Mi Ha Turbata Un Topo Torbido, Direi Torbato

Ieri sera ho conosciuto un topo. Ho letto da qualche parte che è nato in un fienile, in un luogo chiamato Dollarfield. Non è che i topi mi piacciano particolarmente, ma questo mi è stato presentato da un nano, l’ottavo, per essere precisi.
Fare la conoscenza di un topo può essere un’esperienza mistica, soprattutto se il topo in questione si chiama Harviestoun Old Engine Oil e nasconde in sé gli odori ed i sapori di una birra mai bevuta prima. Non sempre le cose sono così come sembrano. All’inizio possono lasciarti un po’ interdetto, per poi stupirti con un semplice particolare. Tra me e il topo è stato proprio così.
Il colore era quello giusto, scuro come la pece, ma a fregarmi è stato l’odore… Prima di ieri sera non mi era mai capitato di annusare una birra e restare colpita da un insolito profumo di oliva. Il nano mi ha detto che quello non era il profumo giusto. Ci sono rimasta un po’ male, ma solo un attimo, giusto il tempo di lasciare che le mie papille gustative fossero travolte da una miscellanea di sapori insoliti per una birra, ma allo stesso tempo per me così familiari. Sono partita da un lieve accenno di cacao per poi passare ad un evidente sapore di liquirizia, fino ad un retrogusto deliziosamente amaro. Non posso negarlo, il topo mi ha stupita. Il colpo di grazia però, me lo ha dato un suo cugino non troppo lontano, Ola Dubh. Un topo speciale, dal sapore torbato. Ci sono parole che riescono a racchiudere perfettamente in sé la consistenza di una percezione, e sarebbe sciocco da parte mia provare a spiegare un sapore che mi ha estasiato rischiando di non riuscire a trasmetterne la vera essenza.
Fate come me, affidatevi. Ad Atripalda c’è un nano, andate a trovarlo e chiedetegli se vi presenta un topo.

Good People Drink Good Beer (H. S. Thompson)

“Mi raccomando: non bere!” “Tranquilla mamma, una coca e torno!” Ovviamente ho pensato bene di sostituire la coca-cola con una serie di birre a raffica ma soprattutto con una stupefacente Ola Dubh: ha il kilt scozzese, è prodotta dai mastri birrai della Harvestioun Brewery ed è incredibilmente fermentata in botti da whisky dove precedentemente, e per ben 12 anni,  è stato invecchiato il buon Highland Park. Se è interessante il gusto della Ola Dubh, è da ricordare il posto che ci ha ospitato per berla: Atripalda, un paesino dimenticato dal Signore ( e che, sinceramente, ho già dimenticato anch’io) disperso tra le montagne dell’avellinese. Ma la cosa che mi ha sorpreso è l’alto tasso di cultura della birra “sprigionata” dal proprietario, ben felice di illustrarci con dovizia di particolari tutto quello che stavamo bevendo e consapevole del fatto che avremmo dimenticato tutto anche troppo presto. E se sono qui a raccontarvi della birra più insolita che abbia mai provato è perchè ne ricordo bene il gusto (incredibile per una birra) e, soprattutto, perchè ho conservato la bottiglia.

Scrivo per ricordare a me stesso di berla ancora una volta perchè ho provato delle sensazioni insolite. Ma, soprattutto, perchè di seguito ci saranno le sensazioni dei miei due commensali ubriaconi! Gusti? Ci provo ora, anche se avrei dovuto farlo mentre la bevevo. Appena aperta, ho sentito odore di marjuana. In bocca, dopo qualche minuto, sentivo liquirizia, caffè, cioccolato e, soprattutto, una diffusa sensazione di “affumicato“. E, ovviamente, il sapore inconfondibile di whisky. Il tutto contornato da una piacevolissima sensazione di morbidezza e da biscotti al burro salato: magnifico! Bossartiglio, “gustatore” come noi della Ola Dubh, in un post pubblicato su movimentobirra.it scrive che bevendola “…Sembra di sentire in faccia la brezza marina di Hobbister Hill…”: poetico! Peccato che sulle googlemappe non lo trovo! Speriamo che Bossartiglio ci aiuti!

Le sensazioni di Fosdah – Più che ricordare della buona Ola Dubh, vorrei descrivere la mia esperienza con un’altra birra che abbiamo bevuto in quel di Atripalda: la De molen hel & verdoemenis 666, la bestia olandese della nota brewery di Bodegraven ! Innanzitutto, ci tengo a precisare che abbiamo bevuto la bestia numero 42 ( sono tutte numerate ): la dannazione e l’inferno. Olfatto: prevale il tostato con punte di cacao. Gusti: fondo di caffè, birra a sensazione vagamente agrumata. Fa molto “de molen” !

Aspetto le sensazioni dei miei amici…