Il Kitsch

(La foto è di Pierre et Gilles)

Napoli seduce da lontano con la sua sensualità e, come la scia del profumo di dolci appena sfornati da un forno misterioso e irreperibile, ci fa sognare un mondo di delizie.

Da lontano ci irretisce agendo un immaginario sognato di corpi disponibili, di piaceri godibili, di occasioni facili. Salvo poi a incontrare la delusione di una realtà fatta di limitazioni anche turpi o funeste.

Napoli è il fascino del bandito che ci rapisce e, svelto di mano e con l’occhio di faina, ci travolge in un vortice di sensualità e passione. Salvo poi dover riconoscere il maleodorante olezzo di un corpo non lavato o la violenza ottusa e priva di luce del malandrino.

La nostra illusione di credere che la Bellezza abbia trovato casa a Napoli fa parte di quello stesso cumulo di cianfrusaglie che, come un apprendista stregone, mettiamo in moto appena, pressante e ineludibile, fa capolino dentro di noi il bisogno di pensare che esiste un luogo salvifico, o piu’ semplicemente un luogo.