E’ Questione Di Tempo…

In questo post, sono state catalogate e schematizzate le figure di influencer che, in virtù delle loro caratteristiche, riescono a modificare l’opinione pubblica.
Proprio in questo senso, pensavo al ruolo che svolgono i giudici nel nostro Paese.
Volendo schematizzare, il giudice o il magistrato (la mia analisi è tout court e non vuole essere in alcun modo giuridica) potrebbe essere definito un Guru in quanto detiene il potere delle relazioni, della conoscenza e della persuasione  (nota di Oz).
Il giudice può contare innumerevoli relazioni umane: personali (amici, parenti, gente comune), professionali (imputati, colleghi, personale), collaterali (politici, imprenditori, malavitosi).
Al pari degli intellettuali (i router) ha conoscenze proprie e derivanti dalla professione che svolge. Il giudice, nella sua qualità, può avere accesso a diverse informazioni precluse alla gente comune (intercettazioni, pedinamenti ed indagini di vario genere).
Nelle sue funzioni, è uno switch. Le informazioni ottenute (indagini), le instrada affinché una porta (indagato) ne venga colpito.
Il giudice, o il magistrato, vive, inoltre, dei benefici del bridge e del firewall!
Come un bridge, il giudice fa da ponte tra varie realtà sociali e professionali e le sue informazioni, derivano da altri bridge (collaboratori o altri giudici). Ha la funzione di firewall, i togati sono organizzati in lobby (l’ultracasta) organizzati con regole proprie.
Voglio ricordare che nell’esercizio delle sue funzioni, il giudice non ha responsabilità civile (sì parla di effettività non di esistenza cfr. L. 117/88), ergo non solo causa ingenti danni al cittadino, ma mina alla radice la legalità e la democrazia!
Al giudice, vanno riconosciute altre due peculiarità: l’autorevolezza e l’uso del tempo.
L’autorevolezza è classificabile in immateriale ed in materiale. Immateriale perché ogni magistrato vive della propria aurea di intoccabilità (e della propria presunzione). Materiale, perché il giudice fa  le sentenze (parlo di vincolo morale e non ex lege) e quindi precedenti. Obbliga così tante persone ad attenersi ad un comportamento che egli stesso impone [talvolta anche senza osservare le leggi (i salomonici giudizi di equità)].
Il tempo, ma forse sarebbe più corretto parlare di tempistica (i magistrati, è noto, riescono ad influenzare anche l’agenda della politica). Il giudice può decidere quando mettere in moto tutte le sue potenzialità e scagliarle contro il presunto, siamo pur sempre garantisti, reo.
Credo sia chiaro, come questa figura possa in totale autonomia vivere sulle spalle della comunità, aggiustando situazioni civili e politiche a proprio piacimento, piegando al proprio volere la dura lex.
Ora Vi pongo una domanda, ma se ci fosse qualcuno pronto a cambiare lo status quo, a questa minaccia, l’ecosistema appena descritto come reagirebbe?

A Voi la risposta…

thule

"Non sono queste le circostanze che non si partecipano a chi non si vergogna di appartenere ad una certa "Razza". Io non mi vergogno, anzi mi vanto." Domenico Manzione

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