Gli Scontri Di Roma, Le Omissioni Di Un Paese

Lo ammetto, sono tentato di dire che la guerriglia di Roma è stata causata da gruppi organizzati pilotati, dai soliti infiltrati.

Le immagini mi riportano indietro nel tempo: manifestazioni partecipate, clima di festa, voglia di urlare il proprio malcontento (l’indignazione dovrebbe aver cessato di manifestarsi da diverso tempo), il proprio stato di malessere che per un solo giorno ti sembra di poter sopportare soltanto perché accanto a te ci sono nuvole di corpi umani avvolgenti e protettivi. Un blocco unico e indistruttibile, questa volta. Gridi, gridi e gridi ancora. Non possono far finta di non sentire.

Le cose però non vanno mai come vorresti. E in Italia accade spesso. So che è un’espressione scontata ma si tratta di corsi e ricorsi storici. Diciamo pure che siamo incolpevoli (?) spettatori di una pellicola senza inizio né fine. E così loro irrompono, sfasciano, distruggono. Solo in Italia. Sono pochi ma intruppati. Qualcuno li segue, ingrossa le loro fila, si accoda al più forte per sfogare la propria rabbia e, più spesso, per mostrare i muscoli in un contesto incapace  di reagire a dovere. Non c’è niente lì in mezzo che possa contrastare il fuoco, le pietre, la forza fisica. Almeno non con la stessa convinzione, che per di più stenta a crescere quando si è colti di sorpresa. La forza di una rivoluzione vera sta nella presa di coscienza collettiva delle masse.

Così non esiste il senso, manca il nesso con i bisogni e con la ragione.

Allora ho pensato: la solita storia che si ripete. Qualche esperto di guerriglia urbana, a contatto con i servizi o inviato da qualcuno (sinistra o destra è lo stesso), cerca di far passare un corteo pacifico, democratico, sacrosanto, per un covo di teppisti. E giù con le analisi dei politicanti di turno, ho immaginato: “bisogna isolare i violenti” “i soliti no global di sinistra” “sono questi gli oppositori del governo” “prendiamo le distanze da un certo tipo di manifestazioni”. Manifestanti=Teppisti. Corteo=covo di violenti oppositori del sistema. Sì, del sistema e non del regime. Perché chi era a Roma sabato scorso avrebbe dovuto protestare contro un sistema fatto da una classe dirigente incapace, da un ceto politico indegno e inadeguato. Chi era Roma forse lo ha fatto, forse no.

La strategia, ad ogni modo, non è andata a buon fine. Un po’ le pronte dichiarazioni di qualche politico di buona volontà e di qualche poliziotto, un po’ la tempestività della circolazione delle informazioni in rete, ed è stato evitato l’ennesimo ipocrita tentativo di ridicolizzare l’intelligenza del popolo sovrano. Il binomio è rimasto scapolo. Ma la protesta è stata macchiata e gli indignados nostrani rischiano, dopo quell’assurda giornata, di chiudere baracca. Nessuno parlerà mai delle loro storie di donne e uomini incazzati ma solo della loro presa di distanza dalla guerriglia.

Un punto a favore per il governo.

Chissà se sono davvero appartenenti al black bloc. Chissà se esiste il black bloc, me lo sono sempre chiesto. Come mi sono chiesto perché non sono stati fermati in tempo. Di nuovo scontato, lo so. Allora ci rifletto e mi convinco che magari non sono infiltrati ma un tantino baciati dalla fortuna sì. Qualcuno ieri si sarebbe anche fatto intervistare e avrebbe spiegato come si muovono e si addestrano i militanti del black bloc. Annuncerebbe che la guerra continua e lo farebbe attraverso un giornale vicino al centrosinistra, questa volta nemmeno lambito dalle critiche e dalle accuse dei loro colleghi parlamentari al governo. Probabilmente mi sbaglio, forse la mia sensazione è solo figlia della storia italica, degli anni di piombo e della strategia del terrore. Nasce dal tempo in cui tutti condannavano i fatti di sangue e contestualmente lasciavano fare i “compagni che sbagliano” per comodità, ipocrisia, opportunismo.

C’è qualcos’altro che non mi torna. In attesa di altri arresti, subito dopo gli scontri di Roma sono stati trovati soltanto 12 colpevoli, molti dei quali minorenni. Possibile? Se non c’è inganno, se non esistono connivenze tra teppisti e Stato, allora qualcosa non funziona.

Se poi ci si mette pure il puntualissimo Di Pietro (solitamente accusato dal centrodestra di istigazione alla sommossa) con proposte di legge che non disegnano niente di nuovo, ci limitano nella libertà di manifestare e che, di fatto, ci farebbero ripiombare nell’oblio degli anni passati, allora qualcosa non funziona bene.

