Il Nodo E Il Chiodo

Dei fatti della vita metafora che, più per me, coglie ragione è quella del nodo e del chiodo.
La gravosità dei problemi che animano gli aspetti della nostra vita, dal lavoro agli affetti, possono ben essere rappresentati da una delle più antiche metafore.
Il nodo, in estinzione, è metafora di ciò che si può sciogliere, di quel che non è stanziale, ma migra, va altrove ed è itinerante. Di quello che libera, e proprio perchè libera svela.
Chiodo è invece la rappresentazione di una stanzialità, della sedentarietà, del vivere in un posto e lì accumulare le proprie cose.
Il chiodo che scaccia altro chiodo non è la soluzione del problema, ma la sostituzione di esso con un altro problema, spesso molto più grave e gravoso.
Il chiodo, se e quando lo si leva, lascia il segno. Il nodo no.
Quando è ora lo si scioglie e tanto basta.
Oggi sono a un bivio, o sciolgo il nodo o pianto un chiodo.
Combatto gesuiti e piduisti allo stesso tempo, mediocrità e ipocrisa, eppure non mi basta più semplicemente la scelta della mia dignità.
Mi sento solo. E quando si è soli, spesso si annodano paure.
Si piantano chiodi che immobilizzano la ragione.
Alla corte di un principe, decidere di sciogliere i nodi è follia, piantare chiodi è invece convenzione.
Alla corte del principe, oggi, io non mi sento un cortigiano, ma un pescatore, il cui mare in tempesta inzuppa i suoi nodi.