“…e Morì Con Un Falafel In Mano”

Ieri.
Pensateci la notte prima perché dovete prendervi cura dei legumi. Il tutto va pianificato con attenzione. In effetti: riflettete bene durante tutto il giorno che precede l’azione. Dovete fare la lista degli ingredienti e la spesa poco prima di avventarvi ai fornelli. Non si tratta esattamente di una guerra-lampo. Quasi.

Il giorno dopo ieri.
Ponderate 800 precisi precisi grammi di fave affogate e 315 insindacabili grammi di ceci anch’essi ammollati per bene. Teneteli pronti. Al momento giusto inizieranno a marciare come si comanda.
Armatevi di machete (da cucina), afferrate cipolle rosse e cipollotti in eguali quantità. In tutto devon fare 500 grammi esattissimi. Scagliatevi sul cipollame. Fatelo a pezzi. Trituratelo.
Afferrate 4 mazzetti di prezzemolo e 3 di coriandolo, freschi. Impugnate anche un peperoncino verde. Estraete 3 spicchi dalla testa dell’aglio. Teneteli sull’attenti.
Appostate il frullatore. Ordinate ai soldatini sopra addestrati a tuffarcisi all’interno, al passo dell’oca.
Avviate con decisione il frullatore. Non tentennate. Questa apparentemente cruenta operazione è fondamentale per trasformare i vostri sottoposti in gustosi nemici da affrontare e sterminare. Non avete scelta. Il mondo della cucina è un mondo a tratti crudele.
Estraete la pappa dal frullatore e collocatela in una ciotola sufficientemente ampia. Cospargete il groviglio di cadaveri spappolati con 4 cucchiai rasi di sale (grigio, integrale e fino), mezzo cucchiaio raso di pepe bianco e pepe nero, in polvere, e 6 cucchiai di farina candida. Mescolate delicatamente ma con determinazione il composto.

Quasi ora.
Controllate il vostro appetito. Cro-no-me-tra-te-lo! Trenta minuti prima di mettervi a tavola, inumiditevi le grinfie con dell’acqua e formate le polpettine (se durante il trituramento dei corpi vegetali nel frullatore dovesse essere fuoriuscito del liquido, ebbene mi auguro abbiate avuto cura di metterlo da parte per poterlo usare al posto dell’acqua per inzupparvici le zampe).

Nel frattempo.
Approntate, o fate approntare, il pentolone di olio bollente – pare sian sufficienti appena 500 millilitri. Di norma si usa il cosiddetto “olio per friggere” – qualunque cosa esso sia. Personalmente adoro l’olio d’oliva. Pare tuttavia che non sia il grasso più adatto per ottenere i migliori risultati in combattimento. Pertanto, a voi la decisione. In fondo siete voi che comandate. Nel calderone ponete l’olio che secondo la vostra battagliera esperienza meglio si adatta allo guerra che state scatenando. Si raccomanda di non far fumare l’olio. Tenetelo d’occhio. La temperatura, è cosa nota, fa la differenza. Friggete dunque. Senza indugio.

Lì per lì.
Una volta fritti gli avversari (che prima vi erano amici, non dimenticatelo), deponeteli su un piatto da portata abbastanza capiente. Se provate un certo grado di commozione, depositate su ogni corpicino moribondo una foglia di prezzemolo. La guarnizione, si sa, è, in fondo, un atto di compassione.

Adesso.
Armatevi di gola e uccidete definitivamente i tondeggiandi o ovaleggianti piccoli nemici. Azzannarli, a questo punto, vi darà gran soddisfazione.

Ispirazione bibliografica: Rayess, G. N. (1991) Rayess’ Art of Lebanese Cooking. Beirut: Librarie du Liban.

Ispirazione filmografica: E morì con un felafel in mano (He Died with a Felafel in His Hand), di Richard Lowenstein , 2001.

2010/10/07
Published

    […] This post was mentioned on Twitter by Ettore and Anna, quelli dell'8° Piano. quelli dell'8° Piano said: “…e morì con un falafel in mano” … la ricetta strampalata di Zolletta! >>> http://bit.ly/cq0urw […]

    potatore
    October 8, 2010 at 10:08

    possono favorire anche quelli del settimo piano? scherzo ma le polpette ispirano bontà

    Ettore Ruggi d'Aragona - Oz
    October 8, 2010 at 10:11

    Caro Prof. , sappia che quando Zolletta cucina le polpettine di Falafel c’è la fila all’8° piano…e il palazzo è in subbuglio ! Favorisca pure Prof !:)

    zolletta
    October 8, 2010 at 13:00

    le polpette (mai avvelenate) dell’ottavopiano son polpette democratiche: tutti possono cibarsene, purche’ ispirati di sani e giusti principi e dotati di cuore impavido! :p

    finche’ c’e’ polpetta, c’e’ speranza :D

    Lucio
    October 26, 2010 at 17:52

    Grazie per condividere la ricetta e la foto con il nostro ufficio! Ne è sorta una rivolta tra impiegati affamati e telefonate a ristoranti etnici. Continuate così!

    zolletta
    October 26, 2010 at 18:08

    siam molto molto felici che abbiate gradito la ricetta Lucio! grazie a voi! ^___^

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