Odile

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Odile salva bottoni persi e abbandonati, li raccoglie in una nuvola. Li trova tra le foglie croccanti, mentre attraversa la strada all’angolo di un marciapiede (prima di svoltare!).
Tra la sabbia raccoglie quelli malinconici che osservano le barchette all’orizzonte.
Le arrivano da posti lontani e lui, il suo supereroe, glieli regala come fossero fiori.
Usa una mongolfiera per portarli sulla nuvola o, quando riposa, li lega ad un aeroplanino di carta che li porta su piano piano.
Alcuni, come briciole, li lascia ad indicare posti che possono raccontare le sue storie.
Qui c’è la sua barchetta preferita…

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Ai miei studenti.

“Ciao”
“Ciao”
“Sei preso malissimo?” “Tristeeee”
“No”
“Siamo apposto”.

[…]“Come ti chiami?”
“Mi chiamo Francesco, ho 21 anni, vengo da Napoli”.
“Ah.”

[…]“Ma non è che sei un comico?”
“No”
“E che cosa fai qui? In verità ci dirà?”
“Ballo”
“Balliiiii tuu?

“Una sera ho fatto un sogno, che passavo per una piazza piena di artisti diversi che ballavano. Mi sono svegliato e accendendo la televisione c’era la pubblicità di Italians got talents. E allora ho deciso, vabbè. Se va male questa non so se continuo a provarci, a sfondare o se mi do a qualcos’altro”.

[…]“Sei sicuro di essere un ballerino?”
“Lo spero”.
“Puoi anche rinunciare a esibirti. Io te lo dico. Non sei obbligato”.

Tra le risa, i sorrisini che scherniscono di un pubblico che ha già decretato la sua bocciatura.
Perché la forma è tutto nella Società dello Spettacolo.
Ma inizia la musica e lui inizia una danza.
Non è una semplice danza, perché è una danza di liberazione.
Inizia il suo manifesto esistenziale, scandito dai diversi tempi della musica.
Libera la sua essenza.
Quando smette rimane a terra, chiude gli occhi e poi quando li riapre è lì con tutto se stesso.
Umile e consapevole di essere ciò che è.
Per quel pubblico è un’altra persona.
Non più uno sfigato, ma un vincente.
Ma in realtà non è né l’uno né l’altro. È una persona libera, prima di essere una persona di talento.

[…]“Tu mi hai conquistato tante volte, in particolare quando hai risposto a Luciana dicendo “come chiameresti questa danza, e tu hai risposto “non la chiamerei”. C’è dietro della filosofia, del “cazzimm” come direbbero i Napoletani, o ci stai pigliando per il culo”
“Noo No. Ti spiego”
“Spiega”
“Non mi piace definirmi né come persona, né come ballerino. Magari se qualcuno vede questa esibizione può dire quello che faccio. Ma io mi voglio sentire libero domani di poter fare cose completamente diverse. E quindi non mi sento appartenente a nessuna cultura”.
“Mi hai conquistato”.

Ecco cosa è per me l’essenzialità, che dovremmo riscoprire nella nostra società.
Ciao Ciski.

D2D: #wister – Le Emozioni Di Un Incontro

Da aprile di quest’anno sono entrata a far parte del gruppo femminile WISTER (Women for Intelligent and Smart Territories) che riunisce donne che credono sia possibile fare lobby mettendo al centro l’idea di conquistare spazi nella società civile, lavorativa, politica,  attraverso l’utilizzo consapevole della tecnologia  intesa come strumento di avvio di partecipazione e innovazione.
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Echi Da Zion

 

Resistenza, l’assalto ai sensi causa dipendenza

Saturazione oltre i confini, respirare vivi

E ricercare, sì, un senso

Dissolvenza, cado nel vuoto sono un’emergenza

Un tossicomane di impulsi, respiri convulsi, privi di riflessi

Sovraccarico sensoriale

Un’orgia di suoni e niente da sentire

Sovraccarico sensoriale

Visioni, parole, troppe da capire

 

Resistenza all’assalto ai sensi, a nuova dipendenza

Un’overdose di impulsi privi di messaggi vivi

Inesistenza di un senso

Dissolvenza, vago nel vuoto, lascio la mia assenza

Viaggiamo senza punti fissi, nomadi percorsi, zingari dispersi

In un deserto silenzio

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#iononcisto Al Decreto Salva Stalker

Non si fa altro che catturare consensi fingendo di voler difendere i più deboli, i minori, le donne.

Ci si riempe la bocca di sdegno, indignazione verso le decine, centinaia di femminicidi.

La TV ci bombarda di racconti di donne stuprate, violate, violentate, perseguitate e sembra farlo ormai solo per fare audience.

Ieri, 29 luglio 2013, il Senato della Repubblica italiano vota il Decreto Legge svuota Carceri e, chissà come, chissà per quale distrazione,  salva anche gli stalker.

Il Decreto prevede che la custodia cautelare vada applicata ai reati la cui pena prevista è superiore a 5 anni e, guarda caso, per il reato di persecuzione, per gli stalker, la pena va da 6 mesi a 4 anni.

Ma guarda un poco ….

Se è colpa del caldo, cari miei, rinfrescatevi le idee perché noi non ci stiamo a farci ammazzare e per giunta a farci prendere più in giro.

#IONONCISTO