Diritto All’oblio

Inserisco il mio nome su un motore di ricerca. Con meraviglia scopro di essere su ben 14 pagine. Clicko, navigo, visiono, ascolto. 132 link raccontano la mia vita.
Mi compiaccio. Forse, sono diventato mediocremente famoso.
Dichiarazioni, opinioni, eventi. C’è un pò di tutto. In fondo, esterno solo il mio pensiero.
Ma l’immagine che dà di me è in realtà una fotografia incompleta e anacronistica, formata da elementi spesso privi di connessione o addirittura in contraddizione tra loro.
Lascio tracce. Perdo il controllo delle informazioni condivise.
Siamo in grado di ricordare migliaia di cose in più. Ma, al contempo, siamo continuamente spiati.
La memoria è sovversiva, la memoria è come un indice puntato contro i nostri giorni passati.
E se, per incanto, volessi sparire? Come potrei cancellare il ricordo digitale di un’esperienza da milioni di hard disk?
Non esiste pulsante, non esiste procedura, non esiste legge che mi permetta di farlo.
Sono prigioniero di una gabbia di bit, dalla quale non potrò più uscire…

Lo “scatto” è di Liliana Giannone .