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	<title>Ottavo Piano</title>
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		<title>Confesso, mi piace giocare.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 14:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cromo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, come ormai mi capita da tanto tempo, mi son tenuta aggiornata nelle mie brevi pause caffè-sigaretta sui social network e dal piccolissimo monitor del mio cellulare. Neanche ieri notte ho avuto il tempo di leggere correttamente quello che era accaduto in giornata e così sono andata a rimorchio: nessun Tg, nessun giornale, manco l’ANSA. Mi sono lasciata trasportare dai top tweet e dalle news che i miei contatti pubblicavano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, come ormai mi capita da tanto tempo, mi son tenuta aggiornata nelle mie brevi pause caffè-sigaretta sui social network e dal piccolissimo monitor del mio cellulare. Neanche ieri notte ho avuto il tempo di leggere correttamente quello che era accaduto in giornata e così sono andata a rimorchio: nessun Tg, nessun giornale, manco l’ANSA. Mi sono lasciata trasportare dai top tweet e dalle news che i miei contatti pubblicavano sui social.</p>
<p>Ho saputo di Marini così.<br />
Mi giungevano le onde indignate e, pigramente, mi ci sono tuffata e mi son lasciata trasportare a peso morto in superficie. Liberamente, senza riflessione, senza pensare un attimo a metterci la minima energia per contrastarle.<br />
Stamattina ho continuato a mettere ancora da parte il pensiero consapevole e vi devo dire che mi sono divertita in questo ruolo.</p>
<p>Rodotà mi sta un sacco simpatico ed in passato gli ho pure scritto per avere risposte su quesiti legati alla privacy. L’ho intravisto in TV qualche volta. A me sembra un uomo gentilissimo, molto educato, sicuramente un esperto in materie giuridiche e mi ispira affidabilità. Poi, elemento più importante, non sopporta Berlusconi.<br />
Perché non sostenerlo?</p>
<p>Marini, invece, un bell’uomo, lo abbino alla CISL e mi viene il sangue in testa per via degli accordi separati e per la posizione che questo sindacato ha assunto nei confronti della vertenza FIAT. Lo so, lui è stato segretario generale tanti anni fa ma, che ci volete fare, sono fatta così, tengo i preconcetti.</p>
<p>E’ naturale quindi che, nella mia limitata conoscenza di questi due soggetti, io debba protendere per appoggiare l’uomo che empaticamente sento più vicino e che mi dona un senso di tranquillità e che non proteggerebbe mai il mio acerrimo nemico, quello a cui piacciono le bambine e che controlla le tv.</p>
<p>Sono andata avanti per qualche ora a giocare finché non è giunto il solito senso di colpa e ho ricominciato a diventare seria.</p>
<p>Mi sono andata a cercare la Costituzione e a rileggere il Titolo II, il Presidente della Repubblica, giusto per rinfrescarmi la memoria e subito, come un lampo, il comma 1 dell’art. 87 mi ha riportato con i piedi per terra: <strong>Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l&#8217;unità nazionale.</strong><br />
Mi è bastato solo questo per presumere che stavamo sbagliando collettivamente.<br />
Unità nazionale …. Muble muble muble<br />
<strong>Cioè, egli deve rappresentare tutti? Anche i miei nemici?</strong><br />
Ohibò, che cattiva notizia!<br />
Non dico che tutto il resto della rete raggiunge il mio livello di ignoranza o, per essere più gentile, il mio basso livello di conoscenza, ma nessuno ha mai chiesto che prima di esprimere la propria opinione, si dimostrasse il livello di competenza in merito? Non credo, ognuno di noi parla, dice, grida perché oggi va di moda la partecipazione.<br />
Ed ognuno di noi partecipa a modo suo, tanto abbiamo la bocca per parlare e le dita per digitare e chissenefrega se esprimiamo inesattezze. Basta che ci siamo, basta che gli amici sharino e amino le nostre trovate che per molti finiscono per rappresentare la verità.<br />
Quanto caos. Ma a chi serve il caos?<br />
Io non lo so.<br />
Però so che Marini sta in un partito che ha vinto le elezioni e che, in un momento di stallo come questo, non ha ceduto dando la possibilità all’opposta fazione di scegliere un candidato presidente di destra.</p>
<p>Forse sembra un’inezia perché in questa finta e falsa onda di indignazione è più facile farsi portare dalle emozioni e dal sentire viscerale, ma il dato di fatto questo è.<br />
Se poi magari qualcuno mi delucida sulle competenze dei due, Marini e Rodotà, mi fa cosa gradita e così imparo anche qualcosa e magari scopro con cognizione di causa, e non solo con la mia pancia, che Rodotà è il Presidente perfetto per la nostra Repubblica andata a rotoli.<br />
E’ importante che chi è ai vertici ascolti la base, i cittadini, il sentire comune, ma è indispensabile, una volta chiamati a dire la nostra, documentarci perché ne va del nostro futuro, del futuro dei nostri figli.</p>
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		<title>Vi racconto la storia del #pianoD</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 10:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cromo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi racconto una bella storia, la storia del piano “D”. L’altra sera ero su twitter e a un certo punto, mentre si twittava su #saggi, esprimendo tutta la nostra arrabbiatura, la nostra indignazione, mi sono trovata catapultata in  #ombresagge a “causa” di   Flavia e immediatamente nel google groupe di #WISTER ed è partito un turbinio incessante, collettivo tutto femminile per le ore a seguire. Un rimbalzare continuo tra ggroup, tw [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vi racconto una bella storia, la storia del <strong>piano “D”</strong>.</p>
<p>L’altra sera ero su twitter e a un certo punto, mentre si twittava su #saggi, esprimendo tutta la nostra arrabbiatura, la nostra indignazione, mi sono trovata catapultata in  #ombresagge a “causa” di   Flavia e immediatamente nel google groupe di #WISTER ed è partito un turbinio incessante, collettivo tutto femminile per le ore a seguire.</p>
<p>Un rimbalzare continuo tra ggroup, tw e fb aggregando e condividendo. E’ andato avanti anche nella giornata di Pasqua e pasquetta e ancora una volta mi sono rallegrata di essere donna e di essere in rete.</p>