E se l’ex magistrato viene pure appoggiato dal ministro dell’interno leghista, allora il quadro è davvero offuscato. Anzi quasi nitido.

Soluzione Alla Crisi? Case Modulari Ed Ecologiche, Vita Agreste, Lavori Saltuari E Internet

Siete ricchi professionisti affermati? Avete una casa di proprietà? Un’attività ben avviata dai vostri genitori? 4 auto nel garage? Allora questo post non fa per voi ma vi pregherei di contattarmi: ho qualche idea per dilapidare il vostro patrimonio con estrema classe. Se, invece, sentite la crisi, se avete notato che ultimamente il vostro portafogli contiene effettivamente e soltanto “fogli”, se vi siete accorti finalmente che il cetriolo del secolo andrà proprio a infilarsi nel vostro real deretano e, soprattutto, se non avete troppe pretese, allora possiamo provare ad individuare qualche buona soluzione per “provare” a vivere decentemente. E, ovviamente, vi invito a consigliare buone alternative.

Premetto che faccio solo dei piccoli passi RI-scoprendo nuove soluzioni di vita non sempre praticabili e, quindi, tutto ciò che leggerete/vedrete sarà criticabile ma, almeno, è un buon inizio per iniziare a discuterne o per farci venire qualche altra buona idea in mente. Partiamo dal presupposto che ci occorre una casa di proprietà a basso costo, cibo ed un lavoro. Non è impossibile, ci possiamo provare.

CASA – Costano troppo? Non è vero. Sto valutando due soluzioni: casa ecologica-modulare ( sono loft DA SOGNO e costano poco ) o casa “molto” fuori città ( leggi: vita da paese ) a basso costo. E sono entrambe meravigliose.

Casa modulare-ecologica – Sono SPLENDIDE, ultracompatte, prefabbricate, ecologiche, con design da urlo e con costi assolutamente accessibili. Un esempio? Una delle mie preferite, un loft modulare che si chiama Loft Cube (ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE QUI). Progettati dal berlinese Werner Aisslinger, i 52 mq del Loft/Cube sono completamente arredati: hanno bagno, cucina e camera da letto, non manca nulla e soprattutto non manca una vista panoramica esclusiva. Perchè? Perchè sono adatti per stare sul terrazzo ( ammesso che ne troviate uno) ma anche a terra. Costo di partenza? 60mila euro. Se pensiamo che un appartamento in città ( Roma?) ci costa, in media, 400mila euro, allora un pensierino possiamo farcelo, non vi pare?

Vita di Paese – Avete mai pensato a comprare una piccola casa in un paese? Certo, non è il massimo direte voi. E io vi rispondo: meglio vivere da “bamboccioni” con mamma e papà? Se sentite il bisogno di trasferirvi, dunque, fate un giro nei paesini di campagna ( lo diceva anche Toto Cotugno ) e godetevi ( se ci riuscite ) le vostre soluzioni bucoliche: case a basso costo, dunque, situate in paeselli pittoreschi e con vita agreste in omaggio. Esempio? Paese: Cervicati in provincia di Cosenza, ai piedi del complesso dei monti della Sila. Tipologia di casa: appartamento di 3 stanze, bagno e cucina. Costo: 20mila euro. Certo, direte voi: e cosa ci vado a fare a Cervicati? Vi rispondo subito: a vivere senza pagare 700-1000 euro al mese di fitto che, moltiplicato per tutta la vita, vi manderà sul lastrico prima ancora di farvi godere della vecchiaia.

CIBO – Io devo stare a dieta e quindi ho pensato che se calcoliamo una media di 15 euro al giorno riusciamo sicuramente a mangiare. Come trovarli? A terra non mi pare di averne visti e non sono abbastanza folkloristico da chiedere l’elemosina. Preferisco lavorare. Proviamoci.

LAVORO – Pensavate davvero che vi avrei trovato un lavoro? No, non sono magico come il nostro Silvietto che nel 2001 si impegnava per “almeno un milione di posti di lavoro in più nei prossimi cinque anni” . Posso fare, però, alcune osservazioni. Se riusciamo a comprare una casa così come descritto sopra ( in fondo un po di sacrificio ci tocca ) possiamo sicuramente affrontare la vita con uno stipendio minimo. Certo, non vivremo da nababbi ma, in qualche modo e nella peggiore delle ipotesi, riusciremo a goderci la vita con lavori saltuari.

E internet? Se riuscite a comprare un loft cube e a posizionarlo in un paesello o su un terrazzo berlinese, internet sarà di aiuto per tutto: vi terrà in contatto col mondo, vi aiuterà con il lavoro ( io lavoro soprattutto con internet ) e darà un tocco di moderno alla vostra nuova vita agreste.