Confine Liquido

Non potrei mai sopportare l’assenza del mare. Equivarrebbe a non vivere. Tutti i giorni faccio qualche metro in più rispetto al mio tragitto per contemplarlo, anche solo in corsa. Dieci secondi. Mi bastano dieci interminabili secondi di piacere vero. Pure quando non ne avverto alcun bisogno. Pure quando si infrange violentemente sugli scogli fino a risvegliare una certa inquietudine, che non riesce mai ad averla vinta sul senso di protezione da cui mi sento inspiegabilmente avvolto.
Mi separa da ciò che non conosco, e verso cui potrei decidere di muovermi. Altre terre e altri destini. Mi fa sentire libero di scegliere. Di guardare a una sorte diversa dalla mia o da quella che ho sempre immaginato. Di conoscere posti nuovi senza mai pensare di poter essere fermato. O di cercare fortuna altrove senza per questo essere incriminato.
Si trasforma, muta in continuazione il mare. Troppo spesso diventa muro tra noto e ignoto, due facce della stessa medaglia.
Spero di non trovarmi mai dall’altra parte di quel muro. Potrebbe essermi fatale.