<p>Tante donne sconosciute tra loro, probabilmente con idee politiche differenti e con competenze le più distanti le une dalle altre, tenute assieme da nodi di interconnessione rappresentate dalle persone stesse. Donne unite con un obiettivo in comune e con quella delicatezza che non trovi in altri luoghi; donne intelligenti, preparate, creative e rispettose. Il gruppo elaborava l’idea ma nel frattempo non voleva togliere visibilità alle altre, ad altri soggetti più rappresentativi e nel contempo fremente di scatenare l’ira di dio sulla questione dei saggi di Napolitano.</p>
<p>Nessuna necessità di mediazione, come invece accade quando i protagonismi sono tanti.</p>
<p>Quando è partita la proposta sull’hashtag per lanciare la protesta, sono seguite soltanto decine di mail che quotavano l’una o l’altra proposta e quando si è deciso, nessuna delusione perché la scelta ha lasciato tutte soddisfatte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E’ un modo di lavorare quello delle donne che voi non capirete mai.</strong></p>
<p>Intanto leggetevi l’appello elaborato <strong><a title="QUA" href="http://blog.wired.it/codiceaperto/2013/04/01/dopo-il-piano-b-e-il-piano-c-adesso-serve-il-piano-d.html" target="_blank">qua</a></strong> e SOTTOSCRIVETELO</p>
<p>Ci trovate seguendo <strong>#www</strong> (World Wise Women) <strong>#WISTER</strong> (Women for Intelligent and Smart TERritories) e chiaramente <strong>#PianoD</strong></p>
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		<title>Crimi e solo due occhi chiusi.</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 10:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cromo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è il tempo in cui le azioni, i comportamenti, gli atteggiamenti “normali” assumono il carattere dell’eccezionalità. Stamattina testate giornalistiche riportano l’immagine del capogruppo del Movimento 5 stelle, Crimi, con gli occhi chiusi sullo scranno parlamentare e noi tutti partiamo ad attaccarlo quasi avesse compiuto il peggiore dei mali. Un uomo seduto per tante ore ad ascoltare, a riflettere, ad esercitare un ruolo che fino al mese scorso era un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il tempo in cui le azioni, i comportamenti, gli atteggiamenti “normali” assumono il carattere dell’eccezionalità.<br />
Stamattina testate giornalistiche riportano l’immagine del capogruppo del Movimento 5 stelle, Crimi, con gli occhi chiusi sullo scranno parlamentare e noi tutti partiamo ad attaccarlo quasi avesse compiuto il peggiore dei mali.<br />
Un uomo seduto per tante ore ad ascoltare, a riflettere, ad esercitare un ruolo che fino al mese scorso era un miraggio, un uomo caricato di mille responsabilità dal mandato ricevuto dai suoi elettori che non vuole tradire, un uomo adesso con l’adrenalina alle stelle, sotto stress, che si appoggia due secondi alla spalliera della poltrona, chiude gli occhi forse per rilassarsi, immediatamente diviene oggetto di scherno da parte dell’Italia intera.<br />
Sembra che tutti abbiamo perso l’orientamento tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, tra ciò che è ridicolo e ciò che è normale, umano.</p>
<p><a href="http://www.ottavopiano.it/crimi-e-solo-due-occhi-chiusi/crimi-dorme-in-aula2/" rel="attachment wp-att-7864"><img class="alignnone size-full wp-image-7864" alt="crimi-dorme-in-aula" src="http://www.ottavopiano.it/wp-content/uploads/2013/03/crimi-dorme-in-aula2.jpg" width="586" height="369" /></a></p>
<p>Ho l’impressione di essere circondata e anche io pregnata da una percezione alterata del reale, quasi fossi sotto effetto di qualche sostanza stupefacente.<br />
L’acuto protagonismo, le lenti di ingrandimento, il grande fratello, la morbosa curiosità fine a se stessa, rivoltano l’essenza vitale di ognuno di noi, di tutti.<br />
Mi piacerebbe che tornassimo a guardare con gli occhi della ragione, con gli occhi dei pastori che scrutano il cielo e lo leggono per quello che è, vorrei che cominciassimo daccapo a dire che una favola è una favola e non la verità edulcorata.<br />
Papa Francesco che siede tra i fedeli o che paga il suo conto d’albergo, emoziona il popolo mondiale ma se ci rifletti non ha nulla di eccezionale.</p>
<p><a href="http://www.ottavopiano.it/crimi-e-solo-due-occhi-chiusi/papaalbergo/" rel="attachment wp-att-7866"><img class="alignleft size-full wp-image-7866" alt="papaalbergo" src="http://www.ottavopiano.it/wp-content/uploads/2013/03/papaalbergo.jpg" width="553" height="337" /></a></p>
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<p><a href="http://www.ottavopiano.it/crimi-e-solo-due-occhi-chiusi/papa-siede-dopo-messa/" rel="attachment wp-att-7867"><img class="alignleft size-full wp-image-7867" alt="PAPA siede dopo messa" src="http://www.ottavopiano.it/wp-content/uploads/2013/03/PAPA-siede-dopo-messa.jpg" width="570" height="238" /></a></p>
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<p>Forse per troppo tempo abbiamo vissuto con l’assenza della routine, della quotidianità. Forse per troppo tempo chi occupava ruoli apicali e ben in vista ha dimenticato che era solo un uomo, un uomo come tutti gli altri.</p>
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		<title>Beppe Grillo è già &#8216;Ka$ta&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 16:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi De Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Grillo e Casaleggio hanno 13 giorni per decidere quale forma dare al nuovo 5 Stelle. &#160; Un anno fa studiai il movimento in maniera quasi ossessiva [1] preannunciando le difficoltà che questo avrebbe incontrato una volta entrato in Parlamento. Una volta fatto i conti con l&#8217;azione. Una volta iniziato il confronto reale con i parlamentari delle altre forze politiche. Una volta palesatasi la sua natura. Una natura tanto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ottavopiano.it/beppe-grillo-e-gia-kata/grillo-2-2/" rel="attachment wp-att-7850"><img class="aligncenter size-full wp-image-7850" title="grillo - 2" src="http://www.ottavopiano.it/wp-content/uploads/2013/03/grillo-21.jpg" alt="" width="640" height="254" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grillo e Casaleggio hanno 13 giorni per decidere quale forma dare al nuovo 5 Stelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un anno fa studiai il movimento in maniera quasi ossessiva [<a href="http://www.sondaggibidimedia.com/2012/05/il-movimento-cinque-stelle-e-la-nuova.html" class="broken_link">1</a>] preannunciando le difficoltà che questo avrebbe incontrato una volta entrato