Il Silenzio Di Un Bacio Rubato

Delle miserie della vita, lo stigma è senza dubbio la capacità più piena di creare una soglia tra il desiderio e la realtà.
C’è un malessere della normalità la cui prigione è non andare oltre la convenzione, oltre i nomi appiccicati alle cose.
La radio, la televisione, internet hanno svuotato di senso la relazione tra individui, l’hanno fatta sciamare ovunque.
Vivere ed esistere hanno significati diversi, entrambi pervasi da parole inutili, da una quantità folle di immagini e parole.
Sono cambiate le relazioni con il mondo, e tra le persone che lo vivono. La convergenza tecnologica ha aumentato in modo esponenziale contatti e relazioni.
E in tutto questo tanta è la confusione, modalità di espressione esistenziale ma non vitale.
Agiamo come se non potessimo esprimerci, ma in realtà non smettiamo di esprimerci.
“Che c’è? Parla…” è la soglia dell’incomprensibilità.
La dolcezza di non aver nulla da dire, il diritto a non aver nulla da dire: è questa la condizione perchè si formi qualcosa di raro che meriti, per poco che sia, di essere detto.
Non è la confusione che produce asfissia, ma frasi che non hanno il minimo interesse.
Ed è in questo che il silenzio di un bacio rubato è rifugio vitale, dominio assoluto di rarità da nascondere e amare.
Altrove dove vivere ed esistere.