Come Una Fiammella Che Illumina Croke Park

Ho perso l’incipit di questo post. Era perfetto. Si era affacciato sui miei pensieri mentre cantavo a squarciagola “With or Without You” celebrando una notte dublinese di un anno fa, rapita dalla colonna sonora di una vita che non c’è più.

Il tempo di aprire il mio .doc e… puff… sparito!

Di sicuro non era poi così sensazionale, ma il punto non è questo. Il punto è un altro. Il punto è che aveva ragione Joyce nel suo Ulisse: “camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini, ma sempre incontrando noi stessi“.

E’ passato un anno, ho camminato, e mi è sembrato di incontrare ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove e fratelli adulterini, ma in realtà non ho fatto altro che incontrare me stessa.

Oggi la mia vita è diversa, ma io sono sempre io, una delle fiammelle che ha illuminato Croke Park quella sera.

In questa ritrovata consapevolezza mi rendo conto che non ha più senso lasciarmi distogliere dalla suggestione di un ricordo.

Io sono il ricordo.