Bistecca Di Torero! Grazie!

Eh… vita da cani! Pensavo fosse complicata… in fondo sono un cane, chi più di me può saperlo! Invece no, è molto più complicata quella dei tori, soprattutto se vivono in Spagna.

A spiegarmelo in una mail è stata la mia amica Kaomi che da un mese vive a Salamanca , “una bomboniera di città che in questi giorni è in festa“. Me la descrive così, ed io leggendo le sue parole provo ad immaginare i chioschetti allestiti dai bar del centro e la gente alticcia che inonda le strade dal pomeriggio fino a tarda notte. Provo ad annusare una fetta di pane con lomo, mi prende un languorino, ma poi ripenso al toro e alla descrizione di uno degli spettacoli più inutili inventati dall’uomo e la fame mi passa del tutto….

“Caro Charlie, oggi sono stata alla corrida… Spettacolo deprimente, ingiusto e fondamentalmente crudele. Sarà un aspetto della cultura spagnola che a noi sfugge ma vorrei tanto riuscire a capire qual è il contenuto culturale di uno spettacolo come questo. Non ci sono riuscita, vorrei che fosse chiaro dall’inizio, nonostante qualcuno potrebbe pensare ad una sola ragione: “le tradizioni di un popolo”. Bah… Ero molto curiosa ed anche emozionata, tesa. Tra tutta quella gente, a un certo punto, temevo mi mancasse l’aria. La Plaza de Toros era gremita. Io ero nel mezzo, abbastanza vicina da vedere i culi dei toreri che meritano un 10 e lode! L’atmosfera è suggestiva: c’è la banda che suona e i vestiti dei toreri sembrano abiti di scena. I tori sono degli esemplari davvero belli: grandissimi, in media pesano più di 500 kg, e quelli neri hanno il pelo lucente che sembra quasi un mantello di seta. Li allevano al meglio per farli combattere, anzi, mi correggo, per farli morire. A dare il via allo spettacolo è una sfilata d’ingresso: si susseguono i cavalli e i picadores, i tre toreri e i banderilleros. Restano a bordo pista il torero che deve “torear” e i banderilleros. A questo punto entra il toro. Esce sparato da una porta e gira, sbattendo, intorno ai bordi dell’arena; il torero, con alcuni movimenti del capote (così si chiama il drappo che ha in mano), provoca le cariche del toro, mentre i  due picadores arrivati a cavallo hanno il compito di infilzare almeno due volte con uno spuntone, situato in cima a una lancia, il muscolo del collo del toro, ferendolo e destabilizzandolo. Il toro inizia a sanguinare e a perdere colpi. Nonostante l’atroce sofferenza continua a lottare. Una crudeltà gratuita che stride con l’eroica voglia di vivere, resistere e lottare del povero animale. Oggi tutti e sei i tori stavano quasi per ribaltare il cavallo del picador. Naturalmente, io ho fatto il tifo per i tori!
Usciti i picadores arrivano i banderilleros che infilzano sul dorso del toro delle lancette (dovrebbero essere sei, ma non sempre ci riescono con tutte) ricoperte di carta crespa colorata, così il toro continua a sanguinare e indebolirsi.
Il torero inizia a fare tutti i volteggiamenti con la muleta, un drappo di colore rosso che ha sostituito il capote utilizzato in precedenza. Un torero bravo è colui che riesce a far fare al toro ciò che vuole, dirigendo i suoi movimenti e, se vuole, inducendolo anche a stare immobile. I tori non vedono il rosso, ma solo in bianco e nero, sono i movimenti del torero a farli reagire.
Il momento peggiore è quello in cui il torero con una spada lunga infilza il toro sul dorso, tra le scapole. Teoricamente, se è bravo, dovrebbe colpirlo al cuore, o al polmone, e così il toro, dopo alcuni istanti di agonia, muore tra gli applausi e l’esultanza (?????) generale. Purtroppo, non è sempre tutto così rapido: a volte la spada non entra in profondità, così il torero, aiutato dai picadores, deve cercare di colpire il toro più volte finchè non riesce ad ucciderlo. Se non riesce con la spada, può usare una spada più piccola e sferrargli il colpo di grazia.
Uno spettacolo crudele e inutile.
Io non ho guardato quando pugnalavano il toro ma la gente lì era impassibile; per loro i tori sono nati per questo, quindi non c’è nulla di ingiusto. Bah… Alla fine ad un torero che era stato molto bravo hanno dato come premio un orecchio del toro e lui ha pensato bene di gettarlo tra la folla… per fortuna lontano da me!”

Chiudo il Pc,  giro su me stesso e mi accoccolo nella mia cuccia sotto il letto di Hanna. Ripenso al toro e a tutta questa inutile sofferenza. Cosa c’è di bello nell’uccidere e nel vedere morire un animale? Appena avvisto un torero lo butto giù dall’ottavo piano… GIURO!

Quì Ottavo Piano – Charlie Brown saluta Kaomi- Passo e chiudo!

Sotto potete ammirare la Splendida Salamanca che “stride” con lo schifo della sua corrida…
[nggallery id=1]

Torero Trafitto Dal Toro: È Vivo Per Miracolo. Che Peccato!

Eh già, un vero peccato: è ancora vivo il torero Julio Aparicio. Il povero toro Opìparo, invece, sarà morto dissanguato in qualche macello ( nonostante sia stato sottoposto alle ipocrite cure dei chirurghi ) dopo aver preso parte ad una “sfida” cui non ha mai chiesto di partecipare. E, in fondo, salvarlo non ha senso e non conviene. Leggendo dell’ennesima corrida spagnola, cui hanno assistito “divertiti” 20mila spettatori nell’arena Las Ventas di Madrid, devo dire che mi fanno schifo tre cose.

La prima: siamo nel 2010 e non si riesce a relegare ai ricordi di un museo questa pratica ludica assurda.

La seconda: esistono migliaia di persone disposte a pagare per assistere ad un “gioco”  impari tra un uomo armato che, barando, uccide un povero animale che in quei momenti, ne sono certo, si chiederà cosà avrà mai fatto di male per venire al mondo.

La terza, ed è la cosa che mi fa più schifo in assoluto, è rendermi conto della goduria stampata sui volti di quelle migliaia di persone che applaudono sedute in quell’arena, felici spettatori della morte di un animale ma preoccupati per l’incolumità del loro torero.

Avrei un desiderio: un’arena da corrida gremita di tori esultanti sugli spalti e, al centro del paseíllo, tre tori “disarmati” contro un uomo. E, anche questa volta, sappiamo già come andrà a finire.