La Deriva Informatica (Conversazione Del 19 Ottobre 2010 Alle Ore 11.39 Su Facebook)

Da tempo evito le immagini ( e quindi la televisione); evito i giornali che, dimentichi del loro basilare dovere di informazione consistente nel “dare la notizia”, propongono esclusivamente pareri e considerazioni sui fatti “stimolati” dai loro padroni.
Quello che mi resta è la Radio. Ho la presunzione, ascoltando una voce, di percepire i sottotesti, di intuire, attraverso i suoni codificati, ciò che lo speaker eventualmente nasconde. Insomma mi sento meno preso per il c……
Ed in più, terminata la trasmissione radiofonica, nel silenzio della mia auto in viaggio per Bari,posso fare il punto della situazione.
Come stamattina, quando, ascoltando, per l’ennesima volta le novità sul caso di Avetrana ho scoperto che nella piazzetta antistante il garage del delitto di Sarah sostano mattina e sera 20 troupe televisive, tanto da dover attivare un gruppo elettrogeno per le loro attività di “informazione”.
Che dal giorno dopo alla confessione dell’omicida si sono alternate, nelle vicinanze della casa circa 10mila curiosi, i più armati di macchinette fotografiche e/o cellulari predisposti all’istantanea.
Che al delitto di Sarah, si è aggiunto, non so quando, l’uccisione, mediante sgozzamento, del gatto di Sabrina( la cugina indiziata).
Un autentico Reality show, mi sono detto, con le regolamentari nomination in cui, a turno, psicologi e criminologi di primo pelo e credo anche ben pagati, affollano trasmissioni e talk show di approfondimento -che da tempo chiamo talk show di affondamento- indicando i loro personali intendimenti, deduzioni e quant’altro.
Poi ci sono gli avvocati.
Mi risulta che molti di essi (per il mio lavoro istituzionale ho notizie certe) si offrono gratuitamente ai loro clienti pur di una semplice “comparsata” televisiva o per una annotazione del loro nome su quotidiani e settimanali.
E, dulcis in fundo, testimoni, personaggi a conoscenza dei fatti, parenti e affini che, previo lauto pagamento gentilmente offerto da testate televisive e giornalistiche, si offrono per l’intervista di turno.
Vi ricordate, pochi anni fa?
Si vedevano molto spesso in TV personaggi coinvolti in vicende di cronaca nera che con decisione e talvolta con mal celata violenza invitavano cameraman e giornalisti a “girare alla larga” quando venivano intercettati per strada o infastiditi.
Solo pochi anni fa.
Oggi, invece, quasi compiacenti, condividono la loro drammatica storia in compagnia delle telecamere che immortalano i loro pianti, le loro confessioni, i loro silenzi.
Irreality show.

ub