D2D: #wister – Le Emozioni Di Un Incontro

Da aprile di quest’anno sono entrata a far parte del gruppo femminile WISTER (Women for Intelligent and Smart Territories) che riunisce donne che credono sia possibile fare lobby mettendo al centro l’idea di conquistare spazi nella società civile, lavorativa, politica,  attraverso l’utilizzo consapevole della tecnologia  intesa come strumento di avvio di partecipazione e innovazione.
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#iononcisto Al Decreto Salva Stalker

Non si fa altro che catturare consensi fingendo di voler difendere i più deboli, i minori, le donne.

Ci si riempe la bocca di sdegno, indignazione verso le decine, centinaia di femminicidi.

La TV ci bombarda di racconti di donne stuprate, violate, violentate, perseguitate e sembra farlo ormai solo per fare audience.

Ieri, 29 luglio 2013, il Senato della Repubblica italiano vota il Decreto Legge svuota Carceri e, chissà come, chissà per quale distrazione,  salva anche gli stalker.

Il Decreto prevede che la custodia cautelare vada applicata ai reati la cui pena prevista è superiore a 5 anni e, guarda caso, per il reato di persecuzione, per gli stalker, la pena va da 6 mesi a 4 anni.

Ma guarda un poco ….

Se è colpa del caldo, cari miei, rinfrescatevi le idee perché noi non ci stiamo a farci ammazzare e per giunta a farci prendere più in giro.

#IONONCISTO

pianoD2

Vi Racconto La Storia Del #pianod

Vi racconto una bella storia, la storia del piano “D”.

L’altra sera ero su twitter e a un certo punto, mentre si twittava su #saggi, esprimendo tutta la nostra arrabbiatura, la nostra indignazione, mi sono trovata catapultata in  #ombresagge a “causa” di   Flavia e immediatamente nel google groupe di #WISTER ed è partito un turbinio incessante, collettivo tutto femminile per le ore a seguire.

Un rimbalzare continuo tra ggroup, tw e fb aggregando e condividendo. E’ andato avanti anche nella giornata di Pasqua e pasquetta e ancora una volta mi sono rallegrata di essere donna e di essere in rete.

Tante donne sconosciute tra loro, probabilmente con idee politiche differenti e con competenze le più distanti le une dalle altre, tenute assieme da nodi di interconnessione rappresentate dalle persone stesse. Donne unite con un obiettivo in comune e con quella delicatezza che non trovi in altri luoghi; donne intelligenti, preparate, creative e rispettose. Il gruppo elaborava l’idea ma nel frattempo non voleva togliere visibilità alle altre, ad altri soggetti più rappresentativi e nel contempo fremente di scatenare l’ira di dio sulla questione dei saggi di Napolitano.

Nessuna necessità di mediazione, come invece accade quando i protagonismi sono tanti.

Quando è partita la proposta sull’hashtag per lanciare la protesta, sono seguite soltanto decine di mail che quotavano l’una o l’altra proposta e quando si è deciso, nessuna delusione perché la scelta ha lasciato tutte soddisfatte.

 

E’ un modo di lavorare quello delle donne che voi non capirete mai.

Intanto leggetevi l’appello elaborato qua e SOTTOSCRIVETELO

Ci trovate seguendo #www (World Wise Women) #WISTER (Women for Intelligent and Smart TERritories) e chiaramente #PianoD

indifferenza

In Ascolto #0

Aspettando l’uscita di mio figlio, origlio davanti alla scuola.

A – Hai saputo di Francesca?

B – No, che le è successo?

A – Lui se ne è andato a vivere con l’amante e lei sta impazzendo.

B – E i ragazzi?

A – Guarda, non so come andrà a finire. Lei sta chiedendo aiuto ovunque perché non credo che lui le passerà qualcosa e lavorando in nero, manco il giudice potrà costringerlo. I ragazzi, credo,  se la passeranno davvero male. Mettici che lei con la testa non ci sta, è andata persino a minacciare di morte la donna dell’ex e si è portata appresso il grande.

Silenzio di due minuti.

B – Ma non è quella che ha avuto la depressione 4 o 5 anni fa?

