La Mia Sinistra. Le Interviste Impossibili #1

Intervista a Riccardo Lombardi (1901-1984), socialista.

Qual è il problema, oggi, della politica italiana?

Il governare più onestamente. Ma senza dubbio il governare onestamente, il governare meglio è una cosa importante, ma non è tutto, non è solo il governo degli onesti che noi oggi possiamo domandare: ci sono degli onesti, i quali sono fior di reazionari. Cosicché anche se la PDL (1) diventasse quel partito pulito, non clientelare, alieno da abusi, che io mi auguro in una democrazia, non cesserebbe di essere l’avversario storico del Centrosinistra, non cesserebbe di essere l’avversario da battere, non da battere perché sudicio, ma da battere anche perché pulito, e anche essendo pulito, amministra in modo più credibile la società borghese, la società che noi vogliamo fondamentalmente cambiare.

La P2, la P3, la P4 passano gli anni ma le sovrastrutture governano sempre il Paese? perché?

C’è la necessità di trovare a questi fatti una risposta politica e non solo occasionali rimedi. Ci sono oggi in Italia una rete di organizzazioni che indipendentemente dagli scopi delittuosi o meno che perseguono, costituiscono un contropotere o un potere parallelo. In questo modo non si sa chi detiene effettivamente il potere decisionale. E’ importante contrastare la rete delle attività illeggittime, ma il vero problema è contrastare l’attuale sistema di potere, anche se usato in maniera leggittima.

Che cosa deve vuol dire essere di Sinistra oggi?

Avere un obiettivo preciso: vuole le riforme di struttura per incidere sul sistema di potere dell’ordine economico e politico capitalistico.

Cioè?

Vuol dire ad esempio lavorare tutti, ridurre l’orario di lavoro per permettere a chiunque non solo di mangiare e bere ma anche di avere tempo per l’amore. Organizzarsi la vita in modo diverso è un salto di qualità notevolissimo, una vera rivoluzione: è tempo di spendere il lavoro per la vita e non la vita per il lavoro, per fare i conti con se stessi e con gli altri, cose ritenute del tutto marginali.

Si ma bisogna pur mettere un piatto sulla tavola, un tetto sulla testa ai bamboccioni o una famiglia ai giovani precari. Non trovi?

Noi dobbiamo volere una società più ricca, perché diversamente ricca: è il tipo di benessere, il tipo di consumi che noi dobbiamo cambiare, sono veramente le basi delle aspirazioni, delle preferenze e delle soddisfazioni che noi vogliamo cambiare, perché il socialismo è il progetto dell’uomo; soprattutto dell’uomo diverso che abbia diversi bisogni e trovi il modo di soddisfare questi bisogni.
Dove andiamo a ricavare gli elementi per soddisfare meglio bisogni più elevati? Li andiamo a prelevare in primo luogo dall’eliminazione delle rendite, in secondo, dalla limitazione dei consumi voluttuari e affluenti: la nostra lotta è contro la società affluente e il benessere, non già perchè vogliamo il benessere, ma perché vogliamo un certo tipo di benessere, non quello che domanda la tv o una dispersione immensa di risorse, ma quello che domanda più cultura, che domanda più soddisfazione dei bisogni umani, più capacità per tutti di leggere Dante e apprezzare Picasso, perché questa, che preconizziamo, è una società in cui l’uomo diventa a poco a poco e diventa uguale all’industriale o all’imprenditore, non perché ha il suo reddito, ma perché è capace di studiare, di apprezzare i beni essenziali della vita.

Cosa sta succendo nel mondo? I giovani a capo di una rivolta per il potere?

Ora assistiamo a questo imponente dispiegarsi della protesta giovanile e della protesta “operaia” pur se si tratta di una protesta contraddittoria. Ma questa gioventù ha riscoperto – per noi che eravamo diventati ciechi o miopi – il grado non soltanto di insoddisfazione di questa società; ha compreso non soltanto l’inaccettabilità e l’ingiustizia della società capitalistica, ma il suo carattere noioso e autoritario. I giovani non sanno più cosa farsene di una società come quella che noi abbiamo dato loro; e hanno ragione. I giovani vogliono essere amministrati da uomini che sono venuti da altre lotte e da altro sangue.

E i partiti sono tutti in crisi?

E’ tutta la vicenda italiana ad essere grigia. I partiti devono esercitare in modo diverso la loro funzione. Tutti i grandi movimenti degli ultimi anni sono stati imposti ai partiti, per una loro incapacità di percepire il nuovo.

Il leaderismo esasperato, la personalizzazione della politica, i ceti politici e la falsa democrazia? Che direzione stanno prendendo i partiti, seguono la solitudine del capo?

Non si tratta più soltanto di un problema di direzione, ma di partecipazione che appunto partendo dalla fabbrica e dalla gestione della fabbrica, implichi sistemi di autogestione del consumo che invada tutti i settori in cui si determina la realtà popolare, in cui realmente si possa cominciare a poco a poco a costruire una società realmente partecipata, e non una società diretta dall’alto e gerarchizzata, una società in cui il rapporto gerarchico sia contestato e giorno per giorno eroso.
Prima critica: Oggi guidano i partiti secondo i criteri del Fuhrerprinzip, un leader fa tutto di testa sua senza mai consultare i dirigenti di partito. E i comitati centrali vengono riuniti così raramente che si svolgono in un clima surreale, alla ricerca di fittizie umanità, senza mai che riescano a venir alla luce le diverse posizioni. Seconda critica: si cambia troppo spesso l’idea guida che si propone al partito.
Attenzione il Fuhrerprinzip è incompatibile con la sinistra.

Sembra che tutti si arricchiscono con la politica, hai mai pensato di avere più soldi?

Non avrei saputo che cosa farne. Non ho neppure una casa. Mi basta poter comperare dei libri.

[Note]
Nelle scorse settimane Lombardi mi ha tenuto compagnia, quando i miei pensieri stanchi stavano per cedere.
Lombardi, come Gramsci, mi ha insegnato cose fosse la politica e, prima ancora, la sinistra.
Fu mio padre, lombardiano, a farmelo conoscere.
Mio padre, come Lombardi, mi insegno a farmi dare del tu dal prossimo e dare del tu alla vita.
Da “Lombardi e il Fenicottero” di Carlo Patrignani ho estratto le risposte alle mie domande inutili.
Il rhum ha fatto tutto il resto.

1. la DC