in Parlamento. Una volta fatto i conti con l&#8217;azione. Una volta iniziato il confronto reale con i parlamentari delle altre forze politiche. Una volta palesatasi la sua natura. Una natura tanto funzionale al consenso quanto impossibile da gestire con il potere tra le mani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È abbastanza chiaro che Grillo non può continuare ad avere due piedi in una sola scarpa e che dopo questa tornata elettorale crolleranno i suoi tratti più caratterizzanti. Il primo frame positivo del 5 Stelle a perder peso sarà &#8216;non siamo né di destra né di sinistra&#8217;. Perché dare la fiducia &#8211; così come non darla &#8211; sarà una scelta politica che schiererà inevitabilmente il Movimento. E, una volta in parlamento, ogni decisione toglierà quell&#8217;equidistanza costruita con maestria e fatica nel corso di questi anni. Sarà sinonimo di partigianeria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo frame in procinto di crollare è &#8216;uno vale uno&#8217;. Con le ultime decisioni calate dall&#8217;alto, Grillo assume sempre di più il ruolo di padre padrone, con il sentimento negativo che cresce sia tra gli elettori progressisti che auspicano un accordo con il suo movimento, che tra i suoi stessi elettori delusi da una condotta apparentemente incoerente. In questo modo viene meno anche un terzo frame &#8216;siamo la democrazia dal basso&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una cosa è certa: a Grillo non conviene tornare a votare. O perlomeno non ora. Non rappresenterebbe più la novità. Sarebbe &#8216;quello che ha causato le elezioni anticipate&#8217;. Perderebbe moltissimi consensi sul versante sinistro. E, per via della teoria dei vasi comunicanti, ogni voto perso sarà un voto guadagnato dalla coalizione di centrosinistra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Grillo, tra l&#8217;altro, conviene continuare a campare sul frame &#8216;noi giovani, loro zombie&#8217; e sa che questo è possibile solo se i suoi avversari verranno percepiti in quanto tali. Solo se gli avversari saranno ancora Bersani, Monti e Berlusconi. Sa che nel Partito Democratico, morto un Papa se ne fa un altro. E che dopo Bersani ci sarà Renzi e poi un altro ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Casaleggio è assolutamente spiazzato. Si aspettava 5 anni di spietata opposizione e si è ritrovato il Movimento Cinque Stelle primo partito italiano, un Partito Democratico che, contro ogni pronostico, ha detto no a un governo di larghe intese con il Popolo della Libertà e che, soprattutto, ha &#8216;aperto&#8217; al 5 Stelle stesso. Che l&#8217;ha provilegiato quale interlocutore attendibile e politicamente più pronto del Popolo della Libertà (&#8216;M5S meglio del PDL&#8217;). Uno tsunami di responsabilità da assumersi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Casaleggio dovrà sacrificare qualcosa. O l&#8217;ingente presenza dell&#8217;elettorato progressista (se al suo interno si decidesse di non dare la fiducia a Bersani) o l&#8217;ingente presenza dell&#8217;elettorato di estrazione leghista-conservatore-fascista (in questo caso, tuttavia, con gli eventuali buoni risultati dell&#8217;esecutivo, potrebbero comunque ritornare i destri inizialmente delusi). Sa che non potrà più portare avanti una campagna come quella appena terminata. Sono finiti i bonus. Non godrà più dell&#8217;attenzione spasmodica della TV per le sue piazze. Non sarà più qualcosa da scoprire e su cui scommettere, ma un&#8217;esperienza già vissuta. I politici del movimento inizieranno a presenziare in televisione, verranno fuori le divergenze, le prime spaccature, a tratti potrebbero venir meno la credibilità del guru e la solidità e/o la serietà del movimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È finita la pacchia. Il ché non significa che il Movimento tornerà al 5%. Ma vuol dire che da oggi in poi Casaleggio combatterà ad armi pari con gli altri strateghi, il 5 Stelle verrà messo alla prova proprio come tutti gli altri partiti e Grillo subirà lo stesso inflessibile metro di giudizio che gli italiani riservano usualmente ai politici di vecchia data. Hanno la possibilità di non crollare e continuare ad essere determinanti, ma non potranno più ripetere l&#8217;esperienza di favore che hanno vissuto in questi mesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;elettorato che ha abbandonato Italia Bene Comune giusto all&#8217;ultimo giorno di campagna elettorato è già frastornato e i quesiti che che si susseguono sono troppi e ridondanti: &#8216;ma non è che questo Grillo è fascista per davvero?&#8217;, &#8216;posso tornare a votare e cambiare preferenza?&#8217;, &#8216;ma non è che ora vince Berlusconi?&#8217;, &#8216;e se avesse vinto Berlusconi?&#8217;, &#8216;non è che forse ho sbagliato a votarlo?&#8217;, &#8216;ma sulla fiducia ha deciso tutto da solo?&#8217;, &#8216;non è che stiamo sprecando un&#8217;occasione storica?&#8217;, &#8216;per quale oscuro motivo non ha accettato le proposte di Bersani?&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il 5 Stelle è terminata la fase uno. Si passa dalle piazze al Parlamento. Dalle chiacchiere ai fatti. Dalla lettura del disagio alle risposte concrete. Perché non è possibile mettere nel congelatore i problemi degli italiani per aspettare il 51% di una futuribile legislatura. Perché la crisi fa sempre più paura, fa sempre più male e in pochi accetterebbero di tornare ad elezioni anticipate proprio ora che si ha la concreta possibilità di cambiare il Paese, di chiudere con una tragedia lunga vent&#8217;anni e di riformare le istituzioni, la politica e la democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nuova fase del Movimento Cinque Stelle &#8211; come preannunciavo quasi un anno fa &#8211; dovrà fare a meno di almeno un paio di cavalli di battaglia: ambivalenza e ambiguità. Una volta in Parlamento, a seconda delle decisioni assunte nei confronti di Pierluigi Bersani, non sarà più possibile &#8216;stare nel mezzo&#8217;. Un&#8217;eventuale fiducia a un esecutivo di centrosinistra, così come un&#8217;eventuale sfiducia rappresenterebbero la prima grande scelta politica del 5 Stelle. Il primo posizionamento. L&#8217;ingresso nel mondo dei grandi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grillo e Casaleggio dovranno dialogare costruttivamente con centinaia di onorevoli con centinaia di indirizzi politici differenti. Dovranno gestire il