’immaginario della nuova Puglia e, negli ultimi cinque anni, ha diretto la comunicazione istituzionale della Regione. Ha fondato il Public Camp e il blog collettivo www.ottavopiano.it, laboratorio di ricerca sui media e sugli influencer. Si occupa di comunicazione e marketing politico. É consigliere nazionale della Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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Le scarpe buttate per strada, i sogni strozzati e il silenzio cieco

Non può essere taciuto. Eppure, oggi, c’è stato un silenzio cieco.
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eugenio iorio - jacques bonhomme

Studia le immaginificazioni sul futuro anteriore attraverso il framing e le neuroscienze. É docente di Comunicazione pubblica e di Comunicazione politica presso l’Università di Bari, di Comunicazione e innovazione nella Pubblica Amministrazione presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha lavorato all’immaginario della nuova Puglia e, negli ultimi cinque anni, ha diretto la comunicazione istituzionale della Regione. Ha fondato il Public Camp e il blog collettivo www.ottavopiano.it, laboratorio di ricerca sui media e sugli influencer. Si occupa di comunicazione e marketing politico. É consigliere nazionale della Associazione Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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