L’ultimo Capriccio Di Un Pensiero #1


In memoria di Antonio B.

A volte bisogna esorcizzare i presagi, diversi sguardi a un futuro non più pensato in mano a noi.
Le paure trasformano la vita in una scolorita fotografia in bianco e nero.
Io fui, in fondo, maledetto da te, Antonio B.
Mi dicesti che a quarantanni sarei rimasto fottuto dalla vita, fottutissimamente depresso.
Mi sono esercitato nelle mie solitudini più spinte perché ciò non avvenisse.
Ma era solo il tuo modo di rimanere nella mia mente, pensiero eterno di un qualcosa che solo io posso provocare.
Forse rancore di una sfida perduta a veder più lucciole nelle prime calde notti di primavera.
Non sarai una profezia che si auto avvera, sarai per questo celebrato in un tempo che non permette più oblio.
E perché tu proprio dell’oblio provavi terrore, sarò sacerdote della tua rinascita.

L’ultimo capriccio di un pensiero #1
Brown passava il pomeriggio a pensare.
Il mattino era solo un autentico
saltare tra altari maestosi
cosparsi di languido sorriso.
Salutava i compagni veri,
solo di sera quando il dolore
mattutino, come per incanto si
era trasformato in luna piena.
Compagna di notti fredde e paurose,
taglienti e sinuose,
la guardava con rispetto, autentico rispetto.
II suo orgoglio lo
aveva mostrato mascherato
nel suo vero carnevale, mostrando
ogni giorno le vere paranoie
del normale.

L. N. per Antonio B.