L’italia Che Verrà


Per tutto il periodo della crisi del debito in Europa, l’Italia è riuscita a restare fuori dai problemi che le altre nazioni hanno vissuto.
All’improvviso, nelle ultime settimane, l’Italia è diventata dopo la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna, il nuovo anello debole dell’Europa.
Il “The New York Times” sostiene che il peggioramento della situazione è dato dalla lotta di potere tra Berlusconi e Tremonti, additando questa lotta come un braccio di ferro che minaccia di trasformare la terza economia dell’eurozona in uno dei paesi più a rischio.
Mi sono chiesto, ma perchè questa lotta di potere – che sicuramente genera insicurezza nei mercati (e i mercati finanziari non hanno mai fatto tanto caso al teatrino della politica di Berlusconi) – sta introducendo una crisi economica cosi complessa e pericolosa?
Le banche italiane – hanno sempre raccontato i media italiani – sono solide in quanto non hanno mai speculato sulla bolla immobiliare.
La metà del debito dell’Italia è nelle mani dei suoi risparmiatori, quindi è meno soggetto ai capricci dei mercati finanziari. Ma mentre aumentano i tassi di interesse sui titoli di stato, l’economia italiana non cresce abbastanza rapidamente per compensare un debito pari al 120 per cento del pil.
L’11 luglio, però, la Consob, la commissione che regola le attività di borsa, ha varato dei provvedimenti d’emergenza per evitare le speculazioni, dopo che le azioni delle maggiori banche erano scese per la quinta volta consecutiva.
Il prezzo da pagare per assicurare il debito pubblico dell’Italia contro il default ha raggiunto livelli da record, e l’interesse sui titoli di stato a dieci anni ha fatto un grosso balzo in avanti, salendo al 5,67 per cento. È ancora molto meno di quello che paga la Grecia, ma se l’Italia continuerà a prendere soldi in prestito a un interesse superiore al 6 per cento, l’Italia avrà seri problemi.
Secondo la Barclays Capital, l’Italia è in debito con le banche europee per 998,7 milioni di dollari, più di sei volte i 162,4 miliardi della Grecia.La Spagna è scoperta per 774 miliardi e l’Irlanda per 534. Anche le banche americane vantano un credito con l’Italia di circa 269 miliardi di dollari, più che con qualsiasi altro paese europeo.
Inoltre l’ultima manovra finanziaria è iniqua e ingiusta nonchè sbagliata.
Se da un lato penalizza di nuovo e duramente pensioni e stipendi già bassi, occupazione e servizi – e, per questo di conseguenza, pone a rischio democrazia e coesione sociale – dall’altro non traccia alcun binario per le riforme verso un futuro di crescita dell’occupazione e dello sviluppo economico, oltre le sole misure di austerità a senso unico e che non hanno riguardato la casta politica ed economica.
Ovvero una ennesima finanziaria che aumenta le entrate e non riduce la spesa.
E ogni volta la manovra finanziaria è peggiore della precedente e non ripara l’Italia dal debito che sta accumulando con le banche straniere, perchè?
Cosa sta succedendo?
L’Italia dalla sua nascita, ha scelto di essere una nazione di mezze verità. Nata dalle ceneri delle ridenti massonerie di Inghilterra e Francia, ha costruito sulla falsità e la menzogna la propria identità. Gli anni settanta e gli anni ottanta hanno dimostrato quanto fosse realmente un’altra cosa lo Stato percepito dai cittadini rispetto a quello che, invece, tramava contro se stesso.
Tangentopoli fu un colpo di stato che ha portato difatti a un nulla di buono, ma non solo a Berlusconi e al berlusconismo, anche al dalemismo e al dipietrismo.
Una Italia piena di sovrastrutture (P2, massoneria, Opus Dei, servizi segreti,…) in cui si decideva e si decide ancora la politica del Paese.
E in tutto questo la politica è stata uccisa.
Oggi si è suicidato Mario Cal, manager trevigiano al fianco di Don Verzè per 35 anni.
Don Verzè esce dal suo impero, commissionato dal Vaticano perchè c’è un buco di un miliardo di euro. Tutto questo ricorda un pò Calvi e lo Ior, Marcinkus e papa Woytila.
Corsi e ricorsi storici.
Di Pietro e Berlusconi appartati tra i Banchi di Montecitorio, l’uno che non esiste senza l’altro.
Tremonti che ha prima colpito Scajola, poi Bertolaso, poi ha provato con Letta. Ma Letta è Letta, ovvero l’Italia delle mezze verità, degli inciuci, delle corporazioni e delle cospirazioni.
A un Bisignani, compare di Letta, e un Papa, si oppone la trucidazione di un Milanese, che si scoprirà forse compagno di Tremonti.
Una casa affittata da Sogei, in cui Tremonti, ministro della Repubblica, viveva.
Nessuno ne parla, con Scajola settimane di gossip fino alle sue dimissioni.
Chi c’è dietro Tremonti? Non di sicuro la Goldman Sachs, padre padrone di Prodi e Monti, gran speculatrice delle manovre finanziarie di Occidente.
Chi allora?
Qualcuno più forte di Berlusconi. Ed è per questo che la Lega gongola.
E l’Italia non si accorge di nulla. Affamata e impoverita del suo futuro, lentamente muore.
Non è tempo di eroi nè di santi, ma solo un altro vento di cospirazione potrà alzarsi come nel 1992.
Un commissariamento che verrà da oltre Alpi per una nuova restaurazione del potere a scapito degli italiani.
Mio figlio ha fatto due anni, sabato scorso.
L’ho accarezzato, ho nascosto in alcuni libri della mia biblioteca un biglietto.
Quando sarà grande vorrei che li leggesse, per capire e non dimenticare.