Sua Emittenza, Nel Nome Della Legge, Abbassi Il Volume!

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Ebbene sì, anche io colta dalla sindrome voyeuristica del postribolo televisivo. Lo confesso. Ieri sera ho guardato Ballarò. Pur sapendo che Floris non avrebbe mai fatto intervenire B. attendevo comunque la chiamata del Presidente. Me lo immagino, ogni tanto, il Cavaliere con molletta, patata, imbuto, asciugamano e conca di rame improvvisare il mitico accento svedese davanti alla cornetta.

Confesso la contraddizione: da un lato attendevo un B. sbraitante, dall’altro le urla in TV mi hanno sempre infastidito. Confesso che, ancor di più, mi irrita l’impennarsi del volume della TV durante la pubblicità. Mi ero dimenticata dell’esistenza di una normativa che vieta alle emittenti televisive di usare un volume eccessivo durante la trasmissione dei messaggi pubblicitari. Me lo hanno ricordato dei Twitteri questa mattina tramite dei link indirizzanti a un gruppo presente in Facebook che mette in evidenza l’illegalità di questa pratica e ad una pagina, sul vecchio sito dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che riporta il testo della Delibera n. 157/06/CSP “Misure urgenti per l’osservanza delle disposizioni in materia di livello sonoro dei messaggi pubblicitari e delle televendite”.

Certo oggi il Paese ha problemi più drammatici da affrontare, non vi è dubbio. Disoccupazione, crescente polarizzazione sociale, morti sul lavoro, per non menzionare nuovamente i vari bungbunga cui molti telespettatori si stanno appassionando (o stufando?), tra un urlo pubblicitario e l’altro. Certo il televisore è un elettrodomestico che possiamo spegnere.

Più o meno provocatoriamente, ma soprattutto retoricamente, tuttavia chiedo: possibile che non ci sia nessuno ad alzare educatamente la voce affinché la sopra citata normativa (a patto che sia in vigore, mi sorge il dubbio) venga rispettata? Considerata l’attuale maggioranza politica (ma cosa cambierebbe se fossero altri a governare?), è probabile che la risposta alla mia probabilmente inutile domanda sia davvero scontata. Comunque sia, volevo semplicemente ricordarvi l’esistenza di una legge, che mi pare oggi dimenticata, sussurrandovela, così, tra queste righe.

Tremate. E’ Arrivato Nuvette!

Uomini (chi più, chi meno) questo post non è per voi!

Da alcuni mesi un interrogativo mi attanaglia, soprattutto “in quei giorni“… Ormai si è trasformato in un rituale. Vado al supermercato, affaccio il mio sguardo su uno dei tanti scaffali ed in quel manicomio di colori, misure, con ali o senza, per la notte e per il giorno, se sei triste o felice, LUI è lì, incollato ad un pacchetto, che richiama la mia attenzione.

Esprimi il tuo stile” recita lo slogan che lo pubblicizza, e tu pensi “Ahhhh, finalmente hanno pensato a qualcosa di utile!”. Sì, perché se non sei una donna, non hai la minima percezione di quanto possa essere fastidioso aprire la borsa e vedere sventolare ai quattro venti i tuoi assorbenti. E’ matematico: se porti un assorbente in giro, di sicuro la tua borsa si ribalterà ai piedi di un vecchio zoppo che, per prima cosa, nel galante tentativo di aiutarti a raccogliere gli oggetti caduti, solleverà proprio lui, l’assorbente itinerante, e lo osserverà interrogativo rivolgendoti,  poco dopo, un mezzo sorriso imbarazzato.

Nuvette, questo il nome dell’oggetto misterioso, non rappresenta la soluzione ai tuoi problemi. Quel genio del packaging che lo ha ideato, infatti, non ha pensato ad una questione fondamentale: la misura degli assorbenti che deve contenere.

Ebbene sì, confesso il mio peccato! Ho ceduto alle insidie del marketing, mi sono lasciata conquistare dall’idea di una soluzione pratica e discreta, ed ho acquistato gli assorbenti solo perché mi veniva regalato in omaggio Nuvette. Il problema è che Nuvette è inutile. Gli assorbenti non ci entrano, almeno, non quelli della misura che ho comprato io, prodotti dallo stesso marchio che produce Nuvette. Un sillogismo quasi perfetto che ha alimentato nella mia mente l’insana idea che Nuvette dovrebbe essere della misura adatta a contenerli.

Misteri del marketing… Convivo, rassegnata, con la consapevolezza di non poter riempire la mia borsa di stile… Come se aprirla e trovare ogni volta al suo interno un oggetto con l’immagine inquietante di un cane, sia un rituale a cui è impossibile rinunciare.

Vecchietti di tutto il mondo, TREMATE! I miei assorbenti continueranno a volare contro di voi!