Un Pomeriggio D’estate

Il carretto sfreccia lungo la strada del castello.
I due ragazzini siedono accucciati per essere ancora più veloci.
Sono tanto stretti tra di loro da formare un’unica medaglia.
Hanno il vento che gli ferisce gli occhi, lo stesso vento che li ha accarezzati tra le fronde degli alberi di ulivo.
La strada è ripida e già una volta ha provato a separarli.
Sono a metà del percorso.
Il vento, porta con se il sapore del mare. L’abbraccio che li lega è ancora più forte.
Il carrettino prende velocità e i due ragazzini ridono, si danno coraggio, sanno che il loro traguardo è vicino.
Sono primi. Hanno distanziato tutti.
Dietro di loro soltanto la polvere.
Ecco… una curva! Spostano tutto il loro peso. Il carrettino sterza, la velocità è tanta. Stanno per ribaltarsi, ma riescono ad evitarlo per miracolo.
Un colpo di clacson li risveglia dalla adrenalina. Il loro gioco è finito. Dall’autotrasporto scende un uomo dal viso familiare.
Il papà li guarda con fare severo. L’hanno fatta grossa. Il più piccolo stringe la mano del maggiore, sa che quella punizione non spetterà a lui.
Incrocia lo sguardo del Padre ed in lui, vede già il perdono.