Poco Prima Dell’alba A Luci Spente

Mi guardi da lontano.
Il tuo profilo tagliato di netto dalle ombre che ti porti addosso.
Il tuo viso segnato dalla paura dell’addio.

Da questa parte della stanza ci sono io e ti guardo.
Il mio viso tagliato dall’ansia di averti persa.
Il mio profilo segnato dai solchi profondi delle mie rughe stanche.

Volevo solo che fossi mia.

Nella stanza buia le immagini confuse di un film in bianco e nero rotolano fuori da una TV di quarta mano. Tutto molto ordinario.
Anche ora che te ne stai lì, distesa in quella macchia scura con gli occhi fissi, non posso fare altro che desiderarti.

È il desiderio che ci rende deboli, che ci fa agire d’impulso.
Questo insano senso d’incompletezza.
Questo serpente bugiardo.
È tutto così chiaro ora, netto e pulito proprio come le tue iridi.

Nella mia testa le tue parole erano terremoti e valanghe.
Un tuo “
no” era tempesta, un “lasciami andare” un incendio.
Ed è nel fuoco che brucerò insieme alla mia colpa.

Volevo solo che fossi mia.

Perché ero niente ogni volta che non mi guardavi.
Ed ora che finalmente ti ho presa, che sono riuscito a fermarti in un fotogramma, ora che le tue parole non possono più ferirmi, che i lineamenti del tuo volto non possono più tradire il disprezzo né le tue mani tenermi a distanza, mi accorgo che nemmeno così sono riuscito a trattenerti.

È tutto così chiaro ora, scandito e lineare.

Te ne stai lì. Immobile.
Il calore del tuo corpo evapora insieme alla mia follia.
Da una TV di quarta mano lasciata accesa in una stanza buia rotolano fuori le ultime immagini di un film in bianco e nero che abbiamo visto quando tu ancora sorridevi alle mie carezze.

Ora sei carne morta e niente più.
Nei tuoi occhi opachi non c’è più luce perché possano riflettermi.

Se non ho potuto vivere del tuo calore mi accontenterò di raffreddarmi con te.
Senza nessun clamore ce ne andiamo via leggeri e fuori di qui inizia a disfarsi tutto come fosse la fine del mondo, come una catastrofe silenziosa che si consuma solo per noi due.

Ora che sono accanto a te e che le forze mi abbandonano, ora che i miei pensieri si fanno lievi e le palpebre pesanti, tutto ciò che posso fare è pronunciare il tuo nome come fosse una preghiera.

Come fosse l’unica parola che possa salvarmi l’anima.