È cos’ i nient’ !

Maestro, è proprio come dicevate Voi: è cos’ i’ nient’ !

In questo Paese siamo abituati a dirlo per tirare a campare.

Voi, invece, lo dicevate per protestare, per opporre resistenza.

E invece noi lo facciamo cercando di convincere noi stessi che sia tutto superabile, che in fondo, seppur la situazione è grave, c’è sempre di peggio e che, forse, non ci riguarda poi così tanto.

E così facendo, solo per farvi qualche esempio, finisce che ci propinano il nucleare senza prima chiedere il permesso e l’aiuto al sole, finisce che una valletta, che ballava anche male, fa il ministro della Repubblica o che un consigliere regionale organizza festini per il premier a spese dei contribuenti.

Quando tutto questo accade, sapete che mi viene in mente, Maestro? Quella foto con Totò, quando sorridendo vi abbracciavate. E sapete perchè? Perchè se questa è la classe dirigente di oggi, allora penso che per risollevare questo Paese basterebbero due ministri come Voi, con delega al buon senso, al saper vivere, alla cultura, al rispetto e alla fantasia.

E allora, Maestro caro, onorateci, insegnateci a capire, insegnateci a protestare. Dateci la forza per farlo come facevate Voi, dicendo:  è cos’ i’ nient’ ! . Con eleganza, con rispetto, quello che manca a chi “ci toglie pure l’aria”.

Permettete Maestro, facciamoci quattro passi e pigliamoci un poco d’aria insieme perchè Vi devo dire che avevate proprio ragione: a furia di dire che ” è cos’ i’ nient’ ” siamo diventati tutti ” cos’ i’ nient’ ” .