Dell’essere Gay A New York

Trovo che la “normalizzazione” della vita gay -benchè sia uno standard cui tutti i gay tendono- sia di una noia mortale. Abbandonare quella dimensione trasgressiva propria dell’essere il cavolo a merenda è una perdita di conoscenza e di tragicità.

“Bisogna sedere sull’attimo” scriveva Nietzsche. Una rassicurante cornice borghese (vita di coppia, solido conto in banca, amici nel mondo della finanza e del belcanto…) non serve a tenere lontano il dolor vitae ma solo ad anestesizzare. Si tratta di barattare un po’ di felicità con un po’ di serenità. (ma la felicità è stare sulla corda?) (ma la normalizzazione è serenità?)

LG, NY