Fa Caldo, Anche, Stanotte.


Faceva caldo quel pomeriggio.
Le trasmissioni si interrupperò all’improvviso.
La consapevolezza del giudice della “trattativa” in corso tra mafia e Stato e la sua lotta incondizionata per opporvisi era volata via. Polverizzata.
Era rimasta solo la consapevolezza di un morto.
Nelle macerie di quell’attentato, già, si intravedeva un domani senza la memoria dei vivi.
Chi non ha paura muore una volta sola.
L’Italia è morta all’infinito.
«Una mattina del 2004 in redazione giunge una telefonata: ci avvisano che sono state trovate delle fotografie che ritraggono un ufficiale in divisa che si allontana dal luogo della strage reggendo la borsa».
La strage è quella che si è consumata il 19 luglio 1992, nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta.
La persona in divisa è il capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli, la borsa è quella contenente l’agenda rossa del magistrato, sulla quale egli annotava minuziosamente appuntamenti e informazioni e che mai fu ritrovata.
Moro, Orlandi, Borsellino e quanti altri ancora omicidi e rapimenti di “stato”?
Fa caldo, anche, stanotte.
Ma prima o poi un vento si alzerà.


Anno: 09/12/2010 | Pagine: 363 | € 16,5 | ISBN: 9788874246632