La finestra di Odile

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C’è chi il mondo lo guarda dalla finestra, chi – come Odile – ce l’ha dentro.

«Ma come si fa a guardare qualcosa lasciando da parte l’io? Di chi sono gli occhi che guardano? Di solito si pensa che l’io sia uno che sta affacciato ai propri occhi come al davanzale d’una finestra e guarda il mondo che si distende in tutta la sua vastità lì davanti a lui. Dunque: c’è una finestra che s’affaccia sul mondo. Di là c’è il mondo; e di qua? Sempre il mondo: cos’altro volete che ci sia? Con un piccolo sforzo di concentrazione Palomar riesce a spostare il mondo da lì davanti e a sistemarlo affacciato al davanzale. Allora, fuori dalla finestra, cosa rimane? Il mondo anche lì, che per l’occasione s’è sdoppiato in mondo che guarda e mondo che è guardato. E lui, detto anche «io», cioè il signor Palomar? Non è anche lui un pezzo di mondo che sta guardando un altro pezzo di mondo? Oppure, dato che c’è mondo di qua e mondo di là della finestra, forse l’io non è altro che la finestra attraverso la quale il mondo guarda il mondo. Per guardare se stesso il mondo ha bisogno degli occhi (e degli occhiali) del signor Palomar.»

[Italo Calvino, Palomar]

.un libro prezioso.

Sbirciando Dalla Finestra

I però sono come i contenuti, non promettono nulla di buono. E’ la strampalata riflessione di una fredda notte d’estate in cui un’antinomia si è scontrata con un ossimoro perfetto, nella vana speranza di ritrovarsi in un’iperbole. Non ho bisogno di nulla questa sera. Sarà merito del vento, e di questa piacevole convinzione di buona novella in arrivo. Accartocciata tra le lenzuola, osservo la Notte Stellata di Van Gogh che fa da padrona sulla parete che fiancheggia il mio letto, simulacro di un impalpabile e, a volte, agognato Morfeo. Osservo incantata le finestre illuminate. L’immagine dipinta si mescola al recente ricordo di un giro in macchina. Rivedo una città flemmatica, la mia, persa nell’oblio di una sera come tante. Provo a sbirciare al di là delle ante, e non posso fare a meno di domandarmi a cosa starà pensando la signora con lo sguardo fisso nel vuoto. Abbasso le persiane, ma giusto un po’, quel tanto che mi permetta di osservare il mondo senza essere vista.