A – Si, è lei e secondo me ci ricasca e riprenderà ad imbottirsi di psicofarmaci, sempre se non farà qualche fesseria altra…

B – So che siete amiche da diverso tempo, perché non la chiami nel tuo negozio come commessa o come magazziniera, magari riesce a occupare la mente e può mantenere i figli prima che finiscano con i servizi sociali… o peggio ancora …

A – Un problema, sai. E’ venuta già a chiedermi un lavoro, di aiutarla, ma io proprio non posso, le ho risposto che non potevo fare nulla per lei. E comunque non siamo amiche, lo sono solo i nostri figli.

 

Della Crisi E Della Vita Degli Uomini E Delle Donne Alla Periferia Del Nuovo Impero.


Sono giorni e giorni in cui i media ci parlano della crisi, sputando termini e concetti tecnici della finanza che la maggior parte degli uomini e donne comuni non comprendono.
Generando, così, un’information overload inutile a capire cosa sta succedendo.
La crisi e l’Italia, l’Europa e gli Usa: ovvero il mondo occidentale è cambiato.
Forse solo questo si è capito.
C’è la crisi, ma fin quando gli uomini e donne, nelle loro case, nelle loro camera da letto, nelle loro abitudini di pranzo, di cena e di vita quotidiana non percepiranno cambiamenti in peggio, la crisi sarà un concetto ancora lontano, un fantasma che aleggerà, spaventerà, ma non affamerà lo spirito.
Perché questa crisi è crisi del capitalismo dei finanzieri che ha soppiantato quello dei produttori, il denaro si è infatti sganciato dal merito, dal lavoro e dall’uomo, trasformandosi in un valore a sé. L’unico.
La crisi finanziaria e, poi per riflesso economica, è stata provocata in buona parte dagli eccessi di banche e banchieri, che hanno pesato e pesano sulla vita degli uomini e delle donne comuni; ma mentre le persone comuni sentono di avere pagato un prezzo per la crisi e di continuare a pagarlo, la sensazione è che chi l’ha provocata, i banchieri e le banche, se l’è cavata senza alcuna punizione, che per le loro la bella vita prosegue come prima e più di prima.
In tutto questo le manovre finanziarie dei governi degli Stati, cosiddetti nazionali – chi aumentando le entrate e non riducendo la spesa, chi sancendo tagli che colpiscono i poveri e non i privilegiati – non faranno ripartire l’economia e non funzioneranno, pur avendo chiesto sacrifici, lacrime e sangue subito, e soprattutto non hanno mantenendo la “reason why” che grazie a un forte sacrificio subito, saremmo stati meglio in un secondo tempo, tornando rapidamente a un benessere diffuso.
Il punto vero è che lo Stato Nazione è finito.
Dallo Stato Nazione siamo passati a una sovranità monetaria, in cui le Banche sono le uniche, vere padrone del mondo.
Possiedono, nella precisa accezione tecnica del termine ‘possedere’, tutti gli Stati, mentre politici e giornalisti svolgono la funzione di servizio, in qualità di gestori, del Potere finanziario.
E’ per questo che tacciono i Governi di tutto il mondo, che si trovano nelle nostre stesse condizioni, avendo demandato alle Banche il diritto di creare il denaro, interessate a mettere le mani, in questa crisi, sull’oro ancora nelle casse degli Stati del mondo occidentale.
In Italia, poi, tace anche l’opposizione – che a mio avviso è anche peggio di chi ci governa – che non proferisce parola sull’assurda anomalia del debito che lo Stato ha nei confronti della Banca Centrale Europea e tanto meno parla dei ricchi per eccellenza, ovvero i “banchieri”, i suoi maggiori nemici.
E né tantomeno chiede che la crisi la paghino loro, tassando plusvalenze e speculazioni finanziarie, mettendo un freno ai giochi della finanza.
La sua unica proposta è far fuori Berlusconi con un governo tecnico con a capo Monti, economista e International Advisor per Goldman Sachs.
La politica è sempre più annebbiata e incapace confinata in un angolo negativo del nostro immaginario dalla retorica demagogica nazionalpopolare sulla “casta”, che se pur va, in maniera perentoria, riformata in numero e stipendi, andrebbe contemporaneamente riformata con le istituzioni per competenza, esperienza ed expertise.
Perchè in tutto questa crisi finanziaria c’è, anche e soprattutto, una crisi della capacità narrativa, quella che i Greci chiamavano anekdiegesis.
La competenza narrativa degli individui e delle collettività regredisce fino a scomparire mentre l’esperienza cessa di essere comunicabile. Il corso dell’esperienza è crollato, la politica non è esperienza capace di costruire futuro.
In questa sensazione di strategia del “silenzio”, forma moderna di censura, la volontà di non spiegare e far capire agli uomini e le donne quello che accade è anche molto più grave e più efficace nell’attuale mondo dell’informazione planetaria, di una censura dichiarata ed esplicitamente coercitiva in quanto se una notizia non viene “raccolta” e ripetuta passando da uno strumento di comunicazione all’ altro, e’ inesorabilmente condannata ad una morte peggiore della morte perché, quale che sia la sua importanza, ne viene negata l’esistenza.
E’ per questo che i fatti di Londra ci rimbalzano come avvisaglia della fine del mondo occidentale così come lo conosciamo.
Teppisti con scarpe firmate che mettono a ferro e fuoco una metropoli occidentale – correndo a saccheggiare negozi per rubare tv, playstation, ipad e iphone – sono l’emblema, che si sgretola rovinosamente, di quel mondo flaccido, consumista e dell’eccesso, in cui tutto ciò non era la deriva ma l’idealtipo.
Di un mondo senza politica, senza cultura, senza solidarietà, senza immaginario condiviso, senza futuro.
Il teppista griffato non si rivolta per ottenere un impiego, del cibo, dei diritti civili o idealisticamente una società migliore.
Reclama soltanto anch’egli l’accesso agli status symbol della pubblicità acquistabili attraverso il denaro.
Reclama il diritto ad avere i 15 minuti di celebrità che il dominio dell’immagine reclama nel mondo occidentale.
Tutto ciò non significa condonare i saccheggi e gli episodi di violenza indiscriminata, ma è urgente interrogarsi su questa nuova ed emergente identità che non è trasgressione dei codici prestabiliti, ovvero della grammatica culturale dei nostri Stati nazionali, della nostra (a)civiltà occidentale, ma la creazione di un codice che farà la trasgressione e la rivolta una norma sociale per accedere a ciò che non si ha.
E per questo che sempre più scoppieranno, nelle strade delle capitali del mondo occidentale, guerriglie sociali sempre più marcatamente semiologiche e di contesto.
E se da un lato, iniziarle a decodificarle significa riconoscere la realtà, una realtà in cui molti giovani si sentono completamente esclusi non solo da potere e ricchezza, ma pure da ogni tipo di opportunità, dall’altro significa capire che il vecchio e decadente Occidente, ormai, è sempre più periferia del Nuovo Impero.

