La Prospettiva Della Relatività

Vivo nell’emisfero della socializzazione. Per esistere devo postare, loggare, twittare. Sono figlia dello squillo del telefono, del tintinnio del Google Notifier, dell’avviso di termine download. Sembra che il futuro sia nel web e da brava “bambina” ogni giorno mi proietto in questa realtà fatta di siti internet, social network, blog, giornali online. Se mi si impanna il modem mi incazzo come una iena. “Sono fuori dal mondo” penso, senza rendermi conto che ho pienamente ragione, però  per ben altri motivi.

Rapita dal cinguettio del Twitterrific non faccio più caso ad altri tipi di richiami e quando sul Corriere della Sera, rigorosamente online, leggo di Rachom P’ngieng, non posso fare a meno di pensare a “Il richiamo della foresta” il romanzo di Jack London che mi ha fatto appassionare alla lettura. E’ strano, all’improvviso riesco a sentire il profumo di libro usato, il fruscio della carta, mi rivedo appannare la finestra infreddolita dal vento che mi accarezza il collo. Alzo gli occhi dallo schermo, la luce del sole quasi mi acceca, ed in quel momento comprendo perfettamente la scelta di Rachom, imprigionata in una vita che non le appartiene.

Perché accontentarsi di ombre illusorie quando si è potuto osservare da vicino la bellezza della realtà?

Rachom ha semplicemente deciso di uscire dalla caverna. Platone ne sarebbe contento.