Scusi, Che Ce L’ha Un Misto Di Ricordi?

L’insieme è più della somma delle sue parti.

Da un po’ di tempo credo nel valore gestaltiano della memoria. Decido di non soffermarmi su ogni singolo episodio. Prendo i miei ricordi e li mescolo ben benino. Preparo una macedonia di pensieri, gusti, odori, rumori, dolori e decido di assaggiarli tutti insieme, confondendo i sapori. Dopo un’esistenza trascorsa ad osservare i dettagli ho scelto di soffermarmi sulla totalità, perché è lì che regna la vera complessità, ne sono quasi convinta. Nella complessità, a volte, si riescono a scovare le cose semplici, quelle che ci catturano, che cullano lo spirito, che ci attraggono, che lasciano quel piacevole senso di soddisfazione. E’ un po’ come osservare la copertina di un libro. Tu la guardi e non ti accorgi dei tanti piccoli elementi che compongo l’immagine. Eppure, è  proprio quell’immagine nella sua totalità a spingerti a raccogliere il libro dallo scaffale per avvicinarti alla cassa e pagare, o a lasciarlo lì, in attesa del prossimo lettore.

Osservo questa foto scattata precisamente un anno fa a Madrid. Se la scomponessi in tante piccole parti riuscirei solo a cogliere la banalità di ogni singolo elemento; ma se la guardo nell’insieme, riesco quasi a percepire il vento che mi ha attraversato i capelli nel momento in cui l’ho scattata.

E’ l’insieme che riesce a fare la differenza, nel bene e nel male.

Oggi mi fermo al bancone della Vita: “Scusi signora, che ce l’ha un misto di ricordi?”. Mi sorride beffarda, ma stavolta decido di non ricambiare. La osservo rapita, e penso che sono proprio i sapori più amari ad equilibrare il disgusto che potrebbe derivare da un’eccessiva dolcezza.