L’8 … All’ottavo

INNO ALLA DONNA

di Alda Merini

Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
delle nostre ombre
per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del
pensiero
per te donna è sorto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi
incantesimi
che sono nelle tue mani
e tu hai un sogno
per ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna
tutto un perdono
e così come vi abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato
dalla tua grazia.

Alda Merini

Una Crema Al Cioccolato Semplice Ed Onesta – Se Non Ora Quando?

Tre cucchiaini di polvere di cacao, due cucchiaini di zucchero mascobado, un cucchiaino di fecola di patate o maizena. In una pentola. Ripeto l’operazione tre volte. Prendo il cucchiaio di legno e mescolo questi ingredienti, semplici ed onesti. Aggiungo a filo e lentamente quattro tazze (poco meno di mezzo litro insomma) di latte, intero. In una pentola più capiente sobbolle l’acqua. Oggi si cuoce la crema a bagnomaria, delicatamente, affinché non bruci neanche un po’. Mescolo e intanto penso: se non ora, quando?

E ancora, rimestando la crema affinché si componga man mano della giusta consistenza e priva di grumi, esprimo un desiderio. Come la crema: semplice ed onesto.

Semplicemente desidero vedere tanti uomini amici domani, 13 Febbraio, nelle piazze italiane. Uniti con un filo da un gomitolo di lana e protetti da un ombrello colorato, a difendere anche la loro dignità. Perché non venitemi a raccontare che anche la loro dignità di Uomini non è stata offesa negli ultimi tempi. Non venitemi a raccontare che le azioni e le affermazioni del bungabungacavaliere riflettono azioni, affermazioni e pensieri degli uomini che si possan dir Uomini.

Mi piacerebbe vedere tante donne e altrettanti uomini, domani. È un desiderio semplice ed onesto il mio, come semplice ed onesta è la cioccolata che è ormai pronta. La cioccolata non mi deluderà, di questo ne son sicura.

il logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito è disponibile a questo link