Il Senso Del Non Senso Credo Non Abbia Senso

No, non era neanche quella la strada giusta. Mi ero davvero perso. Il problema è che sembravano tutti uguali quei viottoli. E fu proprio vagando in quel labirinto di cervello che incontrai un nano alto tre metri. Sì, era proprio un nano ma era alto tre metri! Allora, fermai la mia barchetta a vela: nuova nuova, quasi vecchia, 4 ruote motrici. Allungò il collo verso di me e chiese: “Scusi, per Rovigo?” Ed io risposi, col tono di chi è convinto ed annoiato dell’ovvietà del suo dire, che, almeno per il momento, non esisteva alcun nesso tra la circonferenza di un cactus e il carro armato di Napoleone ma che mi sarei sforzato di trovarne uno! Mi guardò basito, fece spallucce e andò via.

Poi sentii un mormorio provenire dall’alto. Erano due nuvole. Le ascoltai con attenzione. Una diceva all’altra: “cerbiatto, cerbiatto!” E allora l’altra, inorridita, stizzita e presa dal panico, si suicidò con i chiodi! Orrore! Sgomento ripresi la mia strada.

Questa vela tira troppo a destra, pensai. In effetti, mi sono chiesto mille volte come mai ho così voglia di girare a sinistra. E allora giriamo a sinistra, mi dico! E cosa vidi? Proprio lui, il cactus! “Non posso misurare la tua circonferenza ora, – gli urlai – sei troppo spinoso!” Si offese. E io allora mi chiesi: ma i coccodrilli che appartengono allo stato di diritto laveranno il bucato a secco? Bah! Quì c’è qualche quadra che non cosa!

Finalmente, un senso di soddisfazione mi pervase. Parcheggiai la mia barchetta a vela sotto casa di Nino d’Angelo che mi salutò cameratescamente dal balcone ed uscii da quel cervello ormai in fumo. Andai via, pensieroso, con la coda attorcigliata ad una zampa.

Egitto. Gomma.

Sveglio!