indifferenza

In Ascolto #0

Aspettando l’uscita di mio figlio, origlio davanti alla scuola.

A – Hai saputo di Francesca?

B – No, che le è successo?

A – Lui se ne è andato a vivere con l’amante e lei sta impazzendo.

B – E i ragazzi?

A – Guarda, non so come andrà a finire. Lei sta chiedendo aiuto ovunque perché non credo che lui le passerà qualcosa e lavorando in nero, manco il giudice potrà costringerlo. I ragazzi, credo,  se la passeranno davvero male. Mettici che lei con la testa non ci sta, è andata persino a minacciare di morte la donna dell’ex e si è portata appresso il grande.

Silenzio di due minuti.

B – Ma non è quella che ha avuto la depressione 4 o 5 anni fa?

A – Si, è lei e secondo me ci ricasca e riprenderà ad imbottirsi di psicofarmaci, sempre se non farà qualche fesseria altra…

B – So che siete amiche da diverso tempo, perché non la chiami nel tuo negozio come commessa o come magazziniera, magari riesce a occupare la mente e può mantenere i figli prima che finiscano con i servizi sociali… o peggio ancora …

A – Un problema, sai. E’ venuta già a chiedermi un lavoro, di aiutarla, ma io proprio non posso, le ho risposto che non potevo fare nulla per lei. E comunque non siamo amiche, lo sono solo i nostri figli.