Paladini Della Giustizia O Mercenari Senza Palle?

Guardatela bene questa mappa. Sono le guerre civili attualmente in corso nel mondo. Ce li ricorda Peace Reporter di Emergency. Osservatela bene perché alla fine di questo post ci sono domande alle quali vorrei tanto dare una risposta.

Il buon Massimo Fini pensa che “Il conflitto in Libia vada risolto solo dai libici“, che il diritto all’autodeterminazione dei Popoli è sacrosanto. Beato lui, lo invidio. Lo invidio perchè riesce a prendere una posizione tanto difficile quanto realistica, netta e fredda.

Forse ha ragione: non siamo in grado di aiutare gli altri se non per interessi e quindi è meglio che si aiutino da soli, almeno salvaguardiamo la dignità e la faccia.

Quella mappa ci aiuta a capire che prendiamo parte a guerre solo in quei territori dove c’è la possibilità di “ricostruire” dopo aver distrutto, di attingere alle ricchezze che offrono, di salvaguardare gli interessi degli investimenti fatti. Ce lo insegnano le guerre in Serbia, Afghanistan e in Iraq.

La scusa, però, è sempre la stessa, sempre più schifosa: “interveniamo per salvare i diritti umani degli oppressi”.

In Libia accade la stessa cosa.

È noto, ormai, che gli interessi da difendere sono tanti. Ce lo ricorda in questa intervista il buon Morya Longo del Sole 24 ore. Ci interessa il petrolio, soprattutto. E poi, addirittura, mi ricordano che sono gli italiani i massimi esportatori di armi in Libia e che c’è da considerare che la Libia ha partecipazioni economiche in tutto il mondo. Solo in Italia possiede quote consistenti in Unicredit, Finmeccanica, Juventus ed Eni.

Tutto ciò mi fa pensare che non siamo i paladini della giustizia che credevo e mi chiedo: con quale coraggio combattiamo in Libia per chiari interessi economici e lasciamo altri Popoli oppressi nel mondo al loro destino? In Africa, ad esempio, è pieno di guerre civili. Come mai non muoviamo mai un dito? Eppure basterebbe molto meno. In quei Paesi vale il principio di autodeterminazione solo perchè non hanno nulla da offrire in cambio?

E ancora mi chiedo: saremo mai capaci di difendere questi Popoli solo per il piacere di “difendere” davvero i diritti umani? Avremo mai le palle di salvare la faccia, di combattere e tornare indietro a mani vuote ma col cuore pieno di gioia per aver difeso qualcuno?

Sarei addirittura disposto a chiudere un occhio quando difendiamo un Paese per interessi, se solo aiutassimo gli altri Popoli in difficoltà per il solo piacere di aiutarli. Allora sì che sarei orgoglioso del mio Paese.

E dunque mi chiedo e vi chiedo: siamo paladini della giustizia o schifosi mercenari senza palle?

(grazie a Mauro Biani per questa splendida vignetta)

Le Ripercussioni A Lungo Termine Per La Bp [Aggiornato]

Mentre la falla nel Golfo del Messico sta forse per essere chiusa, già si inizia a fare una prima stima di quanto sarà il conto dei danni che verrà presentato alla BP.

Secondo gli analisti la falla costa alla società petrolifera circa 16 milioni di dollari al giorno, la sua reputazione è ormai ridotta a brandelli ed il valore delle sue azioni ha subito un duro colpo. Un problema? affatto; il colosso britannico macina circa 66 milioni di dollari al giorno e nel 2009 ha guadagnano qualcosa come 14 miliardi di dollari, quindi anche se i costi della bonifica arrivassero a 14 miliardi, la compagnia petrolifera potrebbe lavorare un anno senza profitto ed assorbire il colpo.

Se la potenza economica alle spalle di queste multinazionali le mette al riparo da conseguenze a lungo termine dalle catastrofi causate dalla loro negligenza (secondo un’indagine del Wall Street Journal, infatti, le cause della catastrofe sono da attribuire tutte alla BP ed alla Transocean) solo i governi (in particolare la Casa Bianca) possono mettere un freno ad una loro condotta quantomeno scellerata.

– fonte: Huffington Post | via ilRasoio

Aggiornamento [@ansa:19.03]
Obama ha licenziato Elizabeth Birnbaum, responsabile dell’agenzia per le trivellazioni Mms, perché accusata di essere stata complice della BP per minimizzare la reale entità del flusso di greggio. La decisione dopo la stima dei Servizi geologici: dal pozzo sono usciti tra 12 e 25mila barili al giorno, al 17 maggio tra 130 e 270mila barili complessivi.