Un Link Speciale Per Te!

Hanno tutti un’immagine photoshoppata, un alfabeto irriconoscibile e una citazione che rimeggia con cuore o amore. Ne ho visti di tutti i colori, sgrammaticati, con orrori di ortografia, mancanti di punteggiatura e firmati dai nick più infausti:  “Camorra and Love”, “Principe Azurro” (il mio non è un refuso), “bambolina napoletana triste” e chi più ne ha, più ne metta!

La banalità usata per indicare una appartenenza a chissà quale categoria: “Uomini e donne”, “sono figo”, “mi stressi”, “ti stimo” e tutta una seria di improperi difficili pure a ripetersi.

Ho visto, attribuita a Jhonny Deep, la frase “Non si desidera ciò che è facile ottenere”. Nulla contro il grande attore, ma povero OVIDIO!!!

Li chiamano “link”.

Non molto tempo fa, erano utilizzati per scopi diversi collegando notizie ed argomenti tra loro omogenei. Insomma, qualcosa di utile.

Ora rappresentano le tue emozioni, i tuoi stati d’animo, i tuoi pensieri.

Ci lamentiamo tanto dell’omologazione, della globalizzazione ma siamo i primi a non voler lasciare un segno e preferiamo affidare ad altri questo compito.

E tu, povero idiota, che hai seguito il link (questo lo è) solo perchè hai visto una bella figliola, sei stato costretto a leggere tutto il mio noioso post fatto di apprezzamenti che – magari – ti riguardano. Ora, da bravo, torna sul tuo profilo e guarda quanto ti sei manifestato omologato e ignorante, condividendo pensieri, tramutati in immondizia da persone che nemmeno conosci.

No, non ti sto disprezzando ma… odi profanum vulgus et arceo.

Si Sono Accorti Che Facebook Ha Qualche Problema

Facebook in difficoltà: qualcuno ci crede? In questi giorni sono in tanti a porsi questa domanda. Il motivo? Qualcuno ( leggi: migliaia di persone ) si è accorto (finalmente) che il social network più famoso al mondo ha una caratteristica interessante: manda la tua privacy a farsi un giro in Tibet per sempre ( e questo video è terribilmente convincente)!

Peccato che “quasi” nessuno dei 400 milioni di iscritti, in quasi cinque anni, si è accorto in tempo che, all’atto della registrazione, stava lasciando per sempre tracce indelebili della propria vita privata: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, religione, partito politico di appartenenza, amici, parenti, studi fatti, gusti personali e interi book fotografici!
In ogni caso, sarà difficile pensare ad una migrazione in massa verso altri social network più riservati. Ci stanno provando, però, su MoveOn.org, su FacebookProtest.com o su QuitFacebookDay.com: proteste, avvisi sui pericoli di FB e appelli all’evacuazione di massa! E Twitter si frega le mani: ce lo ricorda ilrasoio.info, rimandandoci sui tweet di #quitfacebookday.
Ma 400 milioni di utenti saranno difficili da spostare. Perchè? Perchè, ironia della sorte, il successo di FB è proprio il suo più grande difetto: la totale mancanza di privacy che consente a tutti di rintracciare qualcuno e di essere rintracciato attraverso i dati personali! E’ questo che ha fatto grande un social network che ha una struttura assolutamente criticabile, poco funzionale, spesso “in affanno” e con mille problemi ancora da affrontare.
E pensare che 20 anni fa, in chat, era assurdo anche solo confessare il proprio nome ! E chi ha usato IRC ne sa qualcosa: non era più comodo un nick, un #canale e tanti amici? E non era più poetico  “sudarsi” la foto di una ragazza dopo un lungo corteggiamento piuttosto che passare in rassegna interi set su Facebook come se fossero “database delle prede eventuali”?