Movimento non più nelle piazze o in rete, ma sotto i riflettori del giudizio degli italiani. Con la nuova legislatura si parte tutti sullo stesso piano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio mentre Beppe Grillo sembra già &#8216;Ka$ta&#8217;. Parla di nomine più che di programmi. Di un nuovo Presidente della Repubblica, di un nuovo Premier, di un nuovo Presidente della Camera e di un nuovo Presidente del Senato, partecipa all&#8217;ennesimo toto-ministri. C&#8217;è già dentro fino al collo. E corre il rischio di partire anarchico per finire democristiano. Furia francese, ritirata spagnola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forse non si rende conto di avere per le mani una responsabilità storica e ha, forse, perso lucidità. Grillo deve capire che ha portato il Paese a un crocevia e che ha addirittura la possibilità di indirizzarlo verso una nuova strada. Continua a parlare di Dario Fo, Adriano Celentano, dimezzamento dei parlamentari e dei loro emolumenti, senza capire che ha ormai davanti a sé scenari immaginifici. Può letteralmente costruire il futuro e fare la storia. Ha la possibilità di contribuire da protagonista alla chiusura di un capitolo lungo più di 20 anni. Ha la possibilità di portare a compimento fin da subito la sua prima grande battaglia contro lo &#8216;Psiconano&#8217;. Potrebbe relegarlo ai margini. Contrapporre &#8211; da una posizione di forza &#8211; nuove politiche contro la tanto odiata austerity. Ha la possibilità di rendere più forte l&#8217;Italia in Europa contro le ricette della Merkel. E, cosa di non poco conto, ha nelle mani la carta per aprire una nuova stagione di governo, affiancando le forze di centrosinistra nelle legislature a venire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che è successo l&#8217;altroieri è storia. È il nuovo 1994. Italia Bene Comune la possibilità di fare quello che fece Berlusconi 20 anni fa: stringere un&#8217;alleanza/patto/desistenza/etc. con le forze che più rappresentano il disagio degli italiani (nel 1994 i grillini erano Alleanza Nazionale e Lega Nord). La realtà ha assunto una nuova forma e ci si deve adattare ad essa. L&#8217;altroieri è scomparsa l&#8217;estrema destra, l&#8217;estrema sinistra e sono scomparsi i cristiano-democratici. Si apre una fase completamente nuova con Berlusconi che ha ormai 77 anni e Grillo che fa da ago della bilancia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quell&#8217;ago deve pendere verso sinistra.</p>
<p>A qualunque costo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>«Perciò, se non stringi alleanze e non rafforzi il tuo dominio, ma ti accontenti di allargare la tua influenza personale minacciando i nemici, il tuo Stato e la tua città diventeranno vulnerabili.» </em></p>
<p><em>Sun Tzu &#8211; L&#8217;arte della guerra (Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法) &#8211; Sec. V A.C.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Luigi De Michele</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CHI TORNA CONTA!</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 08:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thule</dc:creator>
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		<description><![CDATA[‎&#8221;Avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile&#8221;. David Foster Wallace, Forza, Simba, 2000 Qualche Informazione Utile: Per chi viaggia in nave: le società di navigazione Compagnia Italiana di Navigazione e Compagnia delle Isole [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>‎&#8221;Avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile&#8221;.<br />
David Foster Wallace, Forza, Simba, 2000</p>
<p>Qualche Informazione Utile:<br />
Per chi viaggia in nave: le società di navigazione Compagnia Italiana di Navigazione e Compagnia delle Isole applicheranno, nell&#8217;ambito del territorio nazionale, una riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria per gli elettori che dovranno raggiungere (dall&#8217;Italia o dall&#8217;estero) il comune nelle cui liste elettorali sono iscritti.</p>
<p>Per chi viaggia in aereo: Alitalia e Blue Panorama hanno previsto il rimborso del biglietto fino a 40 euro a elettore per i voli effettuati sul territorio nazionale dal 17 febbraio al 4 marzo 2013. Alitalia ha inoltre previsto delle tariffe agevolate per i giovani fino ai 26 anni non compiuti che si trovano all&#8217;estero per motivi di studio. Per loro, in caso di viaggi tra il 18 e il 28 febbraio, sono previste tariffe speciali a partire da 49 euro solo andata o 99 euro andata e ritorno sui voli internazionali in partenza da diverse città europee. Per usufruire dell&#8217;agevolazione è necessario chiamare il Customer Center Alitalia (dall&#8217;estero +39 0665649; dall&#8217;Italia 892010) oppure recarsi in un&#8217;agenzia di viaggio autorizzata, esibendo questi documenti:<br />
documento di identità;<br />
documento/tessera elettorale;<br />
timbratura tessera elettorale che attesti l’avvenuta votazione, per il viaggio di ritorno.<a href="http://www.ottavopiano.it/chi-torna-conta/tornaconta/" rel="attachment wp-att-7837"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7837" title="tornaconta" src="http://www.ottavopiano.it/wp-content/uploads/2013/02/tornaconta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Ciao compagno</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 18:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cromo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno or ora da una funzione “religiosa” per dare l’estremo saluto a un compagno che, per correttezza verso di lui, non chiamerò per nome ma ricorrerò a sostantivi a lui adatti. Esperienza surreale. Mi hanno avvisata che l’avremo salutato in chiesa e quando l’ho saputo sono rimasta allibita conoscendo bene quanto  “l’anima” fosse lontana da quel luogo avendo manifestato apertamente d’esser ateo convinto. Ma quando muori altri decidono per te, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Torno or ora da una funzione “religiosa” per dare l’estremo saluto a un compagno che, per correttezza verso di lui, non chiamerò per nome ma ricorrerò a sostantivi a lui adatti.</p>
<p>Esperienza surreale. Mi hanno avvisata che l’avremo salutato in chiesa e quando l’ho saputo sono rimasta allibita conoscendo bene quanto  “l’anima” fosse lontana da quel luogo avendo manifestato apertamente d’esser ateo convinto.</p>
