Dalla Periferia Dell’impero

Ho sempre collocato le mie fantasie di bambino nell’epoca dei Greci, quelle di ragazzino nel Medioevo.
Eppure il Medioevo mi sembra di viverlo, oggi, nella nazione che amo, perchè non solo è la mia terra, ma il Paese in cui voglio e ho deciso di vivere, nonostante tutto.
Perchè siamo in un nuovo Medioevo?
Perchè c’è in atto la più totale degradazione del sistema Italia, troppo inaduegato a un mondo e una società glocale che cambia. Troppo vasto nelle sue diversità, complesso, superato e corrotto per essere controllato, anche, nelle singole parti da un apparato manageriale efficiente, destinato – e in gran parte già – al collasso e, per gioco di interazioni reciproche, a produrre un arretramento di tutta la società italiana.
E se a questo aggiungiamo (a) una democrazia che in realtà non c’è, (b) la messa in discussione dei diritti sociali e lavorativi, (c) un imbarbarimento culturale e dei costumi, (d) una classe dirigente (pubblica e privata in ogni ambito) sempre più corrotta e piena di interessi privati, gerontocratica, mediocre, corporativistica, inutile e incapace di risolvere i problemi della società italiana, (e) troppe istituzioni autoreferenziali che aumentano la complessità e non la risolvono, (f) una crisi economica internazionale, che divide sempre di più la forbice tra ricchi e poveri, credo proprio che possiamo parlare di un nuovo Medioevo.
E se la potenza di una nazione è il risultato del grado di sviluppo del sapere/della techne e del suo territorio, l’Italia scivola verso la periferia dell’Impero.
Questo è il quadro che si ricava leggendo “Il mondo in cifre. 2011” edito da “The Economist” e pubblicato in Italia da Internazionale.
L’Italia è tra i Paesi con la crescita economica più debole nel mondo (al 7° posto, prima ci sono solo solo Eritrea, Costa d’avorio, Gabon, Haiti, Domenica, Rep. Centroafricana); situazione analoga nella crescita dei servizi (al 10° posto, in Europa solo la Germania è prima al 9° posto).
Al 9° posto nella percentuale del totale delle esportazioni mondiali (beni, servizi, reddito), al 7° tra i leader del commercio di beni, all’11° in quella dei servizi.
Ha un saldo negativo di 78.144 milioni di dollari, 2° Paese a livello mondiale per debito pubblico, 9° per spesa pubblica.
Non ha un debito estero alto, ma spende per difendersi(?) ovvero per spese militari (bilancio della Difesa) $ 30,9 miliardi, per la ricerca e sviluppo solo $ 21,1 m.
Ha un tasso di crescita, negli ultimi dieci anni, dello 0,4% di media annuale, 7° posto per produzione industriale, 5° posto per industria manifattutiera, 7° posto per servizi, 11° posto per agricoltura.
5° posto per produzione di frutta, 8° posto paese per produzione di verdure.
40° posto per competività globale, 43° posto per ambiente imprenditoriale.
Fuori dai primi 25 Paesi per creatività economica, per capacità tecnologica, e per la capacità di sfruttare brevetti.
5° Paese per turismo e per la spesa in turismo, 4° per i ricavi dal turismo.
Ha una spesa media per la sanità rispetto alle altre nazioni.
Il 96,6% degli italiani ha un tv a colori in casa.
Il 35,7% hanno una linea telefonica in casa, ma per 100 abitanti ci sono 151,6 sim telefoniche (8° posto) e 36,7 pc per 100 abitanti (26° posto).
18,9 abbonamenti di banda larga per 100 abitanti (25° posto) Il 46,9% delle famiglie ha internet (38° in classifica). 215 copie di quotidiani per 1000 abitanti.
L’Italia non è nei primi 29 posti per la stampa più libera, ma nemmeno nei 29 posti dei Paesi con la stampa meno libera. Una transizione permanente, lenta, che dell’Impero ormai più che altro è la periferia.
Ma nella sua apparenza immobilistica e dogmatica il MedioEvo fu, paradossalmente, un momento di rivoluzione culturale.
Non fu solo attraversato da pestilenze e stragi, intollerenza e morte.
Ha prodotto alla fine un Rinascimento, ha inventato la società comunale senza avere avuto notizie precise sulla polis greca, arriva in Cina credendo di trovare uomini con un piede solo o con la bocca sul ventre, arriva forse in America prima di Colombo usando l’astronomia di Tolomeo e la geografia di Erastotene…