Vorrei Essere Come Defendor, Sognare Come Defendor, Morire Come Defendor

Stasera ho visto “Defendor”, film canadese che racconta delle gesta di un folle convinto di essere un supereroe.
Vorrei essere come Defendor…  lanciare le sue biglie addosso ai nemici, spruzzare succo di limone per accecare,  liberare le api  che lui tiene in piccoli vasetti di vetro, e colpire con una vecchia mazza ferrata della Grande Guerra, ereditata dal nonno.
Vorrei essere come lui, per romanticamente volare sul crollo delle illusioni e sulla fine della fantasia, imposta dai domini di potere del nostro tempo.

Triste quel popolo che ha bisogno di eroi.
Triste quel popolo che non ha eroi per difendersi da se stesso.
Abbiamo bisogno di nuovi miti, perchè è solo attraverso le narrazioni che l’umanità racconta se stessa e prende coscienza della propria esperienza storica.
Quello che allora ci serve è imparare a mettere in crisi i miti con altri miti, a intervenire nella trama, rompendone l’apparente coerenza o l’immobilismo dell’incanto.
Come un eroe può essere identificato e ricalato nell’agire sociale quotidiano? Come riempire quella “sfera d’azione” (soprattutto etica oggi) con gesti sensati, emblematici, fecondi per la comunità?
Ma dove trovare le basi per per ricostuire l’eroe/eroina?
Con quale lanterna farci luce mentre lo/la cerchiamo?
Defendor è l’eroe che serve al nostro tempo, alla nostra Italia.
Perché Defendor possiamo esserlo tutti, e perché ci rimembra di un mondo in decadenza che per essere salvato ha bisogno prima di tutto di essere guardato con occhi semplici. Per riconoscere i buoni e i cattivi.
Defendor in teoria dovrebbe essere una commedia. Ma non lo è.
L’idea è quella di togliere epicità al genere supereroistico per far vedere il tutto come normale. Anzi, non del tutto normale.
Un disabile che se ne va in giro a fare cadere spacciatori, assassini e papponi, lanciandogli delle biglie addosso.
Ecco perché vorrei essere come Defendor, sognare come Defendor, morire come Defendor.