<p>Ma quando muori altri decidono per te, a meno che tu non abbia abbastanza soldi per depositare le tue volontà da un notaio e “gioia” soldi non ne aveva proprio, era povero (solo di danari).</p>
<p>Quando ricco o abbiente non sei, tocca che t’adatti anche da morto e rimani costretto a subire proprio ciò che in vita mai, e dico mai, avresti accettato.</p>
<p>Inizia la funzione e scopri subito che, danno alla beffa, ti è toccato il prete balbuziente e l’organista-corista stonata e tutto comincia a diventare davvero ridicolo. Si aggiunge il fatto che la platea non pare avvezza ai riti e rimane seduta tanto da costringere in seguito il tartaglione a dirigere le alzate e le sedute.</p>
<p>Un’accozzaglia di gente che sta là unicamente per salutarti solo perché, per povertà, non c’è un altro posto decente per farlo. I parenti giunti da fuori, precari della vita come te, “profumo”, hanno trovato accoglienza in questa chiesa di periferia con il parrocco mangiaparole e la corista frustrata.</p>
<p>Caro “amico”, mi è sembrata un’ingiustizia ma, a poco poco, ho cominciato a sorridere pensando a cosa avresti detto e fatto e subito mi son tornate in mente le tue vignette e son diventata blasfema pure io e quando è arrivata la lettura con il passo di Matteo <em>“ Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! “</em> ho raggiunto il top e mi sono immaginata che cosa avresti detto e la vocetta canzonatoria.</p>
<p>Lo so, è irriverente, ma anche obbligare un ateo a subire una messa che non vuole, lo è.</p>
<p>Perché per assurdo che paia, un ateo crede quanto un cristiano e la sua fede, anche se diversa, appartiene a quella degli uomini d’onore e proprio non dovevano fartelo questo affronto.</p>
<p>E sarà che un poco pazza e molto fantasiosa lo sono, ho aspettato un segno e … è arrivato.</p>
<p>Booom</p>
<p>Al momento della comunione, un allarme in lontananza ha coperto il gracchiare della corista che andava scemando di suo perché è saltata l’elettricità.<br />
Combinazione forse ma per me e Cesarina, che ci siamo guardate negli occhi e abbiamo sorriso con tutti i muscoli della faccia, è stato il segnale che la tua fede è uguale alle altre e che eri venuto a ribellarti.</p>
<p>Una, due, tre volte e andata via la luce. E’ tornata dopo che tartaglia t’aveva inflitto l’acqua santa e sembrava un rito esorcista quando si sono riaccese le lampadine. Hanno liberato l’indemoniato, hanno liberato l’indemoniato ….  e invece no, zac, si sono rispenti quei brutti ceri elettrici e tu eri là con noi.</p>
<p>Mi aggrappo forse all’immaginazione perché non riesco a darmi una spiegazione al perché sei dovuto andare via tanto in fretta e tanto ingiustamente. “Compagno”, non è giusta mai la morte e men che meno per te che già avevi tanto patito e mai avevi abbassato la testa, conservando la dignità e mai perdendo i valori in cui credevi. Tiravi avanti con la pensione, nonostante la giovane età, e qualche giornata finchè la salute t’ha accompagnato, senza mai chiedere favori a nessuno.</p>
<p>Disponibile e pronto per tutte le manifestazioni a sfondo sociale, banchetti e raccolte firme, gruppo di acquisto solidale, hanno fatto di te quell’esempio che la politica odierna dovrebbe osservare ed emulare. Impegno senza tornaconto.</p>
<p>Sto qui a scrivere di te e forse sbaglio perché magari saresti voluto andare via, così, in silenzio, garbatamente, senza dare nell’occhio ma meriti quell’attenzione e quel risalto che gli esempi debbono avere.</p>
<p>Fuori ad attenderti tutti i compagni ti hanno salutato come meritavi, con le bandiere rosse ed il pugno al cielo, in silenzio e nel cuore di tutti un’unica frase: <strong>Hasta la Victoira, compagno … siempre.</strong></p>
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		<title>&#8220;Ci piace Batman, ci piace com&#8217;è&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 09:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi De Michele</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottavopiano.it/ci-piace-batman-ci-piace-come/berman/" rel="attachment wp-att-7809"><img class="aligncenter size-full wp-image-7809" title="berman" src="http://www.ottavopiano.it/wp-content/uploads/2013/02/berman.jpg" alt="" width="960" height="548" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La comunicazione politica italiana ha rimosso i suoi ultimi vent&#8217;anni di storia. Ha rotto con il passato più prossimo per scegliere di tornare ai fasti del passato remoto. Quelli del PCI, del PSI e della DC. La DC Comics.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ha cancellato vent&#8217;anni di esperienza pubblicitaria. Li ha cancellati senza aspettare l&#8217;esito della prossima tornata elettorale, la nuova legislatura e i mutamenti che questi comporteranno. Si è fatta strumento per il cambiamento. Prima della naturale quanto inevitabile fine di un pezzo della nostra storia. Quasi a dettare il nuovo modo di far politica. Laddove la forma precede la sostanza e il metodo precede il compito da eseguire. Laddove il contenitore caratterizza le proprietà stesse del contenuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La comunicazione politica del Partito Democratico sta cambiando il modo di fare e intendere la politica in questo Paese e prima di tutto il suo. Come quando abbassiamo il tono della nostra voce per calmare la nostra anima o come quando rafforziamo la nostra postura per pescare autostima nei pozzi più reconditi del nostro Io. Un loop infinito, un otto capovolto di forma e sostanza. Feedback dal feedback.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima vera grande differenza, il primo grande steccato che divide il presente dal passato è riscontrabile nell&#8217;approccio più occidentale, moderno e democratico allo scontro con gli avversari politici.  