Chi È L’eroe?

Diluvia.

Dal parcheggio all’ingresso è un salto, ma ci sono i palloni, le borracce, le divise da scaricare. In un attimo siamo zuppi d’acqua.

Entriamo nello spogliatoio. La stanza è fredda, una luce al neon illumina le divise appoggiate su una panca. La pioggia batte ancora sulle nostre teste, il mister spiega come dovremo stare in campo.

Arriva l’arbitro. Il capitano gli si avvicina, gli stringe la mano. “Il signore vale per tutti” e le solite formalità: nome, numero, grazie.

Ci abbracciamo forte l’un l’altro. Una sola voce echeggia nella stanza.

Finalmente imbocchiamo il corridoio. Sorriso di plastica e occhi pieni di adrenalina.

Siamo fuori. Corriamo verso il centrocampo. L’aria è carica di tensione. Le gocce cadono come macigni, il vento ferisce gli occhi, i fari si accendono sui nostri visi tesi.

Il pubblico ci guarda. E’ il momento degli inni. Mano sul cuore. Petto in fuori. Braccia strette come cinture.

Un insetto nero si dimena sulle transenne. Fischia la mia Patria. Insulta i miei compagni. Taglia la rete che ci separa.

Ora è parte del mio mondo.

Getta un fumogeno in campo. Esplode un petardo, esplode la rabbia. Paura, tensione, delusione.

La gente fugge. In quel rettangolo rimane solo la vergogna. I fari si spengono. Gli occhi si chiudono.

La partita è finita.

Lo scatto è di Ivan Romano