Ici Il N’Y Aura Jamais Un Place Libre Pour Toi, Monsieur Battisti

Non so se Cesare Battisti sia innocente o meno.
Ci vuole un atto di fede, per accettare una idea di tale portata o per credere al suo contrario.
Io non ho fede, ormai non più.
Ma di certo quell’appello pro Battisti lo firmai.
Lo firmai perchè per me verità e giustizia hanno un legame indissolubile e la memoria storica è uno dei veri e seri problemi dell’Italia del nostro tempo.
Perchè i processi al terrorismo rosso o nero di quegli anni sono pieni di contraddizioni e di manifeste irregolarità.
E in quel febbraio del 2004 lo firmarono in tanti quell’appello, compreso un Saviano poi capace di far abiura.
Ho sempre avuto una posizione molto radicale -dai tempi dell’Università ad oggi- sui fatti degli anni di piombo e sui suoi processi.
Non sono mai stato comunista, sono stato sempre un libertario. Ma quelli che furono comunisti veramente io li ho conosciuti, non ho riconosciuto le loro ragioni.
Ed è proprio per questo che mi sono interessato alle loro storie, e agli atti dei loro processi.
Renato, che fu carbonaro, mi fece conoscere il Progetto Memoria, ricerca storico-documentaria sull’esperienza armata che ha attraversato l’Italia negli anni 70-80.
Adriano, con le sue epistole, mi fece conoscere come la legislazione d’emergenza degli Anni di piombo fu aberrante, iniqua, e non tenne conto del Diritto in alcuna maniera.
Toni, con il suo “Inverno è finito”, mi spiegò perchè la magistratura in Italia fosse una forza reazionaria che aveva aiutato un partito post comunista a prendere il potere. E che in quegli anni di piombo, la magistratura, fu colpevole quanto i servizi segreti deviati o non deviati, la massoneria, o le influenze estere di Usa e Urss.
Di quegli anni non si restituisce verità, ma solo vite da immolare al pianto di chi perse gli affetti più cari.
Non ci fu giustizia e ancora oggi non sappiamo la verità su quegli anni che iniziarono con Pinelli e che passarono per la morte di Pinelli e per le stragi di piazza Fontana (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano a Gorizia (1972), della questura di Milano (1973), di piazza della Loggia (1974), dell’Italicus (1978), di via Fani, a Roma (1978) – quando furono uccisi i 5 uomini della scorta e rapito Aldo Moro -, della stazione di Bologna (1980).
Un Paese senza verità, l’Italia, condannata dalle sue ombre e dalle sue trame. Un Paese di vermi che infestano una democrazia che non c’è.
Un Parlamento corrotto, tutto senza eccezioni, figlio di quegli anni.
Una riforma della giustizia che non c’è stata, perchè verità non si vuole sui fatti e la storia di questa terra.
Sui fatti del terrorismo italiano non solo il Brasile e la Francia hanno risposto secchi no alle estradizioni richieste sulla base emergenziale dai tribunali italiani; lo hanno fatto anche la Svizzera, l’Austria, l’Inghilterra, la Spagna, il Canada.
Che Battisti sia colpevole o non lo sia non può cambiare la filosofia del Diritto.
I dibattimenti di estradizione non rientrano nel merito della colpevolezza o dell’innocenza degli imputati (nessuna Corte straniera ne ha facoltà), ma nel rispetto o meno dei diritti difensivi concessi all’imputato e dell’equanimità dell’eventuale sentenza.
Non esiste né potrebbe esistere alcun concetto giuridico che consenta di violare i diritti di chi è colpevole e non di chi è innocente, visto che nessuno è colpevole o innocente prima della sentenza.
Ragion per cui se la legislazione italiana degli Anni di piombo fu aberrante (come la politica italiana e come le istituzioni italiane e come la stampa italiana) non si può sostenere che per Battisti debba essere fatta un’eccezione.
E il Brasile, oggi nuova potenza mondiale, e il socialista Lula non l’hanno fatta.
La Germania dopo il terrorismo degli anni ’70/’80 si pacificò con se stessa, l’Italia, per essere come oggi è, negò a se stessa verità e giustizia.
I servizi segreti usano ancora le sigle dei gruppi estremistici di quegli anni per le “strategie della tensione” dei nostri giorni.
Io non dimentico, non voglio dimenticare.
Per questo ero disposto a perdonare, per questo ero quindici anni fa in odore di eresia perchè favorevole per l’amnistia di quei reati e lo sono oggi a trentant’anni da quei fatti.

Note
Sul caso Battisti: http://www.carmillaonline.com
Sul Progetto Memoria http://www.sensibiliallefoglie.it/
Toni Negri, L’inverno è finito, 1996 Castelvecchi
Si legga anche Gabriele Adinolfi su Noreporter.org in merito a Battisti resta in Brasile

Dedicata a chi non ha dimenticato
Almamegretta, Nun te scurdà