Nella maggior coscienziosità, consapevolezza e cura del processo di contrapposizione tra ingroup e outgroup, tra buoni e cattivi, tra bene e male, tra blu e rossi, tra &#8216;noi&#8217; e &#8216;loro&#8217;. Un processo che presenta meno rigidità. meno dogmatismo e meno faziosità. Una comunicazione che aiuta la politica e i cittadini a prendersi meno sul serio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La comunicazione memetica del Partito Democratico ha ringiovanito e migliorato l&#8217;intera comunicazione politica italiana. Ha rotto con vent&#8217;anni di offerte &#8216;prendi 3, paghi 2&#8242;. Ha letteralmente dettato la linea comunicativa e strategica a tutte le altre forze politiche. L&#8217;ha resa più a misura d&#8217;uomo, più sana, meno apocalittica, meno ideologica, meno seriosa e meno ingannevole. Ha trattato con cura i sensi dell&#8217;elettorato, le sue emozioni, la sua memoria e le sue aspettative. Ha evitato la sesta aspra contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini, passando dalla berlusconiana e dicotomica divisione floreale tra rosa rossa (il male) e rosa bianca (il bene) ad un uso più felpato, raffinato e assai più ricercato della contrapposizione. Un uso meno demagogico e meno populista. Un uso meno schizofrenico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa nuova campagna memetica, pertanto, ha il merito di esaltare le capacità, il valore, le idee e le caratteristiche peculiari di Batman/Bersani senza per questo divinizzare il protagonista e demonizzare gli antagonisti. &#8216;Concede&#8217; loro umanità attraverso l&#8217;uso della sottile ironia e dignità attraverso le caricature impeccabili. In un mix di supereroi, politica, sarcasmo, programmi e promesse elettorali che colpiscono nel segno con un frame potentissimo: &#8216;Bersani è l&#8217;unico candidato premier credibile e affidabile&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo al &#8216;buoni contro cattivi&#8217; senza la necessità di scomodare la divina provvidenza. Senza dover delegittimare nel profondo gli avversari. Senza doverli chiamare nemici. Senza demonizzarli. Siamo in presenza di una nuova egemonia anche nel campo della comunicazione. La stessa comunicazione orfana per troppo tempo del suo versante sinistro. Un versante sinistro che completa, finalmente, l&#8217;offerta nostrana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quelli che &#8216;la comunicazione è roba da pubblicitari&#8217;. Quelli che &#8216;la comunicazione serve solo a vendere sogni irrealizzabili&#8217;. Quelli che &#8216;ti corrompe l&#8217;anima&#8217;. Quelli che &#8216;voglio dire le cose come stanno senza prendere in giro la gente&#8217;. Che &#8216;non è cosa di sinistra&#8217;. Che &#8216;è tutta finzione&#8217;. Che &#8216;priva la politica della sua naturalezza&#8217;. Beh, quelli che non scendevano a compromessi sono diventati egemoni anche in questo. Quando si sa cosa dire, si deve sapere come dirlo. Perché la verità non persuade da sé. E una bugia ben raccontata apre ancora molti cuori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Luigi De Michele</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Paura</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 17:39:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Ti rendi conto, ad un certo punto, che la paura domina tutto. Domina i valori con cui sei cresciuto, i criteri che fino ad oggi hanno battuto il tuo sentiero di vita. I tuoi sensi si alterano e cominci a mettere in discussione il mondo intero. Leggere sul quotidiano locale che, di sabato sera, tamponano l’auto di un benzinaio sullo stesso tragitto che tu compi ogni giorno, lo minacciano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Ti rendi conto, ad un certo punto, che la paura domina tutto. Domina i valori con cui sei cresciuto, i criteri che fino ad oggi hanno battuto il tuo sentiero di vita. I tuoi sensi si alterano e cominci a mettere in discussione il mondo intero.</p>
<p>Leggere sul quotidiano locale che, di sabato sera, tamponano l’auto di un benzinaio sullo stesso tragitto che tu compi ogni giorno, lo minacciano con un fucile a canne mozze una volta che l’uomo è sceso dal proprio veicolo per controllare il danno e lo rapinano dell’incasso della sua giornata lavorativa, colora la tua percezione di sicurezza di nero pece.</p>
<p>Discutiamo e giustifichiamo ogni santo giorno le azioni dei piccoli delinquenti. Diamo colpa ad un sistema di prevenzione carente o quantomeno inadatto che non si pone mai seriamente il problema di recuperare i ragazzini abbandonati a se stessi quando è il momento di farlo, da bambini, da adolescenti.</p>
<p>Giustifichiamo ad oltranza sapendo che la nostra società è malata, ingiusta. Una società che ancora oggi, in Italia, se nasci figlio di un avvocato, di un medico, di un giornalista, sicuramente i games della tua vita avranno difficoltà più lievi rispetto al figlio del poveraccio, della prostituta, del carcerato, del tossicodipendente che di bonus non ne troveranno mai e tante volte si ritroveranno a ripartire, con sempre meno forza, di fronte ai ripetuti “game over” dovuti agli insuccessi. E ripeteranno all’infinito gli stessi errori perché nessuno mostrerà loro che esiste un altro modo per risolvere i problemi e che esiste davvero un altro stile di vita.</p>
<p>Fai presente ogni giorno a tuo figlio che deve trattare i suoi coetanei, qualsiasi estrazione sociale possiedano, alla stessa maniera.</p>
<p>Rischi di persona, permettendo a tuo figlio di uscire con il figlio della ragazza madre e di un disgraziato che ha avuto la geniale idea di scoparsi due sorelle e di tenere due famiglie. Lo stesso disgraziato che esce ed entra dal carcere e che è esempio di vita per gli altri figli che seguono le sue stesse orme.</p>
<p>Tuo figlio stesso ti dichiara: “Ma’, Pasquale ha problemi seri, è violento quando siamo per strada. Credo sia colpa della sua famiglia”.</p>
<p>Ti intestardisci e gli rispondi che bisogna insegnare, pian piano, a Pasquale che esistono altri modi per sfogare la rabbia, l’aggressività e così lo porti a frequentare, assieme a tuo figlio, le lezioni di rugby.</p>
<p>Intanto ti batte il cuore per la paura perché sai bene che potrebbe essere tuo figlio quello che apprende che esiste anche quell’altro modo per affrontare la vita …</p>
<p>Gli amici cari, gli insegnanti, qualche parente ti fanno presente di aver visto uscire tuo figlio con Pasquale e, quando si riferiscono a lui, riportano il cognome del padre, giusto perché tu capisca e ricordi che razza di madre incosciente tu sia.</p>
<p>Sai di fare la cosa giusta ma, poi arriva sabato sera e quelli con il fucile a canne mozze appena fuori dal paese, così, alle 8 di sera, senza riguardo, spavaldi, ti portano a riflettere davvero se è il caso di voler salvare il mondo mettendo anche a repentaglio il futuro di tuo figlio cercando di salvare quell’amichetto con tante disgrazie non sue.</p>
