Questo Cerotto È Tattico

“Il Premier è stanco!” – confessa costernata e quasi in lacrime la ragazza-deputato del Pdl davanti alle telecamere. Il simbolo vivente del Partito dell’Amore, il miglior Primo Ministro di questi poco festeggiati 150 anni di storia unitaria, il capo cerimoniere del Bunga Bunga nazionale, l’inossidabile imprenditore sceso in campo e che trasforma i terremoti in campagne elettorali, il giovanotto del predellino? Sì, proprio lui: è stanco!

“Seregna, Zilvio ‘gna fa!” – avrebbe detto il buon Guzzanti-Funari dei tempi andati.

E come dare torto al Cavaliere: processi che spuntano come funghi, “… un uso criminoso della televisione pubblica…”, magistratura bolscevichizzata, impiegati all’anagrafe ostruzionisti e politicizzati, guardoni telefonici, duomi volanti, wikileaks, futuristi che gufano, dittatori magrebini insoddisfatti che lo minacciano dai bunker nonostante i baciamano… Ora ci mancava pure il disastro nipponico per mandare all’aria il progetto faraonico del nucleare italico! Cantava anni fa Edoardo Bennato nel Rock di Capitan Uncino: “… io mi sacrifico per voi / e questo è il vostro ringraziamento?” Basta… E’ una vitaccia: gli consentiremo almeno un paio d’occhiaie a questo pover’uomo… Cribbio!

“E no! Le occhiaie non bastano…” – tuonano i curatori d’immagine stipendiati dal Premier per fare colpo sul popolino. “Qui ci vuole un CEROTTO TATTICO!”

Se culo flaccido deve essere, culo flaccido sia! Fino in fondo… Spostare l’attenzione elettorale dalla fascia bungo-goliardica e viagro-ringalluzzita verso quella cattolico-pensionistica e stigmatizzata: il sacrificio per il paese che si fa cerotto. Il simbolo della crocifissione sostituito da un richiamo oggettivo e sanitario: “Sofferenti d’Italia, vedete, sono come voi! Cateterizzati di tutto il mondo flagellato e libero, sostenetemi!”