Anonymous Joins #occupywallstreet

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See also signs of support for S17 on Anonymous’s Twitter and websites.

Meanwhile S17 is surging ahead internationally. Simultaneous occupations of financial districts are now being planned in New York CityMadridMilanLondonParis and San Francisco. With a bit of luck, this list of participating cities will expand.

If we can pull together just the right mix of nonviolence, tenacity and strategic smarts, S17 could be the beginning of the global revolution we’ve all been dreaming about for so long … wouldn’t that be lovely.

for the wild,

Culture Jammers HQ

occupywallstreet.org // occupywallst.org // Reddit // Facebook

Il Ritorno Del Cyber-Hacktivismo. Gli Albori Di Zion.


Negli ultimi dieci anni, schiacciata dalle mitologie sulla rete [1] imposte dai blogger di regime, la combinazione di attivismo e hacking è stata resa tiepida, quasi un riformismo legato posticcio e appiccicaticcio che ha nascosto la vera fattezza di Internet, ossia reti meramente commerciali e totalmente sotto controllo.
Ma, oggi, qualcosa sta cambiando. 
Il cyber-hacktivismo scuote le membra di una nuova forza globale emergente.
Gli ultimi attacchi di Anonymous – all’azienda di trasporti Bay Area Rapid Transit (BART) colpevole di aver bloccato le connessioni cellulari delle sue stazioni scelte come meta di una manifestazione pacifica – dimostrano che stiamo vivendo una politicizzazione dei gruppi hacker non solo in una filosofia esplicitamente anti-anziendale e anti logiche di mercato, ma anche di opposizione al presente imposto dal Nuovo Ordine mondiale.
Se il Denial of Service – netstrike nella sua forma italiana legale e partecipata – è stato il principale strumento della disobbedienza civile elettronica, oggi, non basta più interrompere un servizio e rivedicarne l’atto, ma bisogna assicurare strategia e tattica dalle retrovie – utilizzando tutti gli strumenti della digital guerriglia – all’obiettivo di essere  sabbia negli ingranaggi del potere.
Come un richiamo tribale a lavorare per rafforzare la sicurezza dei manifestanti nel mondo reale di tutti i giorni, i nuovi gruppi di cyber-hactivismo ritornano ad emergere cone isole nella Rete, zone autonomee temporanee di resistenza all’esistente politico di miseria e oppressione.
Servizi come Twitter, Facebook, Msn e gli operatori di rete SMS sono ormai strumenti di controllo nelle mani dei Governi che li utilizzano come ‘prove’ per risalire e arrestare i manifestanti.
Ma la conoscoscenza non tollera il dominio.
Nuovi sistemi di comunicazione nascono, per comunicare in modo sicuro e organizzare l’attivismo non solo virtuale ma soprattutto reale, fornendo strumento come auto-messaggi che si distruggono in ricezione, archivi per i propri messaggi memorizzati su hardisk fantasmi, e altri strumenti anti controllo e anti monitoraggio.
Tutto questo è Wire, piattaforma ancora in stato alpha.
L’attacco a Facebook del prossimo 5 novembre se risulterà vero sarà la chiamata mondiale a una nuova Resistenza.
Il Cyber-hacktivismo sta diventando una forza combattente.
Zion è agli albori.

[1]
Mitologia I: la rete non può essere controllata.
Mitologia II: La trasparenza è sempre buona.
Mitologia III: Lo sciame è sempre intelligente.

Carlo Formenti, Cybersoviet “Utopie postdemocratiche e nuovi media”, 2008, Raffaele Cortina Editore