<p>Parli con le persone a te più vicine, quelle di cui ti fidi, quelle che sono cresciute con i tuoi stessi valori, quelle sempre generose e trovi in loro una paura maggiore della tua. Trovi che hanno cominciato a pensare che siccome lo Stato non le protegge, è arrivato il momento di farsi giustizia da soli. Trovi in loro rancore e non più condivisione: “Gra’, tu insisti con queste storie del divario sociale, che non è colpa loro, ma qua se non ti prendi un’arma e ti difendi da solo, t’ammazzano, ti minacciano, ti rapinano e nessuno fa nulla”.</p>
<p>Ascolti attentamente le parole, il tono, guardi i loro occhi e vedi tutta la paura e ti stupisci. Insisti con le argomentazioni ma comprendi che non otterrai nulla, hanno troppa paura.</p>
<p>E comprendi che davvero non puoi fare molto e che non dipende da te se il mondo va così male.</p>
<p>L’assenza dello Stato comincia da qua.</p>
<p>Da questa percezione di sentirsi sempre in pericolo e dalla certezza della mancanza di protezione e di giustizia. Da questa sensazione di essere da soli a dover affrontare i rischi.</p>
<p>Rifletti ancora e cominci a notare gli impianti di videosorveglianza, le “V” disegnate sulle abitazioni in campagna che stanno a significare la presenza dei vigilanti privati, i furgoni dei trasporti valori, nonché le idee delle persone sull’uso delle armi … e ti chiedi se non sei una incosciente.</p>
<p>Tutti hanno paura e cominci ad averne anche tu e inizi a temere come mai prima e ti senti sola e spaurita.</p>
<p>&#8230; ma è un attimo, solo uno &#8230; e poi torna il  solito &#8220;IO NON HO PAURA!&#8221;</p>
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		<title>Alle prime cento telefonate</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 18:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi De Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un uomo che ha poca credibilità ha solo un modo per riconquistarla: fare e dire cose che siano assolutamente credibili. &#160; Se poi quell&#8217;uomo tenta, in un certo qual modo, di &#8216;sottrarre&#8217; realtà ai destinatari dei propri messaggi e di traghettare gli stessi in un set cinematografico per cercare di persuaderli in modo quantomeno disonesto, quello stesso uomo è destinato a fallire perché non tiene conto del fatto che la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ottavopiano.it/alle-prime-cento-telefonate/berla/" rel="attachment wp-att-7765"><img class="aligncenter size-full wp-image-7765" title="berla" src="http://www.ottavopiano.it/wp-content/uploads/2013/02/berla.jpg" alt="" width="1024" height="739" /></a></p>
<p>Un uomo che ha poca credibilità ha solo un modo per riconquistarla: fare e dire cose che siano assolutamente credibili.</p>
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<p>Se poi quell&#8217;uomo tenta, in un certo qual modo, di &#8216;sottrarre&#8217; realtà ai destinatari dei propri messaggi e di traghettare gli stessi in un set cinematografico per cercare di persuaderli in modo quantomeno disonesto, quello stesso uomo è destinato a fallire perché non tiene conto del fatto che la discrepanza tra realtà vera e realtà virtuale è troppo forte per poter essere mascherata. Quello stesso uomo pregiudica definitivamente la percezione che gli altri hanno di lui. E dalla perdita di credibilità si passa alla derisione.</p>
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<p>Dopo aver posto &#8211; attraverso Angelino Alfano - <a href="http://video.sky.it/news/politica/alfano_il_pdl_votera_compatto_la_fiducia_al_governo/v103063.vid">il giorno del via libera al Governo Monti</a> - <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/871835/Parla-Alfano-S%EC-all-Ici-no-alla-patrimoniale.html">l&#8217;inserimento di una nuova ICI</a> - anziché una patrimoniale &#8211; come condizione vincolante per la prima fiducia, &#8216;quell&#8217;uomo&#8217; è riuscito (a distanza di pochi mesi) nella più grande impresa di disinformazione della storia recente del nostro Paese: rimuovere e negare completamente le proprie responsabilità, promettendo di riparare alle mancanze &#8216;altrui&#8217; (ossia le sue). Una truffa che neanche Totò con la Fontana di Trevi. Il ladro che ti ruba la macchina e te la rivende a metà prezzo.</p>
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<p>Con la &#8216;televendita&#8217; di ieri finisce un&#8217;epopea. Esattamente com&#8217;era cominciata: al 21%. Molto presumibilmente, infatti, &#8216;quell&#8217;uomo&#8217; perderà con lo stesso risultato con cui vinse nel 1994. Segno che, a differenza di 20 anni fa, è solo contro tutti, e non basterà un&#8217;alleanza con la destra più eversiva e reazionaria per poter tornare al Governo. Polarizzerà ulteriormente l&#8217;elettorato. E, se da un lato porterà al voto gli italiani più &#8216;fragili&#8217;, &#8216;interessati&#8217; e con bassa scolarizzazione, dall&#8217;altro &#8216;costringerà&#8217; l&#8217;80% dell&#8217;elettorato italiano che negli anni ha imparato a prendere le dovute distanze dal suo modus operandi, a stringersi attorno alla coalizione che ha maggiori possibilità di sconfiggerlo: Italia Bene Comune.</p>
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<p>Perché oltre all&#8217;amigdala possediamo un ippocampo. Perché se le bugie hanno le gambe corte, quelle più spudorate non le hanno nemmeno. Perché non è possibile colmare, con promesse ancor più grandi, il vuoto di ciò che non si è mantenuto per anni. Perché, dopo che si è governato per così tanto tempo, la colpa non può essere sempre e ancora degli altri. Ora che lo spettacolo deve lasciar spazio alla vita, quella vera. Ora che il portafoglio piange, via il tendone del circo, i problemi restano.</p>
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<p>Più che un colpo di teatro, quella di ieri è una zappa sui piedi. Il classico dell&#8217;uomo che ricade nel suo solito vizietto, che non sa smettere. Che finisce per interiorizzare i costumi dei propri elettori più di quanto questi abbiano effettivamente fatto con lui. Che oramai è vittima di se stesso, di quanto propagandato. Un attore che ha finito per diventare il ruolo che ha interpretato e a cui non rimane altro che il suo personaggio. L&#8217;unica cosa a cui non può più rinunciare. Che lo tiene in vita e al tempo stesso le dona un senso. Narciso sulla riva di un fiume in secca.</p>
