L’indulgenza Della Pagina Bianca

Vorrei essere una pagina bianca, un foglio intonso, senza sbavature d’inchiostro.

Non sempre l’assenza di contenuti è sinonimo di vuoto, a volte è solo l’espressione di una totale libertà. Sfoglio le pagine del mio quaderno d’appunti e in alcuni momenti trovo il racconto eccessivamente macchinoso, a tratti incoerente, altalenante.

Se fossi una pagina bianca, potrei scegliere con cura ogni singola parola, legare ciascuna lettera con la migliore delle calligrafie, modellare i contenuti rispettando le giuste concordanze, colmare gli spazi con una virgola, una congiunzione, un semplice e definitivo punto.

Una pagina bianca non ha pensieri, ma può ospitarne di ogni forma e colore.

Una pagina bianca ha contorni ben delineati, ma consente alla fantasia di spaziare in qualsiasi direzione.

Una pagina bianca non contiene imprecisioni, non ammette refusi, non contempla errori.

Una pagina bianca può sembrare statica e noiosa, ma racchiude in sé l’incognita e la magia dell’imprevedibile.

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