Vecchi Simboli. Nuove Guerre…

Propongono leader,anziché idee. Ci inscatolano una vita distante anni luce dal mondo che sogniamo.

Ma è tempo di andare oltre la destra e la sinistra. Superare le lacerazioni del passato, di capire che bisogna rispondere alle sfide odierne del capitalismo globale.

Il nemico, il nuovo nemico, opera su binari diversi, distanti anche dalla recente contrapposizione liberismo-socialismo.

Dobbiamo rifondare la politica su basi comunitarie, aprire a nuove e antiche sensibilità come l’ambiente, il recupero dei centri storici, l’idea di tradizione, l’identità, non chiusa nella riserva indiana ma aperta alla dimensione locale e alla civiltà europea, il senso del sacro.

Bisogna liberarsi del nostalgismo fradicio e furbetto di chi commercializza la memoria degli ideali ai soli fini elettorali, una specie di compravendita politica farcita di ignoranza culturale di base. Solo grazie a questi piccoli passi che la prospettiva culturale e antagonista degli opposti si potrà finalmente rivalutare.

Siamo di fronte ad una svolta storica, ma senza il consueto corteo di analisi, di proiezioni, di previsioni. Anche se, come al solito, turbe di «esperti» ci disegneranno i loro scenari per l’ avvenire. Ben prima di Hegel, gli antichi Padri parlavano dell’ ironia divina: l’Onnipotente si prende gioco della presunzione umana nel voler prevedere un futuro di cui Egli solo conosce il mistero.

Lo “scatto” è di: Francesco Monaco