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<p>I sogni aiutano a vivere meglio, ma non si può vivere solo di questi. La paura, la rabbia, la delusione, lo smarrimento e la tristezza quotidiana non vanno via telelobotomizzandosi sul divano la sera prima di andare a dormire. Perché il malessere è al tempo stesso diffuso e intenso. Ci abbandonano 1000 imprese al giorno. Il tessuto industriale è pressoché compromesso. I grandi marchi che hanno pompato l&#8217;export italiano nei decenni passati sono scomparsi dopo aver primeggiato per anni in Europa e nel Mondo. La disoccupazione sale costantemente e il lavoro che c&#8217;è è precario e sottopagato. L&#8217;1% della popolazione si è arricchita ulteriormente e gode di immensi privilegi, mentre almeno 8 milioni di italiani sprofondano sotto la soglia di povertà. Assistiamo increduli allo stridente divario tra un finto sorriso non accompagnato dai muscoli oculari e le cavità oculari  piene di vere lacrime.</p>
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<p>I riflettori vanno spostati da &#8216;quell&#8217;uomo&#8217; alle condizioni degli italiani. Ne hanno bisogno. Mai prima d&#8217;ora se n&#8217;era sentita una tale necessità. E, nonostante le divisioni in fazioni, ognuna con una ricetta differente, si aspetta la fine un&#8217;epoca. L&#8217;incantatore di serpenti, il re delle televendite, l&#8217;imbonitore, ha smesso di funzionare. Il prestigiatore ha dato tutto quello che poteva. Della serie &#8216;puoi non aver ancora scoperto il trucco, ma sai di per certo che c&#8217;è&#8217;.</p>
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<p>Si cresce, e dopo aver scoperto che non esistono né Babbo Natale né il topolino dei denti, finiamo per  scoprire &#8211; chi prima chi dopo &#8211; che anche il wrestling è tutta scena. Con le dovute eccezioni, s&#8217;intende.</p>
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<p><em>Luigi De Michele</em></p>
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		<title>#memoria e ricordi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 13:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eugenio iorio - jacques bonhomme</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione - Jacu doi pi doi e dinčh incapûsât]]></category>
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		<category><![CDATA[Mind the Gap – Rêver et révéler, c’est a peu près le même mot]]></category>
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		<category><![CDATA[tesi di laurea]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Giuntella]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è la Giornata della Memoria. In occasioni così importanti e cariche di identità e significato preferisco tacere. Il silenzio, per me, è una lingua di pensieri zitti. Non mi piace la retorica degli italiani, fiume di inutili emozioni pubbliche condivise perché bisogna far vedere di parlarne sempre e comunque. Ma, oggi, ho letto il post di Tommaso Giuntella &#8220;#memoria&#8221; e sono rimasto incantato. Tommaso è una delle più belle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è la Giornata della Memoria. In occasioni così importanti e cariche di identità e significato preferisco tacere.<br />
Il silenzio, per me, è una lingua di pensieri zitti.<br />
Non mi piace la retorica degli italiani, fiume di inutili emozioni pubbliche condivise perché bisogna far vedere di parlarne sempre e comunque.<br />
Ma, oggi, ho letto il post di Tommaso Giuntella &#8220;<a href="http://tomgiu.wordpress.com/2013/01/27/memoria/">#memoria</a>&#8221; e sono rimasto incantato. Tommaso è una delle più belle persone, che ho conosciuto ultimamente, una di quelle che la vita ti butta là e a cui ti affezioni perché sembra essere così fuori contesto dalla superficialità e dalla mancanza di spiritualità della società contemporanea.<br />
Sono rimasto incantato immaginando quel cassetto, in cui &#8220;un pezzo di fil spinato, le lettere e gli altri maledetti ricordi&#8221; fanno compagnia al silenzio, ai pensieri e alle immagini sfocate come in un attraversamento di un bosco, di un labirinto in cui ogni certezza viene meno, in cui è assoluta è la solitudine, e chiunque può smarrirsi come un bambino abbandonato ad erranze che lo fanno sfociare nelle fauci abissali dell&#8217;orco di quella memoria di dolore incancellabile che portiamo dentro di noi.<br />
Mi è venuta in mente quella che fu la mia tesi di laurea.<br />
In questi anni mi  sono passate più di un centinaio di tesi di laurea per le mani, eppure non mi è mai venuta in mente la mia.<br />
Oggi si. Ricordo, ancora, quando la discussi, l&#8217;incapacità da parte della commissione di capirne il senso e i suoi confini.<br />
&#8220;Stati modificati del corpo e della coscienza nella reclusione: forme di comunicazione e resistenza vitale&#8221; era il suo titolo.<br />
La reclusione &#8211; che fosse in un campo di reclusione, in un carcere, in un cpt o in qualunque istituzione totale &#8211; sottopone il corpo ad una radicale amputazione relazionale, alla torsione irreversibile di ogni senso e di ogni linguaggio.<br />
Mi sono chiesto come facciano nonostante ciò i reclusi a tenersi in vita, come fanno a vivere giorno dopo giorno.<br />
Una lettera, il fervore della scrittura, i sogni della notte e quello ad occhi aperti, un interesse in cui perdersi e ritrovarsi.<br />
O, ancora, un odore, un sapore, una carezza che richiamino la memoria di piacevoli compagnie.<br />
Il recluso cavalca gli ampi territori degli stati modificati,mentre è lì dove i reclusori lo hanno chiuso; è altrove, dove il cuore lo porta. È lì dove il nonno di Tommi, con maniacale cura, sfruttava al massimo le poche severissime righe delle cartoline che scriveva per dirsi, prima di dire, al mondo e al nazifascismo che era vivo.<br />
Una volta un uomo mi ha detto, su un binario di una ferrovia che lo riportava come ogni sera a ripercorrere a ritroso le cancellate di Rebibbia, che &#8220;la libertà è la cosa più importante, e che non bisogna mai dimenticarlo&#8221;.<br />
Per quell&#8217;uomo che aveva creduto nell&#8217;uguaglianza tra gli uomini, nella dottrina più romantica dell&#8217;Ottocento, fu l&#8217;attraversamento del bosco di Bistorto, cammino interiore, torsione di identità, sensi e percezioni riguardanti il mondo e la vita.<br />
Grazie a quell&#8217;uomo scrissi e discussi la mia tesi di laurea, in un anno in cui mi sentivo, in una guerra, poi persa, per la libertà della Rete, schiacciato dall&#8217;istituzione del sistema.<br />
Grazie a quella tesi capii quanto fosse importante gridare al mondo nel silenzio che si è vivi, nonostante il mondo ti sta soffocando.<br />
Grazie a Tommi e a suo nonno, oggi, mi è tornato